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Cosa ho imparato dagli adolescenti

In questo 2017 ho avuto una grande opportunità: relazionarmi con gli adolescenti in tema di gratitudine e giornalismo. Vi confesso che prima di iniziare questo percorso di esplorazione dell’età teen ero fortemente a disagio. Come ci si relaziona con un adolescente? Era questa la domanda costante nella mia mente. Una domanda che nasceva certamente da alcune credenze che ho visto crollare dopo la prima ora di confronto con loro. Alla fine di questo anno posso dire che gli adolescenti che ho incontrato sono stati grandi maestri per me.

La gratitudine costruisce un ponte verso gli altri

Sin da quando iniziamo a parlare, una delle prime cose che la nostra famiglia ci insegna è dire “grazie”. Questa abitudine alle buone maniere è inconsapevole e spesso non è vissuta come uno strumento per allenare la propria felicità. Crescendo manteniamo il nostro grazie, lo alimentiamo e – a tratti – lo rendiamo più consapevole. Ma non basta. Recenti studi condotti tra gli altri da Sara Algoe, psicologa e docente dell’Università del North Carolina, mostrano come sia fondamentale aggiungere il Tu al nostro grazie.

Scegliamo di tornare al cuore: è li che troviamo le risposte

Siamo cosi convinti di dover trovare la felicità altrove che perdiamo di vista un dono preziosissimo che abbiamo dentro di noi: il nostro cuore. E’ li che dobbiamo tornare:  al centro della nostra anima. In quel luogo profondo dove possiamo trovare le risposte, il conforto, l’illuminazione e la leggerezza. Tornare al cuore è un passo importante da compiere per raggiungere uno stato di benessere immediato.

La felicità : la stai cercando nel posto giusto?

La felicità : la stai cercando nel posto giusto? Questa domanda l’ho colta per strada qualche giorno fa. Due amiche stavano chiacchierando tra loro e probabilmente il tema era proprio la ricerca di uno stato di benessere. Mentre continuavo a camminare ho lasciato che la mia mente accogliesse ispirazioni. Mi è cosi tornata in mente la formula elaborata da Sonja Lyubomirsky: 50-10-40%.

L’arte della generosità e della condivisione

Una delle prime cose che ho imparato dai miei mentori è la legge di reciprocità: ciò che doni ricevi. O, per citare un vecchio e noto detto popolare, semini ciò che raccogli. E non esiste nulla, fino a oggi, che abbia reso inefficace questa legge. E’ cosi. Funziona semplicemente perché è una legge universale che ci educa alla generosità, all’amore, al rispetto, alla condivisione. Quel che accade, quando compiamo atti di generosità, è che spostiamo il focus dal nostro punto di vista a quello degli altri.

Quanta gratitudine c’è nella tua vita?

Quando ho letto per la prima volta che la gratitudine è una virtù che si può allenare sono rimasta molto stupita. L’immagine dell’allenamento rende tutto sicuramente impegnativo ma possibile. Quindi vivere in uno stato di gratitudine era possibile, qualunque fosse il punto di partenza? Si. La risposta l’ho trovata nei testi originali di numerosi studi americani di psicologi e ricercatori universitari, primo fra tutti Robert A. Emmons. Proprio sui suoi libri ho scoperto anche che è possibile comprendere quale sia il nostro livello di gratitudine attuale. E quindi stabilire il punto di partenza da cui far partire l’allenamento.

Perché la gratitudine ci rende felici?

La gratitudine è il modo più veloce per trovare la propria felicità. Ma perché è cosi? I motivi sono tanti e ricercatori e scienziati dimostrano il grande potere della gratitudine per il nostro benessere e per la nostra felicità. Quello che accade al nostro corpo è che vengono messe in circolo le endorfine e viene abbassato il livello del cortisolo, l’ormone dello stress. Questo accade semplicemente allenando uno stato di gratitudine costante.

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