“Ma come fai a dire che si può vivere nella gratitudine anche nelle difficoltà? Forse è cosi per te che non hai problemi. Per me di certo non è cosi. La mia vita è tutt’altro che meravigliosa e io, nella gratitudine, non posso viverci. Odio il mio lavoro, ho una famiglia bella si ma piena di impegni, problemi e fatica ad arrivare a fine mese. Mio padre sta male – di quel male li – e mia mamma è depressa per questo. Ogni giorno mi alzo e sento tutta la fatica sulle mie spalle. Non è un nuovo giorno di cose meravigliose da vivere. Per me è solo un nuovo giorno di corse, problemi, fatiche e tanta tanta stanchezza”.

Ho ricevuto questa e-mail alcuni mesi fa. L’ho letta e riletta. Cosa fare? Cosa fare davanti a una persona cosi sfiduciata rispetto alla vita? Chi l’ha scritta è una persona che – ho scoperto dopo – è arrivata sulla mia pagina Facebook e ha cominciato a leggere qualche mio post e articolo. Lo ha fatto con il peso della sua vita sulle spalle.

Ho molto rispetto per ogni messaggio che ricevo. Che sia di gratitudine nei miei confronti, di ringraziamento per aver contribuito alla propria evoluzione o che, come in questo caso, sia una messa in discussione di tutto ciò che faccio. Ne ho grande rispetto perché non credo sia facile arrivare a scrivere una mail in cui c’è tanto di se stessi. Ho tanto rispetto perché chi mi scrive si è preso del tempo per me, qualunque sia il messaggio incluso nella mail.

Quando ho ricevuto questa mail mi sono presa qualche giorno prima di rispondere, come faccio spesso. Scelgo di farlo perché quando scrivo la mia risposta voglio che possa contenere un’ispirazione, un consiglio, parole che arrivano dal mio cuore. Per tutto il tempo mi sono chiesta “Cosa posso rispondere? Come posso portare un po’ di benessere a questa persona senza urtare la sua sensibilità?”.

Dopo due giorni ho scritto la mia risposta. Tra me e questa meravigliosa donna è iniziato uno scambio di mail intense, ricche e di grande crescita per entrambe. Ogni volta facevamo un passo avanti. Fino a che ci siamo rese conto che la sua realtà era cambiata. Non tutto quello che stava vivendo, quello no, ma il suo modo di viverle quelle cose.

Questa mail – di cui ho riportato un passaggio chiedendo ovviamente l’autorizzazione alla persona interessata – mi ha fatto comprendere che troppo poco si sa ancora del potere della gratitudine. Poco si sa di come possa essere davvero una nostra alleata. Anche chi fa il Diario della Gratitudine ne ha scoperto solo una parte.

Questa mail che aveva turbato le mie giornate è il motivo per cui ho creato “90 Giorni nella Gratitudine”, un nuovo corso online. E io sono infinitamente grata a chi mi ha scritto quelle parole perché so quanto le sono costate e perché oggi il tenore delle sue parole è totalmente diverso. E non grazie a me, certo che no. Grazie a se stessa. Aveva solo bisogno che qualcuno di esterno alla sua vita le mostrasse come si potesse vedere tutto in modo diverso. Io sono stata un mezzo, la gratitudine ha fatto il resto.

Non c’è nulla di complicato in tutto questo ma certo c’è da cambiare punto di vista, abitudini, prospettive e sfide che lanciamo alla nostra realtà. E l’effetto domino è dirompente.

C’è una cosa che ho verificato su di me, quando sono “scarica” e poco produttiva, quando incontro tante difficoltà mi accorgo che ho un livello di gratitudine molto basso. Grazie agli strumenti che ho appreso in questi anni ritorno al livello di gratitudine e mi accorgo che tutto intorno a me inizia a cambiare. Io mi ricarico, sale l’entusiasmo, le difficoltà si gestiscono e i risultati arrivano.

“Sono profondamente grata a me stessa. Se quel giorno, tra le lacrime di rabbia, non ti avessi scritto non avrei mai scoperto come la mia vita potesse essere differente”. Ecco. Questo è il grazie che io volevo sentire e che più mi ha emozionata. Quando riconosciamo il nostro grande valore allora abbiamo davvero iniziato a percorrere la strada verso la felicità. Quando comprendiamo e ci rendiamo conto di poterci meritare la felicità allora iniziamo a riconoscerla.

E’ impossibile, e su questo ormai tanti scienziati si sono espressi, provare gratitudine e rabbia o tristezza allo stesso tempo. Una persona grata si sposta su un’altra frequenza e quando lo fa ogni attimo della sua vita allora diventa una persona felice con una vita meravigliosa. Non perfetta, sia chiaro, meravigliosa.

 


 

90GiorniNellaGratitudine