Ridere fa bene. Avere pensieri positivi fa bene. Provare gratitudine fa bene. Non c’è ricetta migliore di un buon atteggiamento per affrontare la malattia e prevenire i nostri disturbi. Ho letto molto su questo tema e ho ascoltato tante parole. La questione, però, è sempre la stessa: come si fa concretamente a coltivare uno stato positivo quando si è nella malattia? La risposta a questa domanda l’ho trovata confrontandomi con due grandi menti della nostra bella Italia: Richard Romagnoli, esperto mondiale di Laughter Therapy e il prof. Pier Mario Biava, medico e ricercatore scientifico sul cancro.

Negli ultimi mesi ho avuto la fortuna di vedere su un palco queste due personalità cosi diverse ma cosi unite nell’intento e nella propria missione. Stimo molto entrambi ma ciò che più amo di loro è la concretezza e l’autenticità. Sono due persone che vanno ben oltre le parole e che hanno il grande desiderio di far star bene gli altri condividendo ciò che di straordinario hanno scoperto. Qualche giorno fa, durante la presentazione del nuovo libro di Richard Romagnoli “Workshock. La felicità è una scelta” (di questo parleremo presto!), li ho visti ancora una volta complici nel messaggio ognuno con il proprio linguaggio. Insieme stanno lavorando da mesi su un concetto straordinario per il quale hanno anche coniato un nome: “Happy-Genetica” o anche la genetica della felicità.

Le nostre cellule hanno bisogno di ridere per stare bene. «Quando ridiamo il nostro corpo si sente meglio. Nei momenti di difficoltà o di dolore proviamo a immaginare ogni cellula del corpo che incita le altre “dobbiamo ridere, dobbiamo ridere” e poi lasciamoci ridere. I benefici di una risata di 15 minuti al giorno sono ormai delle evidenze scientifiche – afferma Richard Romagnoli.
Quando ridiamo, infatti, il nostro corpo sprigiona ciò che in Laughter Therapy viene definito Joy Cocktail: endorfine, dopamina e ossitocina. E’ questo ciò che ci fa bene.

Cosi come ci fa bene guidare la mente verso i pensieri più belli e positivi. Una mente negativa non sarà mai di aiuto ad alcun tipo di cura. Quando ho avuto la fortuna di intervistare il prof. Biava sul mio canale YouTube mi ha raccontato dell’importanza di vivere nell’amore, nella gratitudine e nell’attitudine al dono per la nostra salute.

Tutto questo loro straordinario lavoro ben presto potremo leggerlo tra le pagine del libro che stanno scrivendo a quattro mani per Eifis Editore.

Sapete la cosa più bella di tutto questo? Stiamo parlando di due italiani che lavorano con il cuore e che stanno facendo la differenza nella vita di molte persone. Io mi sento davvero una privilegiata nel poter conversare con loro e nel condividere con loro il palco del convegno del 4 novembre organizzato da The Bridge For Hope in occasione dell’evento “24 ore di risate per la vita”. Sarà un momento davvero importante per conoscere meglio la Laughter Therapy, il lavoro di ricerca del prof. Biava, il potere della gratitudine di cui parlerò io e i benefici delle terapie complementari a quelle tradizionali nella cura del cancro raccontate da altri relatori.

Se fate un salto ci vediamo li.