papa-francesco-ok
Ricordo molto bene la scena. Ero in una pizzeria con i miei genitori, mio marito e Giulia, nostra figlia che oggi ha 3 anni. Tutti i commensali erano rivolti verso il grande schermo: c’era stata la fumata bianca e si aspettava solo il nome del nuovo Papa. Pochi minuti e lo abbiamo visto. Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco. Giulia lo ha salutato con un “che bello Papa George” e poi ha chiesto al cameriere “ora possiamo girare su Peppa Pig?”. L’immagine resterà impressa per sempre nella mia mente perché Giulia ha fatto ridere l’intera pizzeria, perché davanti a me c’era il volto di un uomo, prima di tutto, che aveva davanti a sé il grande compito di dimostrare che la Chiesa poteva cambiare. Di li a poche settimane Papa Francesco sarebbe diventato uno degli uomini più amati al mondo.

Dopo la morte di Papa Wojtyla per me non poteva esserci un papa migliore. Non è una questione di religione, sia chiaro, ma solo una questione di messaggi. Sono cresciuta con Papa Wojtyla e ammetto di non aver mai avuto una sintonia con Papa Ratzinger. Ma quando ho guardato gli occhi di Papa Francesco e l’ho ascoltato parlare con il suo caldo e simpatico accento spagnolo ho capito che avevo davanti a me una persona diversa. Un uomo, prima di tutto. Un’anima che avrebbe cambiato la personalità della Chiesa, che avrebbe riavvicinato le folle – credenti e non – e che avrebbe fornito all’umanità intera il vero senso della vita. Quello che ci voleva in questo periodo storico. Inutile negare il momento di difficoltà, quindi tanto vale prenderlo per il verso giusto.

E cosi è stato. Oggi Papa Francesco è anche il personaggio con il maggior volume di ricerche mensili in Google (1.737.300) e il più menzionato sul web (oltre 49milioni). Per darvi un’idea Barack Obama conta 1,5 milioni di ricerche e 38 milioni di menzioni mentre Vladimir Putin 246mila ricerche sul motore di ricerca e 8 milioni di menzioni. Questi numeri arrivano dall’indagine “La rete ama Papa Francesco” condotta – tra marzo e novembre 2013 – dalla società 2rdPlace per conto del network Aleteia.org.
Dietro questi numeri cosa si cela? Il grande desiderio di comprensione che aleggia sulla popolazione mondiale. Il desiderio di non trovarsi sempre di fronte ai potenti che appaiono molto più miti che uomini. Soprattutto si cela un atteggiamento di vita da cui tutti dovremmo prendere esempio: la gratitudine, l’umiltà, l’amore e la consapevolezza di voler condividere con il suo popolo.

Papa Francesco arriva al cuore e, cosa importante per la Chiesa, vive nel nostro tempo. Nel corso della giornata mondiale delle comunicazioni ha infatti affermato che internet è un dono e che la varietà di opinioni è una ricchezza. Si tratta di un’apertura senza pari nella Chiesa. Nella stessa occasione il Papa ha invitato a non ignorare il prossimo e ha sottolineato “Occorre che la connessione sia accompagnata dall’incontro vero”.

Se si da uno sguardo alle parole a cui viene associato il suo nome – in modo sempre positivo – figurano: children, gay, poor, media, Twitter, abortion, peace, marriage, money, support, christians, family, war, economy, education, unemployment, abuse, sex, society, Syria, business, youth, justice, gay marriage, kids, recession, law, muslim, homosexuality e Facebook. Questo per quanto riguarda Stati Uniti, Uk e Italia. Mentre per la sola Italia le parole più ricorrenti sono : lavoro, politica, giovani, pace, governo, famiglia, Lampedusa, bambini, poveri, guerra, società, siria, Twitter, gay, donna, europa, giustizia, media, Facebook, diritti, violenza, scuola, armi, voto, economia, salute, elezioni, povertà, carcere e matrimonio.

Rimango stupita dal numero di parole moderne che appaiono. Papa Francesco è un uomo che sa stare nel mondo dei social ma che sa parlare anche a chi quei mondi non li frequenta. Sa affrontare con la mentalità aperta temi delicati come la povertà, le violenze, gli abusi e la recessione. Ma sa anche aprirsi alle nuove famiglie di questo tempo.
Ripeto che non entro nel merito della religione. Quando penso a Papa Francesco penso all’uomo spirituale più che a Sua Santità. Riconosco, però, che il suo ruolo può avere ancor più forza nelle menti e nel cuore di chi vi trova anche una fede religiosa.

Per Giulia lui resta George. Che sia l’attinenza con il fratellino di Peppa Pig? Poco importa. Lei lo riconosce, le piace, quando lo vede sorride e mi chiama felice di poter condividere con me il suo “incontro”. Papa Francesco è un uomo dalla grande energia positiva che non può che far bene a questo nostro mondo e a ognuno di noi. Ci insegna a parlare con il cuore e a mantenere il sorriso. A mettersi in gioco e a prendersi anche poco sul serio. Questi sono i veri insegnamenti di vita. Questo è quello che deve rappresentare una guida spirituale. Questo, infine, è quello che fa di un uomo il Papa e di un Papa un’influencer con il sorriso sempre pronto.