Come ogni altra scelta che facciamo, anche la gioia ha il potere di trasformare la nostra vita. L’ho capito qualche anno fa, dopo aver trascorso una buona parte della mia esistenza a pensare che la gioia fosse legata a eventi esterni. Pensavo che vivere nella gioia fosse una prerogativa di chi aveva una vita perfetta. E quindi la cosa non mi apparteneva ma incuriosiva. Intorno a me vedevo persone che sapevano vivere nella gioia. Altre sono arrivate nella mia vita. Ho cominciato a osservarle. Cosa le accomunava? Cosa le rendeva cosi gioiose?

Ho imparato tante cose in quel periodo della mia vita. La gioia è molto più della felicità. A volte capita di confonderle per alcuni tratti che hanno in comune ma la gioia è molto più profonda della felicità, va ben oltre l’eccitamento momentaneo. Ma c’è una cosa che la rende diversa più di ogni altra: la gioia è a disposizione di chi la sceglie in ogni singolo momento.

La felicità dipende dalle circostanze: quando il sole splende stiamo bene, quando le cose vanno come vorremmo siamo felici, quando ci innamoriamo o vinciamo qualcosa siamo felici. Tutti sentimenti meravigliosi che però durano poco. Il tempo di viverli. Il che non è affatto un difetto, sia chiaro, ma è bene prenderne consapevolezza.
Se la felicità è un sentimento che nasce quando le cose vanno bene, la gioia è uno stato profondo che caratterizza l’atteggiamento positivo verso la vita. Qualunque cosa accada. La gioia dura una vita intera.

Si può scegliere di vivere nella gioia.

Osservando le persone che attorno a me mi fornivano esempi di attitudine gioiosa alla vita, ho notato che per loro si trattava di una scelta. Il livello di gioia in cui vivere non dipende da niente e nessuno. E’ una propria scelta personale. Ci ho messo un po’ a imparare questo perché era molto lontano dall’idea che ne avevo io e da come stavo vivendo. Ma quando l’ho compreso è stato un dono straordinario che ha cambiato la mia vita. L’ha cambiata perché ho fatto anche io quella scelta: avrei vissuto nella gioia. Si, gioia in ogni piccolo attimo di vita.

Come vivere nella gioia? Non ho idea se esista una ricetta perfetta, posso però raccontarvi cosa ho notato io osservando le persone attorno a me. Il primo passo è la scelta. Quando si decide di costruire un’attitudine alla gioia si è già compiuta la propria trasformazione. Poi però bisogna allenare il proprio atteggiamento affinché la gioia diventi un’abitudine. Ecco che allora ho continuato ancora per qualche tempo la mia osservazione delle persone che vivono nella gioia e ho notato alcuni altre caratteristiche comuni. Le ho portate nella mia vita, ne ho visti gli effetti e ora sono pronta a condividerli con voi.

Niente negatività.
Ok, questa potrebbe sembrare una banalità ma non lo è. Chi sceglie di vivere nella gioia non solo ha una visione positiva della realtà ma alimenta pensieri positivi. Non alberga nelle circostanze negative o nelle notizie che ci scoraggiano. Non si lamenta e non si perde nell’autocommiserazione. Anche quando dei pensieri meno positivi arrivano alla mente, chi vive nella gioia semplicemente non permette che questi possano prendere casa nella propria mente. Li vede, li riconosce e poi li lascia andare. Già, perché non siamo obbligati a vivere intensamente ogni pensiero che passa dalla nostra mente. Possiamo scegliere di vedere soluzioni invece di problemi, ragioni per ridere piuttosto che per lamentarci.

Ridere, ridere, ridere.
Chi vive nella gioia ride. Ride con l’anima, il corpo e la mente. Ride completamente e intensamente. Ama il senso dell’umorismo, si prende poco sul serio, sorride spesso, fa scherzi. Vive di una meravigliosa energia positiva che diventa contagiosa. Lo fa, però, nel rispetto dell’altro e con eleganza e discrezione. La risata è una delle principali manifestazioni della gioia.

Celebrare.
Saper celebrare è una questione di attitudine. Farlo spesso è un’abitudine felice. Le persone che vivono nella gioia amano celebrare i momenti che esaltano il loro benessere. Gioiscono in vacanza ma anche a casa, celebrano i successi e le lezioni imparate dalla vita. Celebrano per se stessi e per gli altri. Contribuiscono alla gioia dei compleanni altrui, delle feste e dei successi di altri. Sono abituati alla celebrazione.

Un lifestyle positivo.
Esiste una forte connessione tra il proprio stile di vita quotidiano e la propria capacità di vivere la felicità o la gioia. Cosi come la nostra mente influisce sul corpo, il corpo influisce sulla mente. Quando siamo arrabbiati, stanchi, soli o affaticati energeticamente è molto più facile restare in connessione con i pensieri negativi che passano nel cervello e allontanarsi, così, dalla gioia. Ecco perché è importante alimentare uno stile di vita positivo. Siamo molto vulnerabili ai pensieri negativi ma possiamo gestire il flusso della nostra energia scegliendo dove portare la nostra attenzione.

Queste riflessioni che ho scritto sulla mia Moleskine mi hanno mostrato che l’unico vero super potere che rende la vita piena, significativa e ricca è la nostra possibilità di scelta. Non c’è altro che dobbiamo fare.

Scegliere. E’ la nostra chiave di salvezza (o di distruzione naturalmente).

 

Partiamo da qui, vi va? Dalla scelta, dalle riflessioni che ho condiviso con voi. E poi proseguiamo al #JoyDay, l’evento organizzato da Eifis Editore dove ho il piacere di partecipare come speaker insieme a altri straordinari speaker come Loretta Zannucoli, Richard Romagnoli, Nandini Valeria Cerri e Ven. Lama Tenzin Khentze.
E’ un’ottima occasione per approfondire un tema cosi importante per la nostra vita. Potrete sentire voci differenti e toccare con il cuore la gioia stessa. (Il #JoyDay si terrà il 23 luglio a Milano Marittima. Info e prenotazione posto gratuito su Eventbrite)
 


 

 

JoyDay