Sto realizzando il mio sogno. Questo lo sapete. Ma come sono arrivata fino a qui? Mi piacerebbe raccontarvi i miei passi nel sogno e i 4 momenti che hanno cambiato la mia vita. Non voglio farlo per sentirmi dire “brava!”. Il mio obiettivo, come ogni cosa che trovate scritta qui, è di donarvi un’esperienza che possa farvi dire: “posso farcela anche io”. Perché è cosi. Se ci sono riuscita io e se sono in viaggio verso il mio sogno, potete farlo anche voi. Non ci sono “se” e “ma”. Solo 4 momenti per me importanti. 4 passi che ho fatto e che hanno cambiato le cose.

Il capitolo della mia vita che sto vivendo ora è cominciato 3 anni fa. In quel momento ero una giornalista freelance, giravo il mondo perché mi occupavo soprattutto di turismo, ero apparentemente felice perché avevo realizzato un sogno: diventare giornalista.

Però qualcosa non andava. Se mi fermavo e osservavo la mia vita con sincerità mi rendevo conto che mancava qualcosa.

In un lungo momento di riflessione ho capito che avevo realmente realizzato il mio sogno di fare la giornalista, ma non lo avevo realizzato nella sua interezza. Perché io volevo essere una giornalista di ispirazione. Volevo che le parole scritte da me fossero motivo di riflessione e contribuissero a costruire qualcosa nella vita delle persone.

Non lo stavo facendo. Non sempre, per lo meno. Ero ancorata alle logiche del giornalismo cosi detto “tradizionale” che bloccava questo moto di ispirazione. Non era meglio o peggio, era diverso. Ma, di certo, non era ciò che volevo davvero.

E’ stato allora che ho vissuto il primo dei 4 momenti importanti della mia vita.

LA SCELTA.

In quel momento di 3 anni fa ho scelto di provarci. Si, di provare a realizzare il pezzo di sogno che non avevo avuto il coraggio di realizzare. Perché di questo si tratta. Ero entrata a piè pari nelle logiche del “giornalismo italiano” quelle che dicono che “tanto funziona cosi”. Forse è vero, ma per me c’era qualcosa in più. Ed era arrivato il momento di cercarlo.

Cosi ho dato un nome al mio sogno: That’s Good News. Ho creato il blog e ho cominciato a raccogliere le storie di chi aveva cambiato la propria vita. Poi ho collezionato buone notizie e ho iniziato a intervistare persone che credono nel cambiamento possibile.

Era novembre 2012.

Il blog ha cominciato a prendere vita. Io me ne occupavo nei ritagli di tempo. Prima venivano le collaborazioni consolidate da anni (e remunerative!) e poi arrivava lui, il mio sogno.

Mese dopo mese, però, il sogno ha cominciato a strutturarsi. Si sono aperte nuove connessioni e nuovi incontri. E cosi, a un certo punto, il mio sogno ha bussato alla mia spalla e mi ha chiesto di più. Voleva più tempo da me. Più passione. Più dedizione.

Come l’ho capito?

Mi trovavo in luoghi splendidi del mondo con colleghi diventati amici e il mio unico desiderio era quello di essere a casa a occuparmi del mio blog.

Mi alzavo la mattina e cominciavo a lavorare per gli altri mentre l’unico pensiero era di scrivere un post per il mio blog.

Era tutto molto chiaro dentro di me.

That’s Good News voleva di più….

CURA.

Ed eccoci al secondo momento importante del mio percorso.
Ho cominciato a invertire la programmazione. La mattina mi occupavo prima del blog e poi di tutto il resto. Mi alzavo prima e organizzavo la giornata di conseguenza.
Una scelta apparentemente semplice che, però, ha cambiato le priorità nella mia mente. E cosi qualcosa di nuovo è successo.

Era giugno 2014.

La comunità del blog era cresciuta. I messaggi dei miei lettori anche. Io ero cambiata. Il mio percorso di crescita personale iniziato con il lancio del blog mi aveva portata a sempre maggiore consapevolezza. Quella che ti fa ascoltare ancora di più il tuo cuore.

Si sono aperte nuove opportunità per me. Ho conosciuto un nuovo modo di lavorare e di interagire con le persone.

Il mio sogno mi stava chiedendo ancora di più.

Ero entrata nella terza fase…

FOCUS.

Era arrivato il momento di prendere la decisione più importante: cosa fare di un sogno che stava crescendo e che in tutti i modi mi diceva di voler andare da qualche parte?

Ho scelto.

Era la fine del 2014 quando sceglievo di lasciare andare tutte le collaborazioni giornalistiche che non contribuivano al mio sogno. Con immensa gratitudine per chi aveva creduto in me e per il percorso fatto, era tempo di passare ad altro. Era tempo di occuparmi totalmente del mio sogno.

Il 2 Febbraio 2015 mi sono svegliata felice e leggera. Era il primo giorno di lavoro solo per il mio sogno.

Da allora, ogni mattina mi sveglio felice di occuparmi di lui e ogni sera mi addormento grata per essere riuscita a farlo.

Le opportunità che mi si sono aperte durante la strada, hanno permesso di coprire l’esigenza economica anche se non totalmente.

Il sogno, però, è sempre stato più forte.

Qualcuno ha provato a dirmi di “restare con i piedi per terra” ma io ho scelto di non farlo.

Ho scelto di sognare e di rendere reale il mio sogno.
In questa terza fase ho compreso che fino a quando non focalizzi la tua attenzione su ciò che vuoi – di qualunque sogno si tratti – non riesci a realizzarlo. Le distrazioni turbano il percorso del sogno.
L’ho capito perché il blog mi ha donato una crescita pazzesca in termini di visitatori e messaggi. Ho avuto sempre più idee e suggestioni. Ho cominciato a conoscere sempre più persone e ho superato nuovi e grandi limiti. Quelli che noi ci imponiamo.

Uno l’ho superato non molto tempo fa.

Sostenevo che non sarei mai andata in video. “Mi piace scrivere” dicevo. Ma una cosa non esclude l’altra, siete d’accordo?

Era una bella scusa che mi raccontavo per paura di uscire dalla zona di comfort.

L’Universo, in questo senso, è straordinario. Si sono materializzate opportunità concrete di andare in video. A quel punto dovevo solo scegliere: restare nella mia zona di comfort oppure osare?
Ho scelto di osare. Ho scelto di avere…

FIDUCIA.

Ho avuto fiducia in quello che stava accadendo e mi sono “buttata” in video. All’inizio ero a disagio, poi ho cominciato a divertirmi. Infine, lo scorso 28 settembre, ho lanciato la tv che ispira. Un progetto nato dal cuore in cui credo fortemente. La possibilità di intervistare le persone che credono nel “si può fare” è straordinario e unico.

Sono grata per tutto questo. Sono grata per dove sono arrivata.

Oggi sono qui, mi sto godendo il viaggio verso il mio sogno. Sono felice. C’è ancora molto da fare. Non ho raggiunto ancora tutto ciò che desidero. Ma, a differenza di 3 anni fa, ora so dove sto andando, so perché lo faccio e so cosa voglio donare al mondo.

Questa consapevolezza me l’ha data il mio sogno. Io ho solo scelto di ascoltarlo. Senza paura.

Ho scelto.
Mi sono presa cura di lui.
Mi sono focalizzata.
Ho avuto fiducia.

E’ la ricetta magica? No.

E’ quello che è accaduto a me e che spero possa ispirarvi.