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Giornalismo Costruttivo Ispirazioni

Offrire ciò che manca è costruttivo

Il giornalismo costruttivo è stata la mia scelta professionale. Lo è stata perché ha risposto a una serie di domande che mi son sempre posta. Accade  ogni volta che mi avvicino a un nuovo foglio bianco da riempire con parole che diventano un contenuto con tanto di messaggio al lettore. Come raccontare la storia in modo che chi legge possa trarne un’esperienza? Quali punti di vista mettere a fuoco? E quali sfumature tralasciare perché non utili al racconto e all’esperienza del lettore?

È un tema delicato quello del concetto di costruttivo. Come ogni altro argomento trovo che abbia elementi personalizzabili . Non esiste mai una verità assoluta nelle cose. Esistono tante verità, una per ogni sguardo che si pone sulla realtà. Ognuno di noi, può modificare la sua verità durante il corso della vita più volte. È fisiologico, naturale. È umano.

Ho spesso riflettuto sul valore del termine costruttivo. Soprattutto per riuscire a essere sempre coerente nelle mie scelte professionali e di contenuto. Ho riflettuto perché mi piace andare a fondo nelle cose e riconoscere sfumature che non avevo visto prima. Cambiamo talmente tante volte nella nostra esistenza che possono cambiare anche le nostre opinioni e i nostri punti di vista. Ciò che va tenuto ben saldo sono i valori. Ecco, la coerenza, la costruttività, per me è una questione di valori. Quelli non si tradiscono. Anche cambiando idea i valori devono restare una costante.

Quindi essere costruttivi significa essere rispettosi delle virtù che governano la nostra vita. Chiarito questo mi sono chiesta come si potesse divulgare un messaggio costruttivo e la risposta è arrivata solo dopo tanti tentativi.

Non è un traguardo, sia chiaro, ma solo un punto di partenza nuovo. Ad ogni modo ho fatto mie alcune regole che uso quando devo comunicare un messaggio.

Chiarezza di intenti, questa è la prima. Avere bene a mente le proprie intenzioni aiuta a trovare la strada migliore per comunicare. Ma richiede onestà. E su questo spesso ci si perde un po’. Io uso un metro di giudizio infallibile: la mia pancia. Quando qualcosa stride la mia pancia si contrae. Lo sento sempre ma il segreto non è sentirlo, è ascoltarlo. Quello è il segnale che non sto comunicando rispettando le mie intenzioni. Difficilmente è costruttivo, per esempio, distruggere il lavoro di altri per raccontare come andava fatto. E nemmeno lo è continuare a porre l’attenzione su cosa non funziona.

Sappiamo tutti molto bene ciò che ci fa male. Conosciamo i problemi sociali e anche le dinamiche distorte della nostra società. Siamo perfettamente consapevoli dell’uso scorretto che si può fare dei social media e di come questi possano essere pericolosi. Quello su cui siamo meno preparati, invece, sono le soluzioni, gli sguardi al futuro possibile, gli strumenti (pratici e di pensiero) che ci possono aiutare a migliorare l’utilizzo della tecnologia, l’attitudine più efficace per gestire le relazioni, indicazioni su come affrontare le problematiche sociali.

E allora ecco qui cosa è per me è costruttivo: donare quello che manca e che possa aiutare ed educare.

La conoscenza è il nostro potere più grande. Non possiamo limitarci a sapere quanti incidenti stradali ci sono ogni anno, quante persone uccide ancora il cancro, quante aziende falliscono  o quante famiglie vivono nella violenza. È arrivato il momento di sapere anche che le auto sono diventate più sicure, che il cancro – soprattutto alcuni tipi – uccide meno e che la ricerca è andata avanti, che ci sono aziende che riescono a stare in piedi e che esistono famiglie che vivono nella serenità. E non dobbiamo saperle, queste cose, perché così siamo più sereni e positivi. Ma perché possiamo trarne forza e consapevolezza. Possiamo sentirci meno soli e impotenti.

Essere costruttivi è riconoscere che ci sono tante verità e rintracciare quelle che parlano di progresso ed evoluzione. Il mondo è complesso, accidenti se lo è. La complessità però può essere l’opportunità per conoscere di più e meglio.

A chi spetta il ruolo di persone costruttive nella nostra società? A tutti noi. Nessuno escluso. Ogni qualvolta utilizziamo una parola in fila all’altra per scrivere o parlare ci troviamo davanti a un bivio: costruire o distruggere.

A noi la scelta.

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