Image default
Ispirazioni

Come porsi le domande giuste per essere felici

Mi sono sempre fatta delle domande ma non ho mai considerato le risposte che nascevano dentro di me. E naturalmente non ho mai tratto beneficio da questa abitudine importante. Poi ho compreso, con l’esperienza, l’utilità di porsi le domande giuste per essere felici. Sono diventate le mie alleate sia per cambiare punto di vista nelle situazioni da risolvere sia per cercare una soluzione sia, infine, per riconoscere la felicità.

Le domande sono delle amiche davvero preziose. Tempo fa ne abbiamo parlato con Lucia Giovannini in occasione dell’uscita del suo libro “Il potere delle domande”. Un volume che personalmente tengo sul comodino e interrogo ogni volta che ne ho bisogno. Mi concentro sul tema, apro il libro e mi ritrovo sulla pagina con la giusta domanda per me. Un caso? No, ormai non ci credo più.

Da tempo volevo approfondire il discorso sulle domande. Non ho in realtà cercato nulla ma ho, come spesso accade, mandato alla mia mente un input con l’obiettivo di raccontare anche a voi quanto siano importanti le domande nella nostra vita.

Qualche giorno fa ho cominciato una nuova lettura che ho condiviso anche sul That’s Good News Book Club. Si tratta del libro “Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario” di Anthony Robbins. Un intero capitolo, pensate un po’, è dedicato alle domande.

Ho trovato illuminante la parte in cui Robbins racconta come funzionano le domande. Secondo il celebre motivatore americano le domande hanno un effetto preciso e importante “cambiano immediatamente l’obiettivo su cui ci concentriamo e quindi il modo in cui ci sentiamo”.

Quindi, per intenderci, chiederci “perché non trovo lavoro?” fa concentrare la nostra attenzione sull’idea che esiste un motivo valido per cui non troviamo lavoro. Se invece ci chiediamo “come posso trovare lavoro?” il focus è sulla ricerca di una soluzione. Questo porta la mente ad aprirsi e cogliere nuovi stimoli.

Le domande ci fanno togliere il pilota automatico.

Torniamo a un concetto a me molto caro: la zona di comfort. Si, ancora lei. Quella che ci convince di non volere cambiare. Quella che ci fa accettare la situazione che non ci piace per paura del cambiamento. Cosa fare in questi casi? Porsi delle domande costruttive è un’ottima soluzione.

Il primo passo, quindi, è quello di chiarire bene a se stessi cosa si desidera. Il secondo è riconoscere il nostro limite. Il terzo è agire.
In questo caso entrano in gioco le domande costruttive. Quelle che fanno scattare qualcosa per cui poi non resta che muoversi. Se lo desideriamo, se scegliamo di farlo. L domande ci aiutano a capire cosa sta accadendo e dove possiamo andare.

Robbins, nel suo libro, consiglia alcune domande costruttive: Se non cambio questo, quale sarà il prezzo che dovrò pagare? Quanto mi costerà alla lunga? Come si trasformerà tutta la mia vita se lo faccio ora?
Ora vi dico una cosa che vi sarete sentiti dire tante volte: nei momenti di difficoltà cercate il lato buono. Non è una banalità, ve lo garantisco. Voi stessi, ripensando ad alcuni momenti della vostra vita, potreste notare che se non fosse accaduto quel particolare evento devastante non avreste vissuto un momento straordinario della vita. Succede, pensateci bene. Con la giusta prospettiva, e sincerità, potreste notarlo.
La domanda importante da farsi quando siamo in difficoltà o quando abbiamo una discussione con qualcuno, può essere “Cosa c’è di buono in questa situazione?” oppure “Cosa posso imparare da questa situazione?” O ancora “Come posso sfruttarla?”

Sappiate che la risposta, almeno all’inizio, non arriverà subito. La nostra mente come prima cosa risponderà “niente” o “non c’è niente da fare”. Sfoderate allora la vostra carta della costanza e continuate a farvi questa stessa domanda. Ben presto la risposta affiorerà nella vostra mente. E voi saprete per certo che si tratta della vostra risposta.

Le risorse sono tutte dentro di noi. Le domande di qualità hanno il potere di risvegliarle.

Anche il buon utilizzo delle domande è frutto di un allenamento costante. Cominciate subito a porvi le domande costruttive. Con il tempo la vostra mente si abituerà a questa pratica e saprà darvi le risposte all’istante.

Un altro consiglio prima di lasciarvi. Ho testato personalmente che un buon momento per farsi le domande è la sera prima di addormentarsi. Spesso accade che al risveglio, o nel corso della giornata successiva, arrivino le risposte.

E voi? Avete un altro momento in cui amate farvi domande? Avete delle vostre domande motivanti?