Scrivere. Dobbiamo tornare a scrivere. Abbiamo perso l’abitudine della scrittura a mano e questa è una mancanza per la nostra mente, le nostre emozioni e la nostra qualità della vita. Va bene tenere l’agenda sullo smartphone o prendere appunti sull’app Notes, ma inseriamo tra le nostre abitudini quotidiane dei momenti di scrittura a mano. Tenere un diario è quella più semplice, pratica ed efficace. Lo dicono anche grandi nomi del passato.

Albert Einstein, Isaac Newton, Abraham Lincoln, Andy Warhol, Leonardo Da Vinci, Marcus Aurelius, Charles Darwin, Winston Churchill, Benjamin Franklin, Ernest Hemingway e George Bernard Shaw hanno tutti una cosa in comune: tenevano un diario personale. E sono convinta che se fossero stati dotati di smartphone di ultima generazione lo avrebbero fatto comunque.

Avrebbero trovato comunque un momento della giornata in cui dedicarsi alla scrittura. Avrebbero cercato il modo di prendere in mano il proprio taccuino per lasciarsi andare al flusso di pensieri. Lo avrebbero fatto perché scrivere appartiene all’essere umano e perché la scrittura a mano favorisce la creatività, la consapevolezza ed è terapeutica per chi vuole osservare la propria vita da un altro punto di vista.

Scrivere ci fa stare bene. Contribuisce alla nostra evoluzione e a un percorso di crescita personale. Chi scrive raccoglie memorie, pensieri di gratitudine, idee creative, definisce piani, lavora alla propria vision.

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Ho nominato dei grandi scienziati, scrittori e innovatori per portare esempi di personaggi che hanno sposato l’abitudine alla scrittura quotidiana. Questo non significa che dovete essere necessariamente scrittori, scienziati o un innovatori per tenere un diario. Scrivere, come afferma durante i suoi corsi la writer coach Alessandra Perotti specializzata in scrittura terapeutica, porta beneficio a tutti. Davvero a tutti.

Scrivere è un modo per chiarire i propri obiettivi
. L’autore Tim Ferriss, afferma che “La carta è come una fotografia della stanza oscura della mia mente”. Carta e penna fanno luce. Aiutano a portare chiarezza, a vedere il disegno più grande.

Numerosi studi scientifici degli ultimi anni hanno evidenziato come la scrittura personale sia un ottimo strumento per affrontare momenti di stress, rafforzarci nei momenti di ansia e favorire la propria creatività nella soluzione delle problematiche. Quando scriviamo il nostro cervello si attiva, illumina il percorso, si apre ad altro e lascia emergere quei pensieri che ci appartengono ma che teniamo nella parte più intima di noi.

Questo processo straordinario della scrittura avviene anche con il diario della gratitudine che può ampliarsi con riflessioni e pensieri che spaziano nella nostra quotidianità. Del resto il diario è un modo per raccontarsi e la gratitudine è lo specchio che mostra la parte migliore della nostra vita.

Come cominciare a tenere un diario?

Scegliete un momento della giornata: al mattino presto se utilizzate il diario anche per definire obiettivi, alla sera se il diario vuole essere un modo per guardare alla giornata appena trascorsa ed evidenziare i motivi  di gratitudine e di successo o le aree di miglioramento. Potete anche scrivere in entrambi i momenti della giornata. Ciò che conta più di ogni altra è la costanza che conduce alla familiarità.

Per i prossimi 30 giorni dedicate 5-10 minuti al giorno alla scrittura del vostro diario. Poi semplicemente osservate cosa è cambiato nella vostra realtà e scegliete se procedere o meno con questa abitudine.

Mettetevi comodi e cominciate a scrivere. Semplicemente.