Leonardo Da Vinci aveva due grandi credo: “ogni cosa è connessa” e “il passato è il prologo”. Ed è questo che lo ha reso l’uomo d’ingegno del Rinascimento Italiano. Il talento universale Da Vinci aveva un’abitudine ben consolidata quando si metteva al lavoro: prima visualizzava ripetutamente ciò che voleva realizzare e poi dava vita alla sua creazione.

Torniamo al credo “ogni cosa è connessa”. Questa capacità di connettersi, e connettere, a più livelli con ambiti apparentemente diversi è l’abilità numero uno che attivano le menti creative.

Quello che accade, in chi allena questa abilità, è che si riesce a connettere cose molto distanti tra loro. Cosi distanti che nel momento della connessione riescono a portare grande innovazione.
Questo è ciò che ha fatto il genio di Leonardo Da Vinci. Ma questo è anche ciò che possiamo portare nella nostra vita, qualunque sia l’attività che svolgiamo o il sogno che vogliamo realizzare.
Avere un’idea – e immaginare come poterla realizzare – ci aiuta a dare forma a un piano e a definire gli obiettivi più chiaramente. Quando al premio Nobel Jonas Salk è stato chiesto come fosse riuscito a inventare il vaccino per la poliomenite, lui rispose: «Ho immaginato me stesso come un virus o una cellula cancerosa e ho provato a sentire come sarebbe stato». Immaginare, visualizzare, creare.
La manifestazione della realtà, nostra grande ambizione, comincia con una visione, procede con la fiducia e con la capacità di cogliere le opportunità lungo la strada. Quello che rende tutto possibile, però, è la capacità di visualizzare i dettagli di come elementi differenti tra loro possano connettersi per fare la differenza concretamente.

La visualizzazione è l’arte di immaginare i dettagli.

Come è possibile manifestare ciò che desideriamo? Il primo passo indispensabile è “svegliarsi”, si togliersi dal torpore in cui spesso ci troviamo, attivare la nostra immaginazione. Quella con cui siamo nati e che da bambini ci faceva pensare a cose impossibili.

Avete presente quando i bambini ci raccontano una storia assurda e noi diciamo “certo che hai una bella fantasia”. Ecco, è li che dobbiamo tornare. A quella fantasia, a quella apparente assurdità che tale non è.

William Fezler, nel suo libro “Creative Imagery: How to Visualize in All Five Senses” suggerisce uno schema ben preciso per definire ciò che si desidera e poi visualizzarlo più e più volte con tutti i sensi. Dopo aver definito il vostro sogno, visualizzatelo chiedendovi: cosa vedo? Come mi sento? Cosa sento? Quali profumi percepisco?
La visualizzazione è una pratica che è entrata nelle abitudini di grandi personaggi di successo come Oprah Winfrey, Bill Gates, Will Smith. Tutti hanno dichiarato più di una volta di utilizzare questa pratica per realizzare i propri sogni e obiettivi.

Ma come si fa a mettere in pratica il grande segreto di Leonardo Da Vinci?

Per prima cosa immagina te stesso nel momento in cui hai raggiunto il tuo obiettivo. Qualunque sia l’ambito della tua vita in cui vuoi lavorare: tue nuove abitudini, un nuovo prodotto da lanciare sul mercato, un incontro, un nuovo progetto.
Quindi studia i dettagli: quali caratteristiche avrai raggiunto? Che tipo di persona sarai in quel momento? Quali caratteristiche fisiche avrà il prodotto? Quali persone saranno coinvolte nel tuo progetto?
Infine, pratica la visualizzazione come se fosse un rituale. Fallo più volte al giorno ricordando di attivare tutti i tuoi sensi come suggerisce Fezler; fallo con costanza e fiducia. Osserva la tua realtà: cosa accade? Come ti stai muovendo verso il tuo obiettivo? Stai immaginando in grande?

Mentre segui questo processo di visualizzazione lascia andare la paura e tutti i preconcetti degli adulti. Ricordati semplicemente di quando da bambino raccontavi storie assurde che assurde non erano affatto, per te.