Il successo è fatto dalle piccole cose. Quelle piccole abitudini quotidiane che cambiano il nostro atteggiamento e ci trasformano nella persona che vogliamo diventare. E’ tutto li il segreto. E anche la difficoltà. Già, perché le piccole cose che fanno la differenza sono talmente semplici da applicare da essere anche talmente semplici da non applicare. Un filo sottile ci separa dal nostro successo personale. Dove per successo, sia chiaro, intendo qualunque stato ci renda felice e ci conduca a fare e essere esattamente ciò che vogliamo fare e chi vogliamo essere.

Se ci togliamo dall’idea che il successo sia solo per grandi personaggi, imprenditori o super eroi, comprendiamo che tutti noi abbiamo l’ambizione del successo. Qualunque sia la nostra scelta professionale e personale vogliamo che funzioni, che ci faccia stare bene e che ci arricchisca. Ecco, questo è raggiungere il successo.

Sulla cima del monte, però, ci arrivano in pochi. Alcune indagini condotte negli Stati Uniti attestano che solo il 5% delle persone riesce a raggiungere il successo. La domanda è : e il restante 95%? Non ci riescono. E il motivo, badate bene, non è nella possibilità di farcela. Abbiamo tutti le stesse carte da giocare. Nasciamo cosi: con talenti, possibilità e il carattere giusto.

La differenza, la vera differenza, la fanno le piccole e semplici scelte quotidiane.

Le piccole cose semplici. Niente a che vedere con l’eredità ricevuta da un parente ricco, l’educazione, la formazione, il fato, la fortuna o il karma. Sono le piccole cose semplici che determinano l’atteggiamento vincente. Sono le piccole abitudini quotidiane.

E’ la scelta di alzarsi un’ora prima al mattino per dedicarsi al proprio sogno nel cassetto prima di andare al lavoro. Oppure la scelta di camminare per un’ora al giorno per ritrovare la forma fisica. O ancora di scrivere una pagina al giorno del libro che tanto sogniamo di scrivere. Leggere 10 pagine al giorno di un libro di crescita personale e scegliere di applicare almeno una ispirazione colta tra quelle pagine. Diminuire i caffè che beviamo in una giornata. Mandare una mail di gratitudine ogni settimana. Mettere in un conto deposito il 10% del proprio stipendio ogni mese.

Come potete notare le piccole cose semplici sono davvero facili da fare ma anche da non fare. Questo concetto l’ho fatto mio leggendo i libri di Jim Rohn. Una delle sue riflessioni che mi sono rimaste più impresse è

“Le cose semplici che portano al successo sono tutte semplici da fare. Ma sono allo stesso tempo facili da non fare” – Jim Rohn

Come si supera lo scoglio delle piccole cose semplici? Restando costanti con fiducia nei confronti del tempo. Quando scegliamo di mettere via del denaro o di perdere peso o di iniziare un progetto dobbiamo avere fiducia nella costanza e nel tempo. Perché i passi sono talmente piccoli che certamente non vedremo mai esiti incredibili il primo o secondo o terzo giorno. Ma dopo un mese? Cosa succede dopo un mese in cui abbiamo mantenuto costante una nostra abitudine?

Cosa accade se dopo un anno in cui abbiamo messo via il 10% del nostro stipendio ogni mese?
E cosa accade dopo 3 mesi in cui abbiamo mangiato sano?
E come si trasforma dopo due mesi il nostro romanzo nel cassetto se ogni giorno scriviamo una pagina?
E come cambia la nostra realtà dopo un mese se ogni sera scriviamo 3 cose per cui essere grati nel nostro diario della gratitudine?

Le piccole scelte quotidiane sono quelle che fanno la differenza sostanziale tra chi ha successo e chi no. E’ questa la chiave di tutto. Piccoli gesti, costanza, dedizione e fiducia nel tempo. Non devono essere i risultati immediati a stimolarci ma la consapevolezza che è cosi che si arriva da qualche parte. A un risultato.