Ho un ricordo molto nitido di un giorno, all’Università, in cui ho immaginato per il mio futuro un lavoro “human”. La mia idea era confusa, per la verità, ma quel che sapevo è che avrei voluto lavorare con persone rispettose. Avrei voluto relazioni professionali tra persone. Si, avrei voluto tutto questo. Poi ho cominciato a lavorare. E non è andata subito cosi.

Dai lavoretti fatti durante l’Università fino alle prime collaborazioni giornalistiche, di “human” ho trovato ben poco. Eppure ho scelto una professione che si basa sulle storie e sulle persone. La storia di un giornalismo che non mi apparteneva ve l’ho già raccontata (potete leggerla qui), in questo post volevo solo dirvi di quanto io avessi immaginato nei miei sogni e di quanto la realtà fosse diversa.

Ma, come dicono grandi del passato, se lo puoi pensare lo puoi realizzare. E cosi è stato.

 

Dopo tanti anni di disillusione e di frasi tipo “è un’utopia la tua” mi trovo oggi a scoprire che il lavoro “human” esiste e per me ha due nomi: Diego Leone e Alberto Manieri. Due amici. Due imprenditori. Due visionari. Due giovani ragazzi di una bellezza come poche. Due persone straordinarie che, dopo tante esperienze professionali e personali di crescita, hanno deciso di aprire una propria realtà che promuovesse il fattore umano del lavoro: nella comunicazione, nella formazione e nell’editoria.

Do It Human, la società creata da Diego e Alberto, è un vero dono per tutti. Non è solo un brand e non vuole accattivare il cliente utilizzando il termine “human”. No. Diego e Alberto ci credono davvero e lavorano con passione, dedizione e amore per ciò che fanno. Li ho visti sul campo ed è meraviglioso vederli lavorare, interagire con il cliente e far crescere i propri collaboratori. Human non vuol dire “buoni”, vuol dire “autentici” e chiari. Chi lavora con Alberto e Diego sa che non andrà mai incontro a disarmonie ma, di certo, sa anche che verrà rispettato in ogni suo aspetto. Ascolto, dialogo, cura, gratitudine, equilibrio, qualità e fiducia sono alla base delle relazioni professionali targate Do it human.

Quando mi hanno parlato del loro sogno ho pensato a quanta magia ci fosse nell’Universo. Perché dopo tutti questi anni avevo trovato chi credeva, come me, che al di là di etichette sociali e professionali, siamo tutte persone.

Potete quindi immaginare la mia felicità quando Diego e Alberto mi hanno chiesto di pubblicare un mio libro con loro. E’ stato naturale, per me, proporre un libro sulla gratitudine (Esce a brevissimo!).

Perché di cosa altro avrei potuto parlare? L’Universo mi ha donato questa straordinaria possibilità di collaborare con chi crede nel lavoro “human”. E a questo punto posso davvero affermare anche io che “se lo possiamo immaginare lo possiamo realizzare”.

Il tempo e il luogo sono l’incognita, ma saranno comunque quelli perfetti.