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Ispirazioni

L’atteggiamento verso la vita e il suo rapporto con la felicità

Si, forse possiamo fare finta di nulla ma tanto le cose stanno cosi lo stesso: l’interpretazione della nostra realtà dipende dal nostro atteggiamento verso la vita. Non vorrei sembrarvi brutale ma è cosi che funziona. Uno stesso evento può avere letture differenti e lezioni differenti. Cosa fa la differenza? Gli occhi con cui lo guardiamo e l’atteggiamento con cui lo viviamo.

Non c’è situazione che non dipenda da come noi ci sentiamo in quel momento. Siamo insicuri quando dentro di noi abbiamo insicurezze, abbiamo paura quando non riusciamo a vedere oltre i pensieri negativi, siamo pieni di entusiasmo quando crediamo fortemente in qualcosa.
Il nostro atteggiamento influenza ogni cosa. Ci porta a prenderla sul personale in una relazioni o a comprendere che l’altra persona ha la sua storia e il suo atteggiamento verso la vita, appunto. Ci porta anche a soffrire per mesi e mesi per un’aspettativa delusa oppure a lasciare andare un’aspettativa e vivere ciò che arriva. E’ tutto giusto, ci dicono. E’ vero?

Io vi faccio un’altra domanda: cosa è giusto e cosa è sbagliato?

Non credo sia tutto giusto perché non credo più nel giusto e sbagliato. E’ un punto di vista anche quello. Ciò che credo, però, è che tutto sia utile. Si, che tutto sia costruttivo. A noi apprendere la lezione, vivere con l’atteggiamento che ci fa stare bene.
Perché vedete, c’è una cosa che tutti – consciamente o inconsciamente – vogliamo: è la felicità. L’intoppo sorge quando pensiamo che ci sia dovuta e che ci debba essere garantita perché siamo brave persone, lavoriamo sodo e ci comportiamo con educazione. Credete possa bastare?

E’ un buon punto di partenza, certo, ma poi occorre altro. La felicità si costruisce attimo dopo attimo con un’attitudine costruttiva. Non si rincorre la felicità, si riconosce. E’ per questo che io credo fortemente nel potere della gratitudine e ne ho fatto la mia missione di vita.

Quando ci sentiamo ricchi non possiamo che essere felici e quindi entusiasti e quindi costruttivi. Ed ecco come l’atteggiamento alla vita gioca un ruolo importante per il nostro benessere. Questo ci porterà lontano dalle difficoltà. Certo che no. E guai se fosse cosi…sarebbe una vita molto noiosa. Ma di certo vivremo come difficili sempre meno cose e ci troveremo a vivere le sfide come esperienze. E l’esperienza insegna sempre, si sa.

Ed ora veniamo a qualcosa di pratico per costruire il vostro atteggiamento verso la vita.

Durante i miei speech sulla gratitudine amo sempre raccontare una storia di John Templeton, filantropo e uomo di finanza del secolo scorso. Templeton, quando era ancora in vita, ha scritto un messaggio di Natale ai suoi familiari ritrovato dopo la sua morte da una nipote. In questa lettera chiedeva loro di immaginare un pezzo di terra che avrebbero voluto trasformare in un giardino bellissimo per loro. Cosa avrebbero fatto? Con ogni probabilità avrebbero selezionato gli alberi più rigogliosi, i fiori più colorati, le forme più piacevoli agli occhi. E avrebbero di certo tralasciato piante secche e forme disarmoniche. Ebbene, Templeton invita ai suoi familiari a immaginare che il giardino come la propria mente e le piante come i propri pensieri ricordando loro che il nostro cervello non riesce a tenere più di 2-3 pensieri contemporaneamente. Ecco che, allora, sostituire i pensieri negativi e distruttivi può essere un buon allenamento per costruire un atteggiamento costruttivo alla vita.

Questa abitudine, però, non può essere praticata solo pochi minuti al giorno. Deve essere costante, deve diventare un’attitudine. Solo cosi possiamo trasformare la nostra mente.

Vi va di farlo? Provateci con costanza per almeno 3 settimane e poi, se vi va, scrivetemi.