Una famiglia grata è una famiglia felice. Quando ho scoperto il potere della gratitudine e ne ho fatto una buona abitudine nella mia vita ho tratto immediatamente dei grandi benefici. E’ successo tutto a fine 2012 e oggi posso davvero affermare che provare gratitudine mi ha trasformata e mi ha salvato la vita. Anzi, per meglio dire, la mia scelta di vivere in uno stato continuo di gratitudine mi ha permesso di cambiare totalmente il mio atteggiamento verso la vita, le sfide, le opportunità e le relazioni. Un gran bel viaggio davvero. Ma a un certo punto è nato il desiderio di condividere questa mia scoperta con la mia famiglia. Abbiamo cominciato a parlare sempre più spesso di gratitudine e a fare dei piccoli esercizi insieme: la magia è cresciuta ulteriormente. Ora credo di essere a una svolta: diamo vita al vaso della gratitudine.

Se è vero che la gratitudine è un potente amplificatore di felicità nella vita di chi la pratica, pensate che cosa possa accadere in una famiglia che prova gratitudine all’unisono.

In ogni casa si respira l’energia dei suoi abitanti. Se la famiglia è serena anche i muri sprigionano serenità. Se stiamo attraversando un momento di difficoltà e lo viviamo come un peso, la casa improvvisamente ci schiaccia come un macigno o, in alcuni, casi, diventa un peso da cui stare lontani. L’ambiente in cui viviamo e in cui trascorriamo ore della nostra giornata si alimenta con la nostra energia.

Quando singolarmente portiamo gratitudine in casa o sul lavoro, di conseguenza cambiano le relazioni, la percezione dell’energia, l’atmosfera e gli atteggiamenti. Ma pensate cosa possa accadere se due, tre o più persone portano lo stato di gratitudine nello stesso ambiente. Credo fortemente che quello diventa uno scrigno di felicità.

Con queste riflessioni nel mio cuore ho pensato al vaso della gratitudine. Una buona abitudine quotidiana da fare con la famiglia. Qualunque sia il numero dei componenti.

L’idea ricorda quella del vaso della felicità della scrittrice Elizabeth Gilbert (autrice del libro Mangia prega ama
da cui è stato tratto il famoso film con Julia Roberts) che propone l’Happiness Jar come buona abitudine al posto del diario della gratitudine.

La versione del vaso della gratitudine che vi propongo in questo post è formato famiglia.

Il tutto è molto semplice: ci procuriamo un vaso trasparente o un barattolo in vetro” della forma e del colore che più ci piace. Se amiamo personalizzare possiamo anche decorarlo. Lo posizioniamo in un luogo della casa che amiamo e a cui tutti i componenti della famiglia possono accedere. Deve essere in bella vista. Un’idea è di metterlo su un vassoio o un piano su cui appoggiare anche una bella penna o matita (trovatene una che esprima sensazioni positive) e un blocco colorato da cui prendere i fogli su cui scrivere le cose per cui ci si sente grati.

L’ideale sarebbe quello di scrivere un pensiero di gratitudine al giorno. Se ritenete che sia troppo impegnativo, almeno all’inizio, proponete ai componenti della vostra famiglia di scriverne uno alla settimana.

Questo vaso, in bella vista, ci ricorderà sempre lo stato di gratitudine di cui ho parlato nel mio libro Dire, Fare, Ringraziare. E questo accadrà ogni volta che il nostro occhio cadrà su di lui, sul nostro vaso condiviso.

Gratitudine

Io mi sto organizzando con la mia famiglia per poterlo avviare. Trovo che sia qualcosa di molto bello e speciale da condividere. Se avete bambini piccoli che non sanno scrivere, come mia figlia Giulia che ha 5 anni, potete chiedere loro di disegnare il momento, la cosa o la situazione che ricordano con gratitudine.

Immagino già il momento in cui, a fine anno, decidiamo di leggere qualche bigliettino per ripercorrere insieme l’anno ricco di momenti straordinari.

Se vi state chiedendo se il vaso della gratitudine possa sostituire il diario della gratitudine, la mia risposta è no. Il vaso è un esperimento da fare in famiglia, il diario è molto personale e custodisce anche pensieri che non necessariamente vogliamo condividere con gli altri.

Il mio consiglio è di tenere vive entrambe le abitudini.

E sia chiaro, per famiglia io intendo quella in cui c’è amore e condivisione. Quindi, il vaso è un buon strumento di felicità anche per gli studenti che condividono un appartamento o per amici che vivono insieme.

Se vivete da soli create lo stesso il vaso, scrivete un bigliettino alla settimana e chiedete, se volete, ai vostri amici più cari di partecipare. Cosi la vostra diventa la casa della gratitudine.

E ora, pensateci un po’, qual è la prima cosa per cui siete grati oggi?
Memorizzatela e, solo se vi va, condividetela nei commenti qui sotto.