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Il passato da ricordare

Il passato da ricordare

Spesso ci sentiamo dire che è importante restare nel presente per poter costruire il nostro futuro e altrettanto spesso ci viene detto che non dobbiamo rimanere ancorati al passato. Due affermazioni che io stessa pronuncio e che nascono dalla nostra necessità di maggiore consapevolezza. Il nostro passato è accaduto, non esiste più. Questo è vero. Ma quello che resta indelebile sono le emozioni che abbiamo provato e che si attivano ogni volta che torniamo a quel ricordo. Voglio raccontarvi una storia che amo condividere con chi partecipa ai miei eventi live in giro per l’Italia e che custodisco come un tesoro prezioso. Una storia di grande insegnamento tratta da un semplice momento di quotidianità.

Quel giorno mi trovavo in piscina. Stavo aspettando che Giulia, la mia bambina, uscisse dagli spogliatoi dopo il corso di nuoto. Ero seduta al tavolino del bar della struttura sportiva, completamente assorta nei miei pensieri. Davanti a me un caffè macchiato soia e le mie inseparabile Moleskine e Palomino Blackwing 602 , la matita usata dai grandi del passato.

Da lì a qualche giorno avrei tenuto uno speech a un evento sulla gratitudine, tema sul quale stavo facendo i miei studi. Mi trovavo all’inizio del mio percorso nella gratitudine e della mia esplorazione. Da allora non ho mai smesso di approfondire la tematica utilizzando soprattutto risorse internazionali delle maggiori Università. In quei giorni ero nel pieno dello stupore che viviamo quando ci avviciniamo con entusiasmo a qualcosa di nuovo.

Rivivo la mia mano che sul foglio della Moleskine scriveva “La gratitudine è una scelta”, una frase che mi stava girando in testa in quel momento. Volevo che fosse di ispirazione per il mio speech ma è stato molto di più. Non appena ho terminato di scrivere la lettera “a” finale, ho percepito alla mia sinistra uno sguardo penetrante. Mi sono girata e ho notato che accanto a me si era seduta una signora, una nonna probabilmente. Non sono riuscita a guardarla in volto perché appena ho girato la testa lei ha distolto lo sguardo. Sono tornata alla mia Moleskine, alla mia frase. Pochi secondi dopo quello sguardo è tornato. Ancora più insistente, cosi tanto curioso che si è mostrato disposto ad accogliere i miei occhi. Ho sorriso alla signora. Un sorriso sincero che lei ha sentito come un’apertura, tanto da iniziare a parlare. «Ha ragione, sa. La gratitudine si sceglie. La vita però ci mette a dura prova e non sempre è facile farlo». Qualche secondo di pausa e mi sono sentita di dire: «Eh si, ha ragione anche lei. La vita ci mette davanti a delle sfide a volte davvero toste, ma sono sicura che nella sua vita ci siano anche tanti momenti straordinari e pieni di gioia». Non sapevo da dove fosse emersa quella sicurezza. Le mie parole mi avevano sorpresa ma era solo una piccola parte di stupore. Mi aspettava molto di più.

La signora, dopo la mia affermazione cosi sicura, è rimasta in silenzio per qualche secondo poi ha annuito e per un tempo che ancora oggi non saprei definire, ha iniziato a elencare una serie di momenti e ricordi della sua vita che le avevano procurato una grande gioia. Ha ricordato quando da bambina giocava nel giardino della casa di famiglia con i suoi fratelli, quando si sentiva fortunata per essere una delle poche ragazze della sua generazione che avevano la possibilità di andare all’Università, l’incontro con il ragazzo che sarebbe diventato suo marito, la nascita dei figli e poi dei nipotini, i momenti di difficoltà della famiglia che avevano contribuito a rafforzare le relazioni.

Poi si è fermata.

Io immobile davanti a lei con un sorriso amplificato dalla gioia di aver ascoltato quelle meravigliose esperienze di vita. Lei si è portata una mano al cuore e con gli occhi pieni di commozione mi ha detto «Grazie». E poi ha aggiunto «Lei mi ha permesso di ricordare». Siamo rimaste cosi, immobili, con gli occhi commossi e il cuore in perfetta coerenza con i nostri pensieri. Uno stato di gratitudine profonda che mentre vi scrivo mi torna alla memoria con ogni singola emozione provata.

Non ci siamo dette più niente. I nostri cuori si sono parlati al posto della nostra bocca. Non occorrevano altre parole per sigillare quel momento cosi speciale. Io e la signora dallo sguardo gentile, completamente ignare di ciò che stava accadendo al di fuori della nostra bolla di gratitudine. Quando sono usciti i bambini, Giulia e il suo nipotino, un sorriso profondo è stato il nostro saluto.

Quella sera ho scritto di questo momento magico nel mio diario della gratitudine e prima di addormentarmi ho rivissuto ogni singolo attimo, ogni emozione generata da quel momento di straordinaria semplicità quotidiana.
Mai avrei pensato che andare a prendere Giulia in piscina potesse trasformarsi in un’esperienza cosi profonda. Ma la vita sa sempre come sorprenderci se le permettiamo di farlo.

E proprio ricordando quei momenti in piscina mi sono addormentata. La mattina dopo al risveglio un istinto: andare a cercare i miei appunti sulla gratitudine. Ho sfogliato la Moleskine e ho ritrovato una frase che qualche giorno prima avevo trascritto dopo aver letto alcune ricerche scientifiche sulla gratitudine. La frase era questa: “La gratitudine è la memoria del cuore”. Al suo fianco un punto di domanda e uno spazio libero per quando avrei compreso che significato avesse.
Ho cancellato quel punto di domanda è ho scritto «il passato da ricordare».

La signora dallo sguardo gentile mi aveva donato una risposta, una grande ispirazione. Il nostro passato va lasciato andare con la consapevolezza che è già stato. Le emozioni negative vanno lasciate andare trattenendo l’esperienza e quanto ci viene insegnato. Quello che non dovrebbe mai fuggire dalla nostra memoria – e che dovremmo custodire gelosamente – sono i ricordi che parlano di amore, di condivisione, di gentilezza e di sorrisi. E non ricordiamoli con malinconia ma con la gioia per averli vissuti.

Quei ricordi, quelli che rappresentano la memoria del cuore, ci connettono con il nostro stato di gratitudine. Nel mio scrigno dei ricordi quel giorno è entrata la signora dallo sguardo gentile con tutte le emozioni che ho sentito nascere dalla fiamma della gratitudine. Lei è, da allora, parte della mia memoria del cuore.

E voi, cosa avete custodito nel vostro scrigno dei ricordi di gratitudine?

assunta

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