Ho molti amici che sono genitori single e che vivono la propria quotidianità barcamenandosi tra mille impegni ed esigenze. Lo fanno con amore, sia chiaro, ma è certamente impegnativo. Quando, qualche tempo fa, ho scovato in rete Gengle sono rimasta molto colpita e ho pensato : “ma è un’idea grandiosa!”. Giuditta Pasotto è la mamma single che ha avuto la geniale idea di creare uno spazio virtuale dove i genitori possono scambiarsi consigli, organizzare momenti di incontro, supportarsi e sentirsi parte di una comunità solida e comprensiva. Ecco perché ho invitato Giuditta sul mio divano virtuale. Quindi mettetevi comodi e godetevi l’intervista.

Giuditta, raccontaci come nasce Gengle.it
E’ nato tutto la scorsa estate. Ero all’acquapark con i miei figli. Il più grande voleva che lo accompagnassi sugli scivoli ma non sapevo come fare con il più piccolo. Così ho chiesto aiuto a un’altra mamma sola. Ecco, in quel momento ho pensato che sarebbe stata una buona idea mettere insieme le forze, creare una rete fra genitori single per condividere le cose da fare e aiutarsi a vicenda.

Sei donna, mamma, ideatrice di Gengle e poi?
Sono un direttore creativo, mi sono sempre occupata di comunicazione, in particolare di comunicazione visiva. Fino allo scorso anno avevo un’agenzia mia, ora sono freelance e dedico gran parte delle mie energie a Gengle.

Gengle

Gengle, il social network per genitori single

Perchè piace il tuo progetto? Quali i commenti che ricevi?
Perché nasce da un’esigenza vera e diffusa: trovare qualcuno con cui condividere la gestione dei figli. E’ un’esigenza mia e di tantissime persone nella mia condizione. Crescere un bambino da soli non è facile per nessuno, io ne ho avuto la riprova tangibile: il sito era online da poche ore e già ricevevo richieste di adesione da ogni parte d’Italia. In pochi mesi siamo diventati migliaia. Le persone mi ringraziano: ogni giorno arrivano decine di messaggi che mi incoraggiano a far crescere questo progetto.

La principale esigenza di un genitore single?
Abbiamo voglia di condividere e bisogno di essere supportati. Ci manca la metà della mela. Qualcuno a cui raccontare quanto nostro figlio sia stato bravo a calcio, a cui chiedere aiuto quando ci ammaliamo: siamo un po’ stanchi di fare i supereroi.

Chi frequenta Gengle? Più mamme o più papà?

Le donne sono leggermente di più, direi il 60%. E’ un universo variegato e non potrebbe essere altrimenti dato che non esiste nessun requisito per iscriversi se non quello di essere un genitore single. Ci sono persone di tutte le età, con figli piccoli o cresciuti. Posso dire che l’utente medio ha 45 anni.

Quali le attività più condivise e richieste?

Cene e pranzi vanno alla grande: all’inizio sedersi intorno a una tavola imbandita è il modo più facile per conoscersi. Poi una volta rotto il ghiaccio, le persone si sbizzarriscono. Si fa di tutto, dalla gita al mare alle biciclettate, dal weekend sulla neve al torneo di beach volley. Molto dipende dall’età dei figli, ma le attività più semplici, quelle che rientrano nella routine quotidiana, restano le più richieste.

Gengle favorisce la condivisione: quanto è importante per te?
Io condivido tutto, anche i miei spazi. Ora ho due coinquilini, per esempio: è un modo per ammortizzare le spese della casa ma non solo. Smettere di pensare solo al proprio orticello, aprirsi agli altri, serve a vivere più serenamente.


Qual è l’obiettivo di Gengle?

Gengle è e resterà uno strumento per far incontrare le persone. L’obiettivo principale è stare insieme, condividere le esperienze e allontanare la solitudine. Ma voglio che diventi qualcosa di più di un social network. Voglio sensibilizzare privati e istituzioni pubbliche perché rivolgano un’attenzione particolare alla categoria dei genitori single. Con alcune aziende abbiamo già attivato delle convenzioni che consentono agli iscritti Gengle di usufruire di sconti o altre agevolazioni economiche. L’obiettivo in futuro è moltiplicare le occasioni di vantaggio, estendere al massimo la rete di sostegno.

Gengle favorisce il sorriso, si può dire?
Si può dire! Ho visto mamme ricurve su se stesse trasformarsi, uscire dal guscio. Papà impacciati acquistare sicurezza. Tutto perché hanno trovato un gruppo di amici con le loro stesse fragilità e i loro stessi bisogni, un luogo dove sentirsi accolti e accettati.

Per te la felicità è…

Stare insieme alle persone a me più care. La cosa che mi fa felice in questo momento è vedere che la mia idea ha aiutato e sta aiutando molti.