I social media sono un comunità e in quanto tali hanno un riflesso sulla nostra vita e sulla quotidianità. L’importanza di rendere i social media una comunità positiva è fondamentale per alimentare una cultura del rispetto, della serenità e della condivisione sana. Quando la comunità diventa tossica l’effetto è dirompente su tutti i suoi membri. Negli ultimi anni alcuni studiosi hanno iniziato a studiare la relazione esistente tra i social media e il benessere delle persone. Ciò che è emerso è una riflessione su cui dobbiamo fermarci: tutto quello che diciamo, vediamo, leggiamo e sentiamo attraverso i social media impatta sulla nostra salute mentale e anche sulle relazioni offline. Ecco perché non possiamo fare a meno di riflettere e di rendere i social media una comunità positiva.

La situazione ci è sfuggita di mano? Forse si, forse no. Di sicuro è giunto il momento, per ognuno di noi, di prendersi una pausa e di chiedersi: come individuo che vive in questo mondo come posso essere di supporto agli altri sui social media?
Essere consapevoli è una buona abitudine in ogni ambito della nostra vita e lo è certamente sui social media perché guida ad assumersi la responsabilità di ciò che diciamo, scriviamo, condividiamo, pubblichiamo. Siamo poco consapevoli di quanto la rabbia e l’odio possano diffondersi sui social media anche tra chi, nella vita offline, non direbbe nemmeno una parolaccia. Perché l’account social fa da protezione, questo è innegabile.

Come possiamo, quindi, rendere i social media una comunità positiva?

Conoscere.
Chi sono i tuoi amici? Cosa pubblicano?
Spesso capita – anche per motivi professionali – di essere connessi a persone che non abbiamo mai incontrato e che impariamo a conoscere solo attraverso i social media. I tweet, i commenti, i contenuti ci raccontano qualcosa di queste persone. (E ricordate che i vostri raccontano qualcosa agli altri di voi!)
Che tipo di contenuti sono? Se alimentano rancore e odio e li sentite stridere con il vostro essere non abbiate timore di togliere l’amicizia a queste persone o di smettere di seguirle (resterete amici senza però essere obbligati a leggere contenuti fastidiosi).
Personalmente non tollero messaggi mossi da ogni genere di discriminazione sociale, che usano parole di odio o parolacce, nulla che possa alimentare di energia negativa la mia giornata.

Ascoltare.
Sui social media si può ascoltare attivamente come accade nelle conversazioni vis-à-vis. Manca l’emozione del contatto visivo, certo, ma si può entrare in empatia con una persona anche online. Fate domande, interessatevi e astenetevi dal giudizio. Date supporto a un amico che si trova in difficoltà e lo esprime, attivate la funzione “compassione” ed evitate di dare consigli non richiesti. Ascoltare è ciò di cui ognuno di noi ha più bisogno quando è in un momento di sfida. E se qualcuno arriva a condividere sui social media un proprio stato d’animo di certo sta chiedendo attenzione e ascolto.

Sostenere.
Siamo essere umani e se c’è una cosa che ci rende tali è il desiderio di essere sostenuti dagli altri. Se un amico sta affrontando una battaglia, sostenetelo. Se ha raggiunto un successo, sostenetelo. Se ha voglia di realizzare un sogno, sostenetelo. Non c’è dono più grande di questo per una persona. Le sfide e i successi fanno parte della vita di ognuno di noi. Provate a chiedervi: cosa vorrei che facessero gli altri per me in questa situazione? E poi agite di conseguenza.

Gioire.

Si, gioite per i successi altrui. Chi vince ci sta mostrando che è possibile farcela. Andate oltre il limite della vostra mente che vi pone davanti a ciò che voi non avete fatto. Andate oltre la paura di riconoscere il valore altrui. Quella persona è riuscita e questo ha un unico messaggio in sé: è possibile. Prendete esempio, chiedetegli come ha fatto, accogliete l’insegnamento e personalizzatelo per il vostro percorso. Siate grati di avere la possibilità di ricevere ispirazioni. (Date un occhio a questa #VitaminaG sul tema)

Scegliere.
I social media ci hanno dato un grande potere: dire quello che vogliamo quando vogliamo in che modo vogliamo. La scelta che resta a noi è: quale messaggio vogliamo portare alla comunità? Ogni cosa nella vita ci porta a scegliere. Le azioni che compiamo e le parole che diciamo hanno un valore importante. C’è qualcuno dall’altra parte che leggerà quelle parole, guarderà quel video o quella immagine. Cosa vogliamo comunicare? Cosa vogliamo generare nell’animo di quella persona?

E’ normale far diventare un’abitudine anche la gestione dei social media. Per questo sono sempre a favore dello “stop e rifletti”. Prima di compiere qualunque azione provate a chiedervi: cosa sto comunicando?
E se qualcosa che leggete o guardate su Facebook o Twitter vi turba, tenetelo a mente quando vi apprestate a pubblicare un nuovo contenuto. Di qualunque natura esso sia.

Se vogliamo trasformare la cultura dei social media dobbiamo alimentare l’intenzione di essere di supporto agli altri. Gentilezza, compassione, onestà, gratitudine e perdono sono i sentimenti da diffondere. E’ fondamentale farlo quando stiamo comunicando a persone che definiamo amici.

Altrimenti che senso ha?