• assunta@assuntacorbo.com

Archivio dei tag buone notizie

Viviamo nell’epoca più pacifica della storia dell’umanità e non lo sappiamo.

Siamo nell’era più pacifica della storia dell’umanità. La prima volta che ho letto questa frase l’istinto è stato quello di rispondere “ma non è possibile” . Poi la curiosità mi ha portato ad approfondire. Ad affermare che siamo riusciti a creare il mito della violenza pur vivendo in un’epoca pacifica rispetto ai fatti storici è Steven Pinker, scienziato cognitivo americano che ha completamente sovvertito il concetto di violenza cosi come lo abbiamo reso nostro.

Le brave persone esistono

Le brave persone esistono. Qualche tempo fa riflettevo su questo pensiero mentre a cena con amici ho avuto la sensazione che l’idea comune fosse che l’umanità sia diventata un covo di squali che sono pronti a fare di tutto per toglierti il pane di bocca. Ci siamo talmente abituati a pensare in questo modo che abbiamo fatto nostra l’idea che non sia possibile muoversi nel mondo con un atteggiamento differente.

La nostra responsabilità di lettori

L’informazione, in qualunque forma, ci racconta le storie del mondo in cui viviamo. Ma sappiamo tutti che questa non è la fotografia completa della realtà. Quella che ci viene presentata è solo una piccola frazione del mondo. Noi lettori questo lo sappiamo. Ed è in questa consapevolezza che si cela la nostra responsabilità e la nostra scelta.

Buone notizie: i miti da sfatare

Che tutti abbiamo bisogno di coltivare la speranza, il benessere e lo sguardo verso un futuro migliore è un’evidenza. Che le notizie positive possano aiutarci in questo è spesso messo in discussione. La percezione è che le notizie positive siano di poca rilevanza, che siano leggere (come se la leggerezza fosse un difetto peraltro!) che siano fini a se stesse. Per lo più si crede che siano notizie raccontate da buonisti, da persone che vivono un po’ sopra le nuvole e molto distanti dalla realtà.

L’albero della felicità: una giostra per disabili

Mi sono sempre chiesta perché i bambini e gli adolescenti disabili non potessero godere dell’esperienza di salire su una giostra come ogni altro coetaneo. Me lo sono chiesta la prima volta quando a un parco divertimenti ho notato una famiglia con 3 figli di cui uno disabile che restava a guadare – con gioia s’intende – i fratelli che si divertivano su un’attrazione. L’ho trovato ingiusto. Ricordo di aver sorriso a questo ragazzo e ricordo la sua voce “visto come si divertono? Sono i miei fratellini”. Lui aveva uno sguardo sereno ma per me è stato un tuffo al cuore. Perché non esisteva nessuna giostra per disabili?

1
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: