nashvilleAvete presente Nashville? Si, proprio quella del celebre film di Robert Altman che porta il nome della città americana e racconta di tutto quando accade attorno ai cinque giorni del festival di country music. Era l’anno 1975 e da allora la cittadina non è stata più cosi popolare. Fino a oggi.

Mi sono appassionata alla musica country da poco più di un anno ma come tutte le passioni nate in età adulta sono pressoché irruenti. Quindi tutto ciò che comprende lo stile o semplicemente la parola country mi conquista al primo colpo. Ecco perché sono qui a scrivervi di Nashville. Stamattina ho scovato un pezzo bellissimo su LaStampa.it firmato dal suo inviato a New York Paolo Mastrolilli e non ho potuto resistere. Il succo? Nashville è tornata. Non solo, pare sia una delle città americane in cui si vive meglio: start up, economia in crescita, scuole eccellenti, editoria che funziona e popolazione in aumento. Di questi tempi direi che è una buona notizia, non credete?

E mettiamoci pure che il country continua a fiorire come negli anni Settanta « glorificata anche da una nuova serie televisiva della Abc, che naturalmente si chiama “Nashville”» scrive Mastrolilli. Complice una serie di fattori, tra cui l’industria musicale certamente, la cittadina sembra aver chiuso il 2012 con un tasso di disoccupazione del due per cento al di sotto la media nazionale. Non male in un momento storico in cui anche gli Stati Uniti piangono e le aree del sud soprattutto. Perché Nashville resta una città del sud con tanto di fedeli cristiani, hippie e musicisti. Una città dove si può ancora trovare la propria dimensione e a me questi posti piacciono un sacco!

Ecco, se potete fate un giro a Nashville…