La passione. Quante volte ci hanno chiesto “cosa ti appassiona?”. Quante volte abbiamo compreso quale fosse la nostra passione? Ci sono tante storie che ci ispirano ad alimentare le nostre passioni: siano esse lavorative o di altro ambito. Quella che ho letto in questi giorni mi ha toccato il cuore. E’ la storia di Marco Dolfin, chirurgo ortopedico che dopo un incidente stradale che gli ha tolto l’uso delle gambe ha scelto di continuare ad operare in carrozzina. Perchè nulla può fermare una grande passione.

Marco Dolfin quell’11 ottobre del 2011 aveva 34 anni ed era rientrato da soli 15 giorni dal suo viaggio di nozze. Era in uno di quei momenti della vita in cui tutto appare funzionare alla grande. Quelli in cui ti sembra che niente e nessuno può spezzare il tuo sogno, le tue passioni.

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E invece accade l’imprevisto. Accade il frontale in moto con una ragazza distratta. Accade che il dott. Dolfin entra nel reparto di chirurgia ortopedica dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove lavora, dal pronto soccorso. Si affida ai colleghi per risanare le sue fratture. Peccato che resti un ematoma che comprime il midollo e fa sparire completamente la sensibilità nelle gambe.

Una vita rovinata. Verrebbe da dire. E invece no.

Marco Dolfin decide che non andrà cosi. Indossa il suo sorriso, assume l’atteggiamento positivo nei confronti della vita e decide che nemmeno questo incidente può fermare la sua passione. Accanto alla neo sposa comincia il suo percorso di riabilitazione al termine del quale chiede ad Alessio Ariagno, tecnico di Officina Ortopedica Maria Adelaide, di ideare una carrozzina adatta alle sue esigenze. Marco vuole tornare a fare il suo lavoro. Vuole tornare alla sua passione più grande: prendersi cura degli altri.

Marco Dolfin - foto L'Avvenire
Marco Dolfin – foto L’Avvenire

E cosi oggi, a distanza di 4 anni, lo si vede girare per la sala operatoria con la sua carrozzina in abito verde sterile mentre opera.

Qualche timore iniziale, qualche diffidenza da parte dei colleghi e poi l’esempio quotidiano che mette tutti a tacere. Marco ce la fa.

Non solo sul lavoro. Marco si sta allenando in piscina due ore al giorno perché ha un nuovo obiettivo: partecipare alle Olimpiadi di Rio del 2015. Nel frattempo ha già collezionato medaglie a livello nazionale.

E’ tutto facile? No, certo che no.

Come racconta al quotidiano L’Avvenire, Marco affronta ogni giorno delle sfide e gestisce i momenti di sconforto. Ma a fare la differenza è come riesce ad affrontarli e ad alleggerirli. “Le cose succedono e prima te le fai andare bene e meglio è – dichiara Marco al quotidiano.

Un grande insegnamento quello di Marco Dolfin che da 9 mesi è anche papà di due gemelli.

Non credo ci sia altro da aggiungere a una storia di cosi grande ispirazione.