Il mondo che fugge ci fa dimenticare la bella abitudine di guardarsi negli occhi. Lo fate? Quando stringete la mano a un collega, quando parlate con una persona, quando ascoltate il vostro partner o il vostro bambino? A volte è come se avessimo troppa fretta per queste cose. Capita anche a voi? Eppure lo sguardo è lo specchio dell’anima – ci hanno detto – e il suo potere è incredibile. La prova è tutta nella prova di SoulPancake.

Gli occhi parlano. Lo diciamo spesso ma non lo facciamo altrettanto frequentemente. Perché? Troppo da fare. Troppe cose a cui pensare per fermarsi a guardare negli occhi chi abbiamo di fronte a noi.

Eppure…

Avete mai dedicato 4 minuti della vostra giornata a guardare negli occhi un’altra persona? Una persona che fa parte della vostra vita, ma anche uno sconosciuto. Ora mi direte che 4 minuti sono tanti. Ma tanti rispetto a cosa? In fondo in una giornata sono ben poco dal momento che possediamo 86.400 secondi.
I fantastici ragazzi di SoulPancake, artefici del meraviglioso esperimento del grazie, ci portano ancora una volta a fare qualche riflessione interessante. Il nuovo esperimento ha coinvolto 6 coppie a cui è stato chiesto di guardarsi negli occhi per 4 minuti. Una di loro era composta da perfetti sconosciuti, un’altra si frequentava da poche settimane e poi c’era una coppia insieme da 55 anni.
Dopo i primi momenti di imbarazzo è subentrata la commozione e poi lo stupore a fine esperimento. Ognuno di loro ne è rimasto colpito in modo diverso.
Splendida la signora anziana che ha commentato al marito “In 55 anni di matrimonio non ci siamo mai guardati in questo modo”.

Ed è cosi, non ci guardiamo mai abbastanza negli occhi. Eppure lo sappiamo che con lo sguardo si arriva lontano. Eppure sappiamo anche che dagli occhi si può comprendere tutto di una persona.

Mi torna in mente l’esercizio soul gazing (sguardo dell’anima) dello psicologo Robert Epstein. Ad alcune coppie, amici o partner, è stato chiesto di indicare il proprio grado di intimità e amicizia su una scala da 0 a 10 punti. Subito dopo è stato chiesto loro di guardarsi negli occhi per un paio di minuti. Dovendo indicare il nuovo grado di intimità e affetto : l’89 per cento delle persone coinvolte ha notato un notevole incremento. Epstein, dopo questo esercizio, consiglia anche il confronto sulle emozioni provate.
Cosa ci insegna tutto ciò? Che le relazioni possono migliorare e che si può ritrovare anche un’intensità perduta.
Sapete cosa vi dico?