BrunchLe idee creative non mancano ma metterle in pratica è la cosa più difficile in questo momento storico. Che fare allora? Semplice, organizziamo un pranzo domenicale tra soggetti interessati. Una tendenza partita, nemmeno a dirlo dagli Stati Uniti, e arrivata anche in Italia. I primi a proporlo sono stati i ragazzi del collettivo milanese Bouganville. Oggi crescono le iniziative di food raising.

Per i creativi servono iniziative sopra le righe. A Milano lo studio di arte e design Ctrlzak organizza dei brunch partecipati dove tutti possono contribuire a finanziare progetti nell’arte. Cibo e convivialità sono un connubio perfetto per aprire le menti e diventare più social.

Come si legge su Lettera43.it, i brunch vengono organizzati la domenica in città sempre diverse tra loro. Si paga 20 euro per partecipare e si votano i progetti più meritevoli. La proposta che raccoglie più voti si aggiudica la somma corrispondete al ricavato del brunch decurtato dalle spese vive. Certo, non sono grosse cifre ma direi che possono essere un buon inizio per chi vuole partire con una start up da zero o poco più.

Oltre a raccogliere soldi, si fa networking. Questa la parola chiave di questa epoca storica. Io la trovo un’idea geniale che peraltro si sta espandendo anche in altre città d’Italia tra cui Bologna.