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Interviste

Ilaria Cusano: una life coach che ama la rete

La rete è una grande alleata professionale. A lei possiamo attribuire grandi opportunità. Come quella di conoscersi tra i commenti di un post in un gruppo di Facebook. Per esempio. E’ andata cosi tra Ilaria Cusano e me. Uno scambio di commenti, un paio di messaggi privati e subito la consapevolezza di avere la stessa idea di condivisione. Ilaria mi ha proposto un’intervista sul suo blog e io, oggi, la ospito sul mio divano virtuale. Con lei scopriamo cosa spinge una giovane donna a diventare life coach e a utilizzare la rete per promuovere il proprio lavoro.


Sei diventata life coach molto giovane. Cosa ti ha spinto?

Potrei elencare tante razionalizzazioni, ma in realtà tutto è successo in maniera estremamente fluida e naturale; io, semplicemente, non l’ho impedito. Giorno dopo giorno, mi sono scoperta sempre più vocata per questo lavoro, e quindi l’ho portato avanti e perfezionato. A 22 anni avevo una mentore, lei per prima mi disse che avrei dovuto lavorare anch’io nel mondo della formazione – secondo lei ero portata. Lei mi ha supportata e indirizzata all’inizio; a 23 anni ho cominciato insegnando yoga, e dopo 2 anni mi è stato proposto, per la prima volta, di strutturare un percorso di life coaching. Da quel momento, non ho fatto altro che appassionarmi sempre di più al mio lavoro; è una cosa magica, in una certa misura: sento che è proprio il mio posto nel mondo, nella società.

Perché ami aiutare le persone? Cosa ti piace del tuo lavoro e cosa ti motiva ogni giorno?

In verità, non è che mi piaccia aiutare le persone; è un istinto, lo faccio per natura, esattamente come una rosa che da bocciolo diventa un fiore in piena regola. Quello che mi piace, più esattamente, è insegnare alle persone ad aiutarsi da sole, quando serve – questa è la parte che realmente mi gratifica. Ciò che mi motiva è una visione di una società dove le persone sono pienamente consapevoli del proprio potere e della propria libertà (che sono immensi, assai più ampi e profondi di quel che molti credono) e, più egoisticamente, l’alchimia che si crea nella mia vita condividendo ciò che sono e che so fare con gli altri: più mi metto a disposizione con amore e autenticità, più divento serena, brillante e fortunata – immagino sia una legge naturale, o qualcosa del genere. Secondo me, la condivisione e la generosità dovrebbero andare di moda, per quanto sono feconde e utili per tutti contemporaneamente! In una certa misura, sta succedendo, e la verità è che tutti, quando lo facciamo, ce ne rendiamo conto: spendersi per la felicità e la realizzazione altrui rende più felici e realizzati noi stessi per primi.

La rete, quanto è importante per diffondere il cambiamento e piantare un piccolo seme nella vita delle persone?

La rete mi sbalordisce, letteralmente, ogni giorno! Ci ho sempre scommesso; anni fa, però, ne riconoscevo il valore, ma pensando che si limitasse a essere uno strumento di avvicinamento alle persone, un mezzo per creare l’opportunità di interagire, poi, in modo più diretto. Oggi, devo dire, ho capito che le sue potenzialità, nell’ambito della formazione, vanno ben oltre: io ho seguito dei corsi online favolosi tramite Internet (non solo utili, ma addirittura commoventi!), ed è un po’ come il maestro Manzi che, negli anni ’60, in tv si spendeva per l’alfabetizzazione degli Italiani. Ci sono a disposizione tantissime risorse preziosissime, per il benessere e la realizzazione delle persone, a dei prezzi assolutamente accessibili o addirittura gratuitamente! Per questo anch’io ho deciso di lanciarmi nella creazione di un blog-novel gratuito, dei corsi online e delle consulenze di coaching via Skype. Ci credo fermamente. Io, inoltre, negli anni, ho avviato molte relazioni stupende, iniziando proprio dal web, professionali ma anche umane. Tutto ciò, a lungo andare, rappresenterà una rivoluzione sociale, in termini di cultura, libertà e sviluppo della coscienza – la rete sta dando corpo a un’altra forma di alfabetizzazione, nonché a una favolosa opportunità di emancipazione sociale – è economica, sostenibile ed efficacissima. Tutti, secondo me, dovrebbero cogliere questa occasione, a qualsiasi età, classe sociale e condizione appartengano, superando pigrizia e pregiudizi. Il cambiamento collettivo che sta avvenendo per mezzo della rete, è molto più profondo e bello di ciò che superficialmente appare.

Felicità e consapevolezza: trovano spazio nell’era del web?

Trovano spazio soprattutto nell’era del web. La rete ci sta donando l’esperienza concreta dell’interconnessione e del multiverso di cui, fino a qualche anno fa, parlavano solo i mistici e gli scienziati – oggi è la prassi quotidiana di milioni di persone in tutto il mondo, di mille culture differenti e dalla bio-diversità più fantasmagorica! Questo, a mio avviso, è fantastico! Ciò riguarda solo la consapevolezza, però; la felicità, invece, è una scelta profondamente individuale, e avviene momento per momento. La felicità non ha niente a che fare con le condizioni esterne, né tanto meno con i mezzi di cui si dispone; è una scelta, dipende dalla frequenza su cui, attimo dopo attimo, decidiamo di sintonizzarci, e questo è identico in ogni epoca e società.

Da “grande” cosa vorresti fare?

Io amo vivere la vita come un’avventura; non mi piace fare programmi a lungo termine, preferisco farmi stupire dal mistero e lasciarmi meravigliare dalla magia di ogni giorno, situazione e relazione. L’unica cosa che so è che desidero vivere nella bellezza, in tutte le accezioni del termine. Ho vissuto esperienze familiari estremamente tristi e difficili, e questo, da una parte, mi ha fatto crescere e maturare rapidamente (ho iniziato a lavorare a 15 anni; a 19 ho lasciato la casa dei miei; a 23, mentre mi laureavo, ha avuto inizio la mia carriera, quindi sono stata molto autonoma e strutturata sin da giovanissima); dall’altra parte, però, mi ha appesantita e segnata, e oggi desidero con tutto il cuore vivere nella bellezza, poter respirare la luce, la magia, l’ispirazione e la gentilezza che troppo spesso mi sono mancate in passato. Come questo avverrà (perché sono certa che continuerà ad avvenire sempre di più, visto che mi ci dedico con tutta me stessa ogni giorno) non mi interessa; sono profondamente conscia del fatto che non è importante ciò che facciamo, ma chi siamo.

Cos’è la consapevolezza per te? E la felicità?

Sono sensazioni fisiche, innanzitutto. La consapevolezza è una sensazione di sensibilità a fior di pelle, di presenza nel corpo e di vigilanza, di ascolto di ciò che c’è, dentro e intorno. Tutto il resto viene da questo, ne è una diretta conseguenza. La felicità, come ho già detto, è una scelta: la ferma decisione di concentrarsi, giorno dopo giorno, sulle soluzioni invece che sui problemi, sulle opportunità invece che sugli ostacoli, sulla bellezza invece che sulla bruttezza, e nel farlo il più attivamente e concretamente possibile. Ripetendo l’azione, così come accade quando si annaffia una pianta, progressivamente questo stato di coscienza e d’animo si amplia; condividendolo, si fa sempre più profondo, radicato e strutturato, e negli anni viene via via sempre più facile e naturale. Per molto tempo, però, è un esercizio, che richiede impegno, pazienza e dedizione.

Se volete scoprire di più su Ilaria fate un giro sul suo sito personale: www.ilariacusano.it