Image default
Gratitudine

Esercitare la gratitudine: cosa ho e cosa non ho

La gratitudine si può esercitare e se lo si fa con costanza e determinazione porta anche a grandi risultati in termini di felicità. La motivazione per impegnarsi la trovo spesso in questa frase: “La gratitudine è una sensazione di meraviglia, che fa venire voglia di rendere grazie e di assaporare la vita”.  Un’affermazione del professor Robert Emmons, che mi fa riflettere molto e che mi ha portato a definire un potente esercizio di gratitudine che voglio condividere con te e che ho raccontato anche nel mio libro Dire, Fare…Ringraziare.

Quello che scopriremo, con questo piccolo momento di auto riflessione, è il segreto per riuscire a provare gratitudine. Su un foglio bianco crea due colonne in una scrivi “quello che ho” e nell’altra “quello che non ho”. In quest’ultima puoi mettere anche le difficoltà che stai vivendo e ciò che non hai più per qualunque motivo. Prenditi il tempo necessario per assicurarti di scrivere tutto quello che hai in mente. Concentrati su una colonna per volta. Nella prima scriverai cose tipo: salute, un lavoro, una famiglia, un amore, un computer performante, amici e cosi via. Nella seconda forse ci sarà scritto: uno stipendio più alto, un anno in giro per il mondo, un’auto nuova, un marito o una moglie e simili. Scrivi tutto: sentimenti, cose materiali, idee, progetti, relazioni. Prendi in considerazione tutta la tua vita.

Una volta fatto questo lavoro metti da parte il foglio per qualche minuto. Riprendilo in mano e concentrati sulla colonna “quello che ho”. Rileggi quanto hai scritto e percepisci le emozioni che provi. Scrivile sotto questo elenco. Cerca di essere il più preciso possibile. Ascolta il tuo corpo e lascia che le tue sensazioni si sentano libere.

Subito dopo concentrati sulla lista “quello che non ho”. Fai lo stesso identico esercizio: registra le emozioni che ti procurano le voci di questo elenco. Scrivile sotto questo elenco.

Esercitare la gratitudine quotidianamente è anche un modo per allenare la nostra felicità. Quando ho fatto questo esercizio per la prima volta, per esempio, mi sono resa conto della grande differenza emozionale tra le due colonne. Concentrata sulla prima ho provato benessere e gratitudine. Quando mi sono focalizzata sulla seconda, invece, ho percepito frustrazione, malessere e tristezza. Incredibile. Parlo di emozioni di pancia.

L’insegnamento che ne ho tratto? Controllando la nostra attenzione possiamo scegliere di stare bene. Siamo sempre noi a decidere su cosa focalizzarci. E scegliendo le cose che già abbiamo il risultato è un grande senso di gratitudine.

Lascia un commento