“Non essere mai soddisfatta dei tuoi risultati cosi potrai raggiungere sempre di più”. Mi sono sentita dire questa frase più volte durante il mio percorso di studio. Come se celebrare i propri successi fosse un modo per bloccare il flusso degli obiettivi raggiunti. Confesso che questa modalità di pensiero mi stava stretta ma che non sono mai riuscita a capire come non farla diventare una mia credenza. E cosi me la sono portata dietro fino all’età adulta. Fino a che sono riuscita a cambiare punto di vista.

Leggendo storie di grandi ispiratori ho trovato una caratteristica comune a tutti loro: la capacità di celebrare ogni piccolo o grande traguardo raggiunto nella propria vita. Da subito questo tipo di atteggiamento mi è piaciuto e ho voluto farlo mio. Ma che fatica!

Dopo anni passati a credere che celebrare i propri successi fosse un modo per compiacersi e per impedire il miglioramento, passare all’atteggiamento opposto di chi celebra anche piccoli obiettivi raggiunti è stato un gran lavoro. Ho faticato molto all’inizio ma poi ho iniziato a percepire quella meravigliosa sensazione di completezza, serenità e fiducia. Ed è stato allora che ho capito una cosa importante:

Si, non ero mai stata in pace, fino ad allora. La mia vita era sempre stata caratterizzata da una corsa affannosa verso il prossimo traguardo senza godere di quanto raggiunto. E’ il concetto del goditi il viaggio più del risultato, avete presente?

Quando si vive in uno stato perenne di insoddisfazione, il ritmo non è vitale. L’insoddisfazione è disconnessione, anticamera della negatività. Se non ci si da il permesso di celebrare e percepire la gioia di ciò che riusciamo a fare nella vita è inevitabile attivare un focus potente sugli aspetti negativi. E’ la sensazione del “niente è mai abbastanza” che ci rende inclini a pensare che mai potremo credere di aver fatto qualcosa di grande. Eppure, per quanto mi riguarda, per me è grande e coraggioso anche fare quella telefonata che da tempo si temeva di fare o iniziare il primo passo verso un proprio obiettivo o una nuova abitudine. Questo tipo di atteggiamento è tipico di chi cerca la perfezione e non la trova mai. (Forse perché non esiste come la intendiamo noi?)

Quindi. Celebriamo. E facciamolo con tutta la nostra energia di gioia. Facciamolo con intenzione, con trasporto, con l’atteggiamento di chi ha realizzato il più grande sogno della propria  vita anche se solo ha compiuto il primo passo verso una buona abitudine. Facciamolo perché senza quel primo passo il resto non potrebbe accadere.

Innescare l’abitudine a gioire di esperienze positive alimentando le emozioni più belle, ci permette di crescere, apprendere e – soprattutto- di vedere nuove opportunità. E cresce la fiducia in noi stessi, in ciò che riusciamo a fare, in ciò che portiamo a termine.

Dai grandi ispiratori ho imparato anche che chi vive in questo modo non perde affatto la passione e non si accontenta senza desiderare altro. Al contrario: alimenta la propria volontà di fare di più. Ogni storia straordinaria che ho letto o ascoltato in questi anni mi ha raccontato proprio questo: essere grati alimenta l’entusiasmo e l’entusiasmo è ciò di cui abbiamo bisogno per procedere nella vita. Verso il nostro meraviglioso futuro.

Cominciate subito il vostro viaggio verso l’apprezzamento e la gioia di celebrare. Abituatevi a vivere soddisfatti dei vostri risultati. Prendete un taccuino e al termine di ogni giorno scrivete ciò che ha funzionato durante la giornata o che è andato meglio del previsto. Scrivete di ogni progresso o situazione che vi ha fatto sentire la vostra gratitudine. Cominciate a notare ciò che vale la gioia di essere notato. Prendete anche una nuova abitudine in famiglia o con il team di lavoro: una volta a settimana trovate il modo di condividere ciò che ha funzionato. Questo deve essere l’unico argomento dell’incontro: la gioia di ogni partecipante.

Lasciatevi andare alla soddisfazione. Brindate alla vita e alla persona che state diventando grazie alle sfide che vi propone.