Siamo altruisti nati. Per una buona parte della storia umana aiutare le persone in difficoltà anche con un piccolo gesto è stato un desiderio molto forte. Il concetto che con un piccolo gesto si potesse fa la differenza nel mondo piaceva ai nostri antenati. Ma ciò che ancora di più stimolava – e stimola ancora oggi- l’altruismo è la ricompensa che si cela dietro di esso. Una sensazione di benessere che pare essere più forte nel donatore piuttosto che nel ricevente. E’ quello che i neuro scienziati americani chiamano Helper’s High, la grandezza di chi aiuta.

Un’emozione positiva che le persone sperimentano dopo aver aiutato qualcuno. Questa è la definizione di Helper’s High. Alcuni studi condotti negli ultimi decenni hanno dimostrato che aiutare il prossimo genera gioia e attiva zone del cervello che producono benessere. Essere generosi, quindi, porta beneficio fisico e mentale ed è certamente salutare.

Le persone che aiutano gli altri si proteggono dalla depressione, hanno un livello di felicità superiore del 42% e un tasso di buona salute superiore del 25%. Come nascono queste percentuali? Gli studi condotti hanno evidenziato che quando si aiuta il prossimo il nostro cervello rilascia dopamina e serotonina che vengono considerati gli ormoni della felicità. Quelli che ci fanno sentire al top, per intenderci.

Stephen Post e Jil Nelmark nel libro “Why Good Things Happen to Good People” raccolgono una serie di studi che mostrano gli effetti dell’altruismo sul nostro benessere. Aiutare gli altri fa nascere sentimenti e pensieri felici che lasciano poco spazio ai pensieri negativi e alle emozioni distruttive. Ciò che di interessante emerge dagli studi di Post e Nelkmark è che allenare l’altruismo sin da piccoli, e soprattutto in adolescenza, non solo crea adulti migliori ma anche adulti in ottimo stato di salute.

Un atteggiamento generoso e compassionevole negli adolescenti riduce il rischio di stati depressivi anche gravi, abuso di sostanze stupefacenti e atti di bullismo. I ragazzi che si dedicano al volontariato sono più socievoli, più attivi, più motivati ed entusiasti e hanno un più alto livello di autostima. In questi anni in cui tanto si parla di bullismo, l’altruismo può diventare un ottimo antidoto.

Mi piace lasciarvi con una frase tratta dal discorso tenuto al Ted da Matthieu Ricard, l’uomo più felice del mondo:

Cos’è l’altruismo?
E’ il desiderio che gli altri siano felici e trovino la fonte della felicità. Matthieu Ricard