L’ho guardato negli occhi e in quello stesso momento ho provato un senso di profonda gratitudine. Stavo stringendo la mano a uno degli imprenditori più illuminati di questo momento storico. Nei suoi occhi ho letto l’amore per la sua azienda. Avevo davanti a me una persona felice, centrata, equilibrata e coraggiosa. Niccolò Branca, presidente e amministratore delegato della F.lli Branca Distillerie che produce il celebre Fernet Branca, mi ha accolta con un sorriso consapevole, non di circostanza. E’ stato il nostro primo incontro dopo esserci parlati solo al telefono.

Quando Mody Acampora di Hi-Performance, mi ha chiesto di intervistare Niccolò Branca sul palco de “Il Benessere dell’Anima” – l’evento che ha visto grandi uomini e donne celebrare la vita e la felicità – ho subito colto che sarebbe stato un incontro speciale. Un’opportunità. E lo è stata.

Branca è un imprenditore diverso. Lui ritiene che anche l’azienda abbia un’anima e che per questo si possa fare business favorendo una economia della consapevolezza. Da lui ho sentito parole che solo chi ha deciso di ascoltarsi e ascoltare la vita riesce pronunciare.
Sul palco del Palacongressi di Rimini ha raccontato come è arrivato al suo personale approccio al lavoro partendo da concetti molto importanti: il valore delle persone; accordi di garanzia con i fornitori a favore di nessun tipo di sfruttamento che sia umano, animale o ambientale; attenzione alla comunicazione interna; colloqui con il personale da assumere basati sui valori umani; cura e accoglienza; benessere dei dipendenti. Ai suoi manager, mi ha raccontato Branca, non dà potere ma responsabilità e questo cambia totalmente la prospettiva lavorativa.

Alla Fernet Branca si può sentire parlare di meditazione, spiritualità e yoga senza alcun stupore. E non sono solo parole.

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L’imprenditore, infatti, ha fortemente voluto un programma di Yoga Coaching studiato ad hoc per i propri dipendenti. Il suo intento è fornire ai collaboratori dell’azienda un prezioso strumento per coltivare e sviluppare il proprio livello di auto consapevolezza. Alessia Tanzi, insegnante di Kundalini Yoga, ha studiato questo programma specifico che prevede la pratica Yoga per 5-10 minuti al giorno alternando esercizi di respirazione, postura, movimenti, mantra e focalizzazione visiva e mentale.

Nel corso del suo percorso di crescita, Niccolò Branca ha fatto della meditazione il filo conduttore della propria vita professionale e personale. E’ grazie a questa pratica che ha maturato una propria consapevolezza e un atteggiamento centrato e costruttivo nei confronti delle sfide che ha incontrato sul suo cammino.
Nel suo libro “Per fare un manager ci vuole un fiore. ”, Branca spiega come si possano applicare i principi olistici all’organizzazione dell’impresa – di qualunque natura e grandezza sia – e di come si possa trasformare un sistema gerarchico in uno a rete basato sul concetto di consapevolezza.

L’obiettivo è la prosperità collettiva.

Una visione, se ci pensate, che fa emozionare. Ma la cosa ancora più straordinaria è che, avendo condiviso con Niccolò Branca conversazioni su diversi temi della nostra quotidianità, posso dirvi che il suo approccio è assolutamente autentico. Nei suoi occhi ho letto il desiderio di aiutare le persone che siano i suoi collaboratori o coloro che incontra sulla sua strada. E’ per questo che tra le sue numerose attività ci sono anche incontri con gli studenti universitari e conferenze sulla meditazione.

Leggendo il suo libro si possono apprendere i punti fondamentali del suo percorso che possono essere declinati davvero in ogni ambito della nostra vita. A tutti, leggendolo, capita di identificarsi.

Ci sono tre concetti, in particolare, che mi sono rimasti nel cuore durante la mia lettura e durante l’intervista fatta a Niccolò Branca.

Il primo è la capacità di ascoltare il cambiamento. L’ascolto è un atto di generosità straordinaria che facciamo agli altri e di crescita per noi. Come possiamo comprendere la vita se non impariamo ad ascoltarla? E come possiamo evolvere se non “ascoltiamo” quello che ci accade o quello che ci viene raccontato? Questo tema è a me molto caro perché proprio quando ho cominciato ad ascoltare le sfide della mia vita ho iniziato a cambiare il mio stesso percorso. Le difficoltà sono delle vere opportunità di crescita. Dopo averle superate non saremo mai più le stesse persone di prima.

Il secondo concetto che Niccolò Branca approfondisce è quello della fiducia. Recuperare il senso di fiducia è fondamentale per vivere una vita felice e consapevole. Quando coltiviamo la fiducia nella vita e in noi stessi possiamo cogliere l’aspetto positivo di ogni situazione. E’ ciò che ci conduce alla centralità e al radicamento nel fare e nella realtà.

Guardare gli altri come se li vedessimo per la prima volta. Questo è il terzo aspetto di cui voglio parlarvi. Che sia in famiglia o sul lavoro, questo modo di relazionarsi al prossimo consente di liberarci da pregiudizi e condizionamenti. Ognuno di noi ha la sua storia, il suo percorso, le proprie sofferenze e gioie. Se riusciamo a osservare gli altri come essere umani in continua evoluzione possiamo veder cambiare i nostri stessi rapporti. “E’ un gioco avvincente che amo fare anche con i collaboratori. E ogni volta scopro qualcosa di nuovo, di bello, qualcosa che non avevo visto, che mi era sfuggito” scrive Niccolò Branca nel suo libro.

Provate a portare questi tre concetti nella nostra vita e osservate cosa accade. Fatelo nel lavoro e anche nella vita familiare. Potete farlo sin da subito ascoltando voi stessi e scoprendo cosa la vita vuole dirvi con le eventuali sfide che state affrontando e con le relazioni che sono in essere oggi.

Ascoltarsi è la chiave per raggiungere l’intuizione, risolvere le situazioni ed essere sempre in pace con se stessi. La meditazione aiuta in questo. Praticandola mattino e sera consente di eliminare i pensieri tossici e tornare a dialogare con il nostro Io profondo.

Quando siamo centrati siamo più forti.