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Ispirazioni

Ognuno di noi è un maestro di vita. Una storia di “ordinaria” bellezza.

Il pomeriggio, dopo pranzo, dedico un’ora della mia giornata a cercare ispirazioni nel web. Leggo articoli, guardo dei video, faccio un giro sui social media. Obiettivo: trovare storie che mi ispirino una riflessione per i miei workshop oppure un articolo per il blog. Ieri pomeriggio mi sono imbattuta in un pezzo scritto da Elizabeth Gilbert, l’autrice di “Mangia, Prega, Ama”. Mi ha emozionata molto e ho sentito il desiderio di condividerlo con te. E’ una storia di ordinaria quotidianità che ci mostra come tutti noi possiamo essere i maestri di noi stessi. Ognuno di noi è la propria guida che può illuminare anche una giornata difficile.

Elizabeth Gilbert è un’autrice che apprezzo molto. Ho letto i suoi libri e ne ho tratto sempre delle ispirazioni semplici ma efficaci. Nel suo ultimo libro “Big Magic”, Elizabeth mette il focus sul potere creativo che abbiamo dentro di noi. Spinge a restare connessi con la nostra passione e fonte di creatività nonostante la paura e le difficoltà. Mi sono ritrovata in molte sue parole scritte. Il concetto che noi siamo la nostra vera guida mi piace molto cosi come l’idea che ognuno di noi possa fare qualcosa per rendere migliore una giornata. Non servono maestri o guru. Serve solo uno stato di presenza consapevole.

E ora ti racconto la storia di Elizabeth Gilbert che ho letto ieri pomeriggio sul sito di Oprah Winfrey con cui lei collabora. La scrittrice racconta di un giorno di qualche anno fa. Si trovava su un autobus di New York City in un’ora di punta. Molto traffico e tutte le persone a bordo trafelate, musone, pensierose, irritate. Fuori il tempo era anche piovoso. Una di quelle giornate in cui il mood non è certo positivo. Sull’autobus è salita una donna incinta ma nessuno ha offerto il suo posto. La Gilbert scrive che “c’era rabbia nell’aria”. Prova a immaginare questa situazione. Se vivi in una grande città non è così improbabile.

A un certo punto del viaggio, l’autista ha acceso il microfono e ha detto “Signori, lo so che avete avuto una giornata difficile e che siete frustrati. Non posso fare nulla per il brutto tempo o il traffico ma c’è qualcosa che posso fare per voi. Quando scendete dall’autobus vi porgerò la mia mano. Appoggiate i vostri problemi sulla mia mano. Non portateli a casa dalle vostre famiglie questa sera, lasciateli qui con me. La corsa prosegue verso il fiume Hudson e quando sarò li aprirò il finestrino e getterò tutti i vostri problemi nell’acqua. Vi piace l’idea?”

Wow. Non so se ti è capitato ma io mi sono commossa quando ho letto queste parole e ho immaginato la scena. Che bellezza straordinaria. Ho sentito un vero moto di gratitudine per questa storia che è arrivata a me – e poi a te – per un meraviglioso caso di serendipità.

Cosa è successo sull’autobus subito dopo?

Qualcuno si è messo a ridere, altri hanno tenuto uno sguardo di stupore e altri avevano il dubbio che l’autista stesse scherzando. Ma non era cosi. Lui era serio. Alla fermata successiva, infatti, l’autista ha teso la sua mano con il palmo rivolto verso l’alto aspettando i “problemi” dei passeggeri. E tutti hanno seguito il suo consiglio: chi con un sorriso, chi serio e chi con le lacrime agli occhi. Ma tutti lo hanno fatto, hanno immaginato di appoggiare su quel palmo teso i proprio problemi, le frustrazioni, i brutti pensieri. E la cosa si è ripetuta a ogni fermata fino al fiume dove, come promesso, l’autista ha buttato i problemi dei suoi passeggeri di quel giorno nell’Hudson.

Quel giorno, quell’autista, è stato la luce che ha illuminato il buio di una giornata andata male.

Questa straordinaria persona non è un guru, non un maestro spirituale. Eppure, con questo episodio, ci ha insegnato una grande cosa: noi tutti possiamo fare la differenza nella nostra vita e in quella delle persone che incontriamo. Io sono certa che le persone presenti su quell’autobus, la sera, sono tornate a casa più felici e leggere.

Viviamo in una realtà a volte complicata. Spesso ci viene difficile essere semplicemente umani. Ci sono giorni pesanti, fallimenti e dolori. Ci capita di perdere amore, amici, lavoro, soldi, fede. Ma anche nei momenti peggiori possiamo illuminare una situazione buia.

Voglio lasciarti con questa storia che a me ha donato molto e con una domanda per te: Che cosa puoi fare in questo preciso istante per essere tu la luce che illumina il buio?