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Gratitudine

Diario della gratitudine: un’abitudine che ti cambia la vita

Il diario della gratitudine è davvero un’abitudine che ti cambia la vita. Sono molti anni che lo tengo e posso raccontarti con certezza che i suoi effetti sono incredibili. Quando ho cominciato a tenere il mio diario ero in una fase della vita in cui faticavo a vedere le cose positive della mia realtà. Avevo iniziato un percorso di crescita personale come racconto spesso, stavo cominciando a sintonizzarmi con la gratitudine ma ancora mancava qualcosa. Il diario ha certamente colmato quel vuoto.

Sin dai primi giorni in cui mi sono lasciata conquistare da questa nuova abitudine, ho cercato nuove informazioni e ispirazioni scoprendo che sono tante le persone di successo che alimentano il potere della gratitudine. Ne parla Arianna Huffington nel suo libro “Cambiare passo” e ne parla spesso anche Oprah Winfrey in “Tutto ciò che conta”. Non mancano anche diversi video di Anthony Robbins su questo tema. Tutti questi contenuti, insieme alla mia pratica costante, mi hanno fatto raggiungere una certezza: a gratitudine ci fa bene e il diario della gratitudine ci aiuta a restare connessi con noi stessi.

Su come iniziare un diario della gratitudine ho già scritto un articolo con un video dedicato, qui vorrei condividere con te le cose che ho imparato in questi anni.

Come trasformare il diario della gratitudine un’abitudine?

Tenere il diario della gratitudine non è affatto complicato. Serve solo l’intenzione unita all’azione e qualche ispirazione su cosa scrivere. Per il resto si tratta di assumere la consapevolezza del suo valore per arrivare a personalizzarlo il più possibile.

Desidero condividere con te ciò che ho imparato in questi anni di pratica costante.

Il diario della gratitudine può non essere quotidiano. L’effetto quotidiano del diario è legato all’idea di disciplina. Avere ogni giorno il nostro momento di gratitudine aiuta a connettersi con i pensieri positivi della nostra mente. Ma se non riuscite a prendervi del tempo ogni giorno fatelo almeno 3-4 volte a settimana. È sempre meglio del non fare nulla. Ricordati sempre di essere flessibile e accogliente con le nuove abitudini.

Sii libero di scrivere ciò che volete. A volte ti troverai a essere molto prolisso, altre volte sarai più conciso. Scrivere è la cosa più importante: quanto e quanto spesso sono dati significativi ma non fondamentali all’inizio.

Nessuno leggerà il tuo diario. Realizzare che il diario è personale aiuta a sentirsi più liberi di condividere e scrivere ciò che proviamo. Non temere. Nessuno ti chiederà mai di leggere il tuo diario. E in ogni caso sarai tu a decidere se condividerlo o meno con altri.

Quando sei scarico o triste il diario è il tuo migliore amico. Come dico anche durante il corso 21 Giorni di Diario della Gratitudine, questo taccuino così prezioso è un amico importante nei momenti di crisi. Rileggere le cose belle della propria vita ci fa stare bene, ci riconnette con la realtà e ci aiuta a ridimensionare i problemi o, quanto meno, a focalizzarci sul  bello.

Anche solo la sua presenza è importante. Una delle cose che invito a fare quando si comincia a tenere un diario della gratitudine è di personalizzarlo. Questo perché diventa nostro ma, soprattutto, perché cosi diventa riconoscibile. Anche solo guardarlo attiva immediatamente nella nostra mente la chimica della felicità.

Il diario della gratitudine è un miracolo?

La parola miracolo talvolta può confondere perché potrebbe farci credere che fare del diario un’abitudine che ti cambia la vita è qualcosa che accade indipendentemente da noi. Non è così. Il diario allena alla disciplina e alla costanza. Quindi, più che di un miracolo direi che si tratta di una grande opportunità che trasforma totalmente la nostra visione della realtà. E questo, studi importanti lo dimostrano, consente di farci stare meglio. Il suo grande potere è quello di aprire la nostra mente, portarci a osservare ciò che avevamo smesso di notare e a sintonizzarci sul lato bello delle cose.

Ci obbliga a vedere positivo? Anche su questo ho delle riserve. La gratitudine non ci invita a indossare gli occhiali rosa per vedere la realtà. Lei, piuttosto, ci rafforza per poi affrontare anche le difficoltà. Una differenza importantissima che non dobbiamo mai perdere di vista. Il diario ci invita a guardare il disegno più grande che spesso è ciò che ci sfugge.