Se c’è un libro che sembrano aver letto tutti in questo periodo è “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo. Ho ceduto alla curiosità e alle numerose segnalazioni ricevute e mi sono tuffata nella lettura. Il libro è interessante anche se ritengo che sia abbastanza estremista. La cultura minimalista giapponese, forse, è fin troppo basic per noi occidentali. Sicuramente per noi italiani. Però ho trovato interessante l’associazione tra oggetti e la gratitudine.

Il magico potere del riordino è un libro che va letto. Si tratta di una di quelle letture che aiutano a settare la mente su un canale decisamente più armonico. Marie Kondo, l’autrice, racconta come possa essere fondamentale mettere mano alla tendenza all’accumulo che ci appartiene. Pagina dopo pagina invita a prendersi del tempo per smuovere ogni lato della nostra casa e ripulirlo di ciò che non occorre.
Un’interessante punto di vista e un forte invito al decluttering come unica via per ritrovare l’armonia fuori e dentro di noi. Su questo, il libro è ineccepibile.

In alcuni passaggi l’ho trovato molto poco adattabile alla nostra cultura occidentale. Siamo decisamente più attaccati ai ricordi e agli oggetti che hanno avuto un significato nella nostra vita. Conosco poche persone che saprebbero tenere la propria casa con ampi spazi liberi. Però, se ci riuscite, come dicono i francesi, chapeau!

Io faccio ancora fatica a liberarmi proprio di tutto. Sono migliorata con il tempo ma gli spazi di casa mia sono ancora ricchi di cose materiali che non uso ma che al solo sguardo mi ricordano un evento o una persona speciale.
Detto questo, c’è un aspetto che ho trovato affascinante nel libro di Marie Kondo e ha a che fare con la gratitudine.

“Esprimete la vostra gratitudine nei confronti di ogni elemento che vi ha offerto il proprio sostegno durante la giornata”, invita l’autrice. Interessante, vero? Provate a immaginare l’energia potente della gratitudine associata agli oggetti della nostra quotidianità: grazie all’auto che mi ha accompagnato in ufficio, al rossetto che mi ha reso più bella, alla lavastoviglie che ha lavato i piatti della cena per me, al maglione che mi ha tenuto caldo tutto il giorno.
Ora, lo so che potrebbe sembrare folle ma se è vero – come credo – che anche gli oggetti hanno un’anima e sono energia, allora è importante che stiano bene. Non credete?

La Kondo invita a provare gratitudine per ogni elemento che rientra nella nostra giornata perché, spiega nel libro, “più ve ne prendete cura, più gli oggetti saranno dalla vostra parte”.
Mi torna in mente tutte le volte che un oggetto di cui non ho avuto cura si è rotto. Accidentalmente, o forse con sua consapevolezza.


Anche a voi piace questa idea della gratitudine verso gli oggetti?
Cosa ne pensate?