Ti sei mai posto delle domande? Hai mai chiesto a te stesso, per esempio, dove vuoi andare, cosa vuoi davvero, cosa ti fa stare bene? Da quando ho cominciato a farlo ho scoperto il potere straordinario delle domande. E ho ricevuto delle risposte concrete che mi hanno aiutata a definire il mio percorso. Quando è uscito il libro Il Potere delle domande di Lucia Giovannini – nota coach e trainer di PNL – l’ho comprato subito e ora è sul mio comodino pronto a essere interrogato ogni volta che ho bisogno di fermarmi e comprendere. Ma vorrei che fosse proprio Lucia a darti qualche stimolo in più. L’ho raggiunta via mail in Asia dove sta tenendo alcuni corsi ed è stata straordinariamente gentile a rispondere alla mia richiesta di condivisione.

 

Lucia, perché è un bene farsi delle domande?

Le domande hanno davvero il potere di cambiare la nostra vita.  Ci portano a un livello di consapevolezza più alto, rendendoci coscienti di alcune dinamiche psicologiche che, altrimenti, non verrebbero in superficie. La capacità di porsi domande è di fondamentale importanza per il nostro presente e lo è ancora di più per il nostro futuro. Il problema è che, a scuola, si dedica ancora troppo poco tempo al pensiero critico e, anche nel mondo lavorativo, difficilmente chi fa domande viene apprezzato. Siamo così abituati ad agire in questo modo che spesso finiamo per dare tutto per scontato, non ci prendiamo il tempo necessario per chiederci perché stiamo facendo qualcosa, come potremmo farlo meglio o come potremmo essere più felici.

Cosa significa farsi delle domande?

Significa piantare dei semi nel nostro inconscio. Anche se non riusciamo a trovare una risposta immediata, col tempo la nostra psiche sarà stimolata a fare emergere nuove soluzioni. Le domande, infatti, ci permettono di accedere alle nostre risorse interiori che, molto spesso, non ci rendiamo conto di avere. E’ cosi che raggiungiamo quell’indipendenza emotiva che ci consente di diventare i coach di noi stessi senza dover sempre ricorrere a figure esterne nel percorso di cambiamento. Pur essendo strumenti all’apparenza molto semplici, le domande sono in grado di smuovere montagne permettendoci di imparare cose nuove o ripassare quello che abbiamo sempre saputo ma che, nella corsa quotidiana, tendiamo a dimenticare.

 

Come scegliere le domande giuste da porsi?

La prima cosa da fare è chiedersi in che direzione quella domanda porta la nostra mente.
Facciamo alcuni esempi che chiariscono meglio. Di fronte a un problema una persona (o un’azienda) può chiedersi: Oddio, cosa faccio? Ma qualcun altro, di fronte alla stessa situazione, potrebbe domandarsi: Come sarebbe se questo cambiamento in realtà fosse una benedizione? Come posso trasformare ciò che sta accadendo in un’opportunità?
Il clima all’interno di ogni famiglia, di ogni comunità (e di ogni azienda!) è determinato dal tipo di domande che vengono poste.
Per farti un altro esempio, la domanda Perché rimaniamo sempre indietro rispetto agli altri? alimenterà necessariamente una cultura della competizione. Oppure, una coppia, un’azienda o una famiglia in cui vige l’abitudine di chiedere Di chi è la colpa? creerà un ambiente dove le persone sentiranno il bisogno di giustificarsi, di nascondersi e di scaricare a loro volta la responsabilità su altri.

Quando cambi il tipo di domande, l’attenzione della mente si focalizza su un altro obiettivo. Prendiamo le domande: Perché sono sempre sola? Perché non ho ancora trovato l’uomo gusto? Perché nessuno mi vuole? Perché succedono tutte a me? . E ora trasformiamole in: Perché la mia vita è bella? Perché sono una donna degna di essere amata? Perché un uomo potrebbe innamorarsi di me? Quali sono i doni della mia vita? Questo consente di creare nuovi schemi di pensiero e di comportamento. Iniziamo a vedere la realtà in modo diverso, a fare cose nuove e ad aprirci di più verso gli altri.
Ecco perché si può dire che viviamo tutti nel mondo che creiamo attraverso le nostre domande. E quando cambiamo le domande che ci facciamo, il nostro intero mondo cambia.


A domanda fatta, come essere onesti nella propria risposta?

Basta ascoltare il nostro cuore e per farlo abbiamo bisogno prima di fare silenzio dentro e fuori. Prendere qualche respiro profondo e lasciare che le risposte emergano. Non necessariamente emergeranno subito, perché le domande sono come dei semi che piantiamo nell’inconscio. E’ fondamentale essere pazienti e gentili con noi stessi. Paradossalmente più  lasciamo andare il desiderio di trovare la risposta giusta prima essa arriva.

Le domande e il cambiamento personale: quale relazione?

Quando ci incamminiamo verso percorsi di crescita personale in genere passiamo molto tempo a cercare risposte. Ma sono chiare le domande che ci poniamo? Quando formuliamo le domande corrette è l’inconscio a lavorare per noi.  Lo vediamo concretamente ai nostri corsi: una domanda o una serie di domande ben poste, al momento giusto, sono in grado di stimolare nelle persone profonde intuizioni e una motivazione inarrestabile al cambiamento evolutivo (o migliorativo). Le domande ci  ispirano a scoprire nuovi modi di percepire la vita, vedere nuove possibilità e fare nuove azioni!

Una volta trovata la risposta, come procedere?

Il passo successivo è trasformarla in azione chiedendoci: cosa posso fare ora di diverso nella mia vita? A volte bastano piccoli cambiamenti nel modo di pensare parlare o agire per innescare a valanga grandi trasformazioni positive nella nostra vita.

Le prime tre domande da porsi per cominciare un viaggio verso il cambiamento

  1. Qual è il sogno che ti fa battere il cuore e brillare gli occhi?
  2. Che cosa faresti di diverso se non avessi paura?
  3. Come puoi dare il tuo contributo nella vita di qualcuno oggi?

Il potere delle domandeCi dai un consiglio su come leggere il tuo ultimo libro Il potere delle domande

Può essere letto con un normale libro oppure puoi essere aperto a caso. Si possono usare le domande quando serve prendere una decisione e si vuole un’ispirazione o semplicemente quando si ha voglia di uno spunto di riflessione. Tradizionalmente ci sono (almeno!) due momenti della giornata in cui è bene dedicare qualche minuto all’introspezione.

  • La mattina appena svegli: si può usare la domanda come occhiali da indossare durante la giornata.
  • La sera prima di dormire: in questo caso si può scegliere di addormentarsi con la domanda e lasciare che l’inconscio la elabori durante il sonno.

In generale, basta aprire il libro una o due volte al giorno e scoprire il messaggio che ha per voi. Se ricevete lo stesso messaggio per diversi giorni di seguito, probabilmente significa che quello è un tema importante nella vostra vita!
E non cercate subito la risposta, ma lasciate prima che la domanda metta radici nel vostro inconscio.Nel sito www.luciagiovannini.com troverete un audio con una meditazione registrata appositamente dove vengono ripetute alcune delle domande chiave di questo libro.

Lucia, per te la felicità è…

Aumentare pazienza e compassione, trovare i propri talenti, svilupparli  e metterli al servizio del mondo.