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Storie costruttive

Antimo Magnotta: “ho tradotto il mio dramma in musica, scrittura e amore”

Questo post lo voglio dedicare a tutti voi che mi riempite di mail meravigliose in cui mi raccontate la vostra storia chiedendomi come sia possibile uscire dalle difficoltà. Riemergere da un vero e proprio naufragio della vita. Non ho usato questa metafora a caso. Voglio raccontarvi la storia di Antimo Magnotta perché credo che possa portavi più ispirazione di mille parole. Antimo è sopravvissuto a un naufragio vero e proprio. Quello di Costa Concordia. E poi quello della sua vita. Lo ha vissuto, ne ha fatto tesoro e poi ha realizzato un sogno.

Antimo Magnotta era li, la notte del 13 gennaio 2012. Si trovava a bordo della Costa Concordia, proprio quella lunga notte di tragedia. Lavorava a bordo come pianista, la sua grande passione. Era felice. Stava bene. Aveva appena finito di suonare quando ha sentito i Sette squilli brevi e uno lungo che segnalavano una situazione di emergenza a bordo.

Non voglio soffermarmi su questa vicenda di cronaca della quale abbiamo letto e visto ogni cosa. Vorrei raccontarvi, però, la storia di un uomo che a bordo di quella nave ha visto la sua vita sfumare davanti agli occhi prima di pensare all’amore per sua figlia. Quella figlia lontana da lui in quel momento che, però, aveva un forte desiderio di andare al cinema con il papà non appena fosse rientrato a casa.

Antimo ha trovato la forza nell’amore. Quella forza che gli ha permesso di salire nel punto più alto della nave, ormai in posizione verticale, con altre persone. Quella forza che gli ha permesso, anche, di resistere fino a notte fonda in una posizione tutt’altro che confortevole. Ma ce l’ha fatta. La forza dell’amore gli ha salvato la vita. I soccorsi lo hanno portato in salvo e lui ha potuto riabbracciare sua figlia.

Ma il naufragio non era finito.
La sua vita, a quel punto, era allo sbando. Problemi economici, mente offuscata e tanta paura.
Quello, se lo rapportiamo alle nostre storie personali, è il momento in cui abbiamo la possibilità di scegliere. E’ quello in cui il nostro atteggiamento fa davvero la differenza.

Antimo ha scelto. Non di lasciarsi andare al disastro interiore e materiale ma di riprendere in mano tutto e ricominciare. Lo ha fatto a Londra. Si è trasferito con la consapevolezza di dover ripartire da zero ma di volerlo fare perché aveva appena scoperto la bellezza di essere vivo.

Si è messo a lavorare come cameriere. Lui che l’unica cosa che sapeva fare era suonare il piano.

L’Universo premia chi ci crede e chi consacra la vita. E cosi comincia a lavorare nel caffè del Victoria & Albert Museum di Londra. All’inizio come cameriere. Ogni giorno passava davanti al piano presente nel locale sognando di poterci appoggiare le sue dita talentuose. Poi è successo: il sogno si è avverato e Antimo è diventato pianista residente di quello stesso bar.

Ascoltare questa storia dal suo protagonista è stato uno dei momenti più emozionanti del Beautiful Day. Farlo ascoltando anche la sua musica è stata una vera esperienza di vita.

«E’ stato un naufragio anche della mia vita: economico e mentale. Ma ho raccolto tutte le mie forze e ho ricominciato». E’ l’insegnamento che mi sono portata nel cuore.

E sono le parole che voglio lasciare a voi.
Possiamo sempre ricominciare.
Il naufragio non si cancella ma noi possiamo rinascere.

Foto di Yuri Vazzola