Ogni persona di successo che conosciamo ha un rapporto molto stretto con la gratitudine. Il motivo è molto semplice: essere grati ci rende felici, essere felici ci rende costruttivi, essere costruttivi ci porta al successo in ogni ambito della nostra vita. Non c’è persona di successo che non riconosca il valore della gratitudine e che non dedichi una parte dei propri rituali e delle proprie abitudini alla pratica della gratitudine autentica, costante e concreta.

Oprah Winfrey, per esempio, è una grande fan del diario della gratitudine, Deepak Chopra pratica meditazioni della gratitudine, Tony Robbins invita a coltivare questo potente atteggiamento durante la propria quotidianità.

Sugli effetti che la gratitudine ha sulla nostra realtà ho scritto spesso. La sua grande forza è di farci prendere consapevolezza del nostro presente ( a questo proposito ti invito a una serata dedicata proprio alla relazione tra il qui e ora e la gratitudine nel primo Happy Caffè d’Italia. Trovi le info qui).Ma tra i suoi privilegi c’è anche quello di sorprenderci e di donarci la forza necessaria per affrontare ogni cosa. E’ per questo motivo che questa straordinaria emozione è uno dei pilastri di chi ha successo nella vita. E per successo, ci tengo a dirlo ogni volta, si intende ciò che vogliamo davvero in qualunque ambito della nostra vita.

Come si impara a vivere in uno stato di gratitudine?

Con la costanza, l’allenamento e la volontà. Durante i miei workshop racconto ai partecipanti come fare a sentirsi grati in ogni attimo della propria quotidianità. Perché quando diventa un atteggiamento non c’è nemmeno bisogno di forzarla, la gratitudine.

Una buona idea è quella di creare dei rituali. Tony Robbins ne suggerisce uno molto interessante che vorrei proporre anche a voi.
Ogni mattina appena svegli dedicatevi 10 minuti di autoriflessione. I primi minuti pensate alle3 cose più semplici per cui vi sentite grati: il vento sul viso, il profumo del mattino, l’acqua che scorre dal rubinetto, il viso di vostro figlio. I successivi minuti, consiglia Robbins, dedicateli agli obiettivi che prevedete di portare a termine entro 6-12 mesi. Immaginate ogni dettaglio che si realizza e quando ne percepite la completezza, siate grati. Come se fosse già successo. Dite, se può servire, “grazie!”.
Questo rituale molto semplice ha la capacità di rafforzare la mente e di predisporci a un atteggiamento positivo con cui affrontare la propria quotidianità.

Provate a farlo per qualche settimana e vi accorgerete degli effetti. Ciò che rovina le nostre giornate sono i sentimenti di paura e di rabbia ma nel momento stesso in cui proviamo gratitudine non possiamo provare contemporaneamente questi due sentimenti.

Vi va di provare? Questo può essere un ottimo inizio per arrivare poi a tenere un diario della gratitudine oppure può rafforzare questa potente abitudine.


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