La nostra vita è fatta di abitudini. Provate solo un attimo a pensare a come si svolge la vostra quotidianità: il rito della colazione, le solite azioni al mattino, la strada verso il lavoro sempre uguale, il caffè e il pranzo durante il giorno, il rientro a casa, la palestra alle 19, un film dopo cena quando non si esce. E’ tutta una routine. E guai a modificarla, sembra quasi che possa mancarci la terra sotto i piedi. Per quanti anni procediamo in questo modo? Tanti. Eppure basterebbero nuove abitudini per farci vivere una quotidianità più consapevole, per farci conoscere davvero la nostra vita e ciò che ci sta intorno.

La felicità parte dalla consapevolezza.

Quando ci muoviamo con il pilota automatico senza nemmeno renderci conto di essere arrivati in ufficio o di lavarci i denti viene molto difficile pensare di poter essere felici. Manca la consapevolezza dell’attimo che stiamo vivendo.

Qualche giorno fa una mia amica mi ha detto: “passa la settimana e non mi rendo nemmeno conto del tempo volato via”. Già. Secondo voi perché? Abbiamo inserito il pilota automatico e non ci pensiamo nemmeno per un minuto di uscire dalla nostra zona di comfort. Si sempre lei: la nostra finta amica. Quella che non ci fa compiere nemmeno un passo verso il nostro sogno ma anche quella che ci impedisce di vivere una quotidianità consapevole.

La situazione è chiara, vero? Accade a tutti noi: per una vita o per un periodo. A volte, dicono, è ciò che ci impedisce di crollare. Non ci fermiamo a guardare fuori dalla zona di comfort perché quel mondo sconosciuto potrebbe deluderci, chiederci troppo, mostrarci una faccia di noi che non ci piace.
Eppure, se solo capissimo che è proprio li la chiave: uscire dal terreno conosciuto. Cominciare a piccoli passi a guardare oltre, con nuove piccolo e grandi abitudini (Ne parlo anche nel mio e-book Esercita la tua felicità. Se non lo hai ancora scaricato lo trovi qui)

Ma ora passiamo alla parte pratica.

Come possiamo vivere una quotidianità consapevole?

  1. Prestiamo attenzione. Osserviamo i nostri gesti, proprio quelli più banali come lavarci i denti. Quante volte ci infiliamo sotto le coperte e chi chiediamo “avrò lavato i denti?” e poi il partner ci dice “si, ti ho visto”. Ecco, questo è il perfetto esempio di una vita con il pilota automatico. Quindi cominciamo subito: osserviamo i movimenti delle nostre mani mentre ci laviamo i denti, sentiamo il dentifricio, guardiamoci allo specchio. Facciamo questo piccolo esercizio con almeno due gesti consueti. Mangiare, per esempio, oppure camminare. Provate per una settimana.

  2. Rilassiamoci. Non c’è cosa che facciamo meno nella nostra giornata. Se pensiamo di non averne bisogno, allora abbiamo necessità di fermarci il doppio del tempo. Se corriamo da una parte all’altra come facciamo a ritrovare la nostra consapevolezza? Definiamo, nel corso della giornata, qualche momento di fermo immagine. Potrebbero essere 5 minuti in silenzio ascoltando il proprio respiro, una passeggiata di 20 minuti in solitaria, meditazione.

  3. Restiamo nel presente. Due momenti della giornata, solo due. Dieci minuti l’uno. Cosa sono venti minuti in 24 ore? Piccole entità che fanno una grande differenza. In questi due momenti ascoltiamoci, semplicemente. Prestiamo attenzione alle tensioni del nostro corpo, ai profumi che ci sono intorno, tocchiamo degli oggetti. Prendiamo contatto con il nostro presente.

  1. Qualche ora di digital detox. Non tremare di paura: qualche ora non è cosi tanto. Decidi, per esempio, che i device li accendi dopo un’ora dalla sveglia e che li spegni un’ora prima di andare a letto. Poi scegli di trascorrere il pranzo senza notifiche e giretti su Facebook. Se state lavorando a un progetto che richiede la vostra totale attenzione, allora, mettete il telefono in silenzioso e lontano da voi. Se, invece, non usate Facebook durante il giorno ma solo la sera, cercate comunque di spegnerlo un’ora prima di andare a dormire.

  2. Camminiamo. Prendetevi semplicemente del tempo per camminare. Non con l’obiettivo di fare esercizio fisico – quella è solo una meravigliosa conseguenza – ma con l’intento di osservare l’ambiente, le persone, gli spazi. Anche questa è una forma di meditazione.

Che ne dite? Sono 5 semplici consigli che possono davvero fare la differenza nella vostra quotidianità. Quando ho inserito queste abitudini nella mia vita sono cambiate tante cose: soprattutto mi sono accorta che mi lavavo i denti in modo troppo frettoloso rispetto alle indicazioni del dentista.

Ecco, una vita consapevole serve a rendersi conto di come si trascorre il tempo. E vi assicuro che non vi troverete più a dire “è volato e non so come l’ho impegnato”. Probabilmente ci saranno i momenti in cui il tempo sarà un soffio, ma voi saprete certamente come l’avete trascorso.

Prima di lasciarvi, se avete amato queste piccole nuove abitudini potreste approfondire la mindfulness. Vi consiglio di farlo seguendo il mio amico Enrico Gamba che organizza anche dei corsi su questa pratica.