MartaCasarini
Ieri sera sono stata spettatrice di un evento di quelli che inserisci nel cassetto delle “esperienze importanti da rivivere al più presto”. Ho incontrato il talento letterario e teatrale. Sono stata alla presentazione del nuovo libro “Anita friggeva d’amore” della giovanissima scrittrice Marta Casarini. Non una semplice presentazione, però, badate bene. Il tutto era guidato dal talento creativo e sensibile de I NOMADIdiPAROLE. Loro sono semplicemente strepitosi. Si muovono per la città – tra locali più o meno tradizionali e teatri – portando in scena i personaggi nati dalle menti di giovani talenti. Io sono stata chiamata a rappresentare questo blog in cui si parla di passioni, felicità, sogni che si realizzano.

Le cose sono andate più o meno cosi. Alice Cimini – che conoscete nella sua veste di co-fondatrice di Twoorty ma che ho appurato avere mille anime – mi scrive un messaggio chiedendomi “sei libera il 12 giugno?”.
“Detta cosi direi di si” rispondo io con fiducia perché Alice al momento è stata una tale scoperta da più punti di vista che a priori ritengo sia portatrice di buone notizie.
“Ok allora vorrei averti ospite insieme ai blogger di Live Your Kitchen alla presentazione del libro di Marta Casarini”.
“Perfetto, aggiudicato…”

Cosa mi aspettavo? Sinceramente non saprei dire. Ho segnato l’evento in agenda e nella mia mente e mi sono rituffata nelle mie mille attività. Lunedi sera ho ripreso in mano la situazione e ho navigato sul blog di Marta, ho cercato notizie su di lei. Da subito ho avuto il sentore che mi avrebbe stupito. Questa esperienza avrebbe avuto un valore nella mia vita.

Già, perchè nulla accade per caso. Questo, lo sapete già, è un pensiero che condivido con voi spesso. Bene, sappiate che ieri sera ne ho avuto l’ennesima conferma. Arrivo al Milleluci – peraltro locale milanese bellissimo in cui sono già stata altre volte e che mi stupisce sempre per la meravigliosa atmosfera anni Ottanta, musica inclusa! – e Alice mi presenta Marta, la vera protagonista della serata. Scopro un volto sorridente, una persona semplice e anche un po’ timorosa. “Non ho idea di cosa aspettarmi. Sono curiosa di vedere rappresentati i protagonisti del mio libro” mi dice. Ci raccontiamo un po’ velocemente e poi ci immergiamo nella serata.

Bene, qui arriva il bello. Parte il racconto del libro, entrano in scena Anita e il nonno, protagonisti di Anita friggeva d’amore, interpretati da I NOMADIdiPAROLE, Marta si apre al pubblico presente e attento. Et voilà. Non solo è un talento in fatto di scrittura, Marta, nel giro di un’oretta scarsa, dà a tutti i presenti una lezione di vita di quelle che ti restano dentro. Ha solo 24 anni (anzi 29 ma sono sempre pochi direi!) e ha già capito tutto. Ha capito che le passioni vanno inseguite, che i sogni si realizzano, che la vita va vissuta nel singolo attimo e che dobbiamo imparare a prenderci cura di noi stessi. Marta racconta il suo percorso di scrittrice ma ci fa partecipe anche della sua vita: scopriamo che suo papà è stato Hare Krishna, che lei ha abbracciato il buddismo, che il cibo è una delle sue più grandi passioni insieme alla scrittura e alla musica, che ha deciso di vivere un anno – dallo scorso aprile – senza mettere piede in un supermercato ma facendo la spesa solo nei mercatini, che nonostante la giovane età si è già confrontata – avendo la meglio – con una brutta malattia.
“Quale è la tua ricetta della felicità?” le chiedo e lei mi risponde “non esiste una ricetta valida per tutti. Ognuno di noi ha la ricetta dentro di sé. Dobbiamo solo scoprirla e seguirla per essere felici”. “E’ la risposta che mi aspettavo da te” le dico. Ed è cosi, Marta non poteva rispondere altrimenti. Non dopo averci raccontati di sé a quel modo, con quel sorriso e con quella semplicità di chi ha un talento pazzesco, ne è consapevole ma si stupisce ancora dei risultati. Non poteva essere altrimenti dopo che ci ha spiegato il suo percorso buddista dal quale ha imparato che noi siamo responsabili di qualunque cosa ci accada nella vita. Anche le cose brutte, anche quelle che consciamente non vorremo ci accadessero…siamo sempre e solo noi i protagonisti.

E siccome nulla arriva per caso, torno a casa e in macchina rifletto. In quella atmosfera anni Ottanta tra Wonder Woman che mi guardava da un poster e Call me di Spagna che faceva da sottofondo sonoro ho avuto un nuovo segnale. Erano giorni strani quelli precedenti ieri: alcune delusioni, riflessioni non sempre positive, decisioni da prendere. Capitano anche a me, ovvio. Ma poi chiedi un segno e il segno arriva. La lezione, ieri, me l’ha impartita Marta.
E cosi la butto li… da oggi inauguriamo una nuova rubrica : “Quel che mi ha donato…” non avrà scadenza fissa o regole. Semplicemente vi leggerete le lezioni di vita che arrivano da ogni parte: sconosciuti, familiari, personaggi noti, scrittori, operai…chiunque passi dalla mia vita e lasci un segno importante. Come quello lasciato ieri sera da Marta che ho invitato qui nella rubrica Graditi Ospiti con un guest post.

Grazie Alice per avermi resa partecipe ieri sera, Grazie a I NOMADIdiPAROLE per le pillole di teatro sensibile, originale e di qualità, GRAZIE Marta perché stamattina mi sono svegliata con qualcosa di nuovo nel cuore.