Nella vita non esistono sconti. Le sfide ci trasformano, ci fanno evolvere e ci fanno tornare più forti di prima. Ho amato molto il libro di Federica Brunini “Quattro tazze di tempesta” edito da Feltrinelli. L’ho letto in poche sere perché mi ha letteralmente rapita. Viola, Mavi, Alberta e Chantal sono 4 donne affascinanti che rappresentano tutte le sfaccettature dell’universo femminile. Attraverso una danza straordinaria di emozioni si passa dal riso al pianto, dalla delusione alla gioia, dalla rabbia all’accettazione. Del resto è la vita.

Ho sempre pensato che il tè fosse un rito anche quando lo bevo davanti al pc nei pomeriggi invernali di lavoro. Non riesco a considerare la preparazione di una tazza di tè un’abitudine a cui non prestare attenzione. C’è dell’amore nei gesti che accompagnano gli elementi necessari per realizzare una bevanda che, come si legge in “Quattro tazze di tempesta” di Federica Brunini, “sveglia la passione, toglie la paura, abbraccia e porta la gioia”. Perché è questo che fa una tazza di tè.

Nel romanzo di Federica sono protagoniste 4 donne, 4 vite, 4 tazze di tè differenti. Si riuniscono per festeggiare il 40mo compleanno di Viola che da quando ha perso il marito per strane fatalità avverse si è rintanata nel suo tè-atelier nel Sud della Francia. Ed è li che somministra “sorsi di conforto e centilitri di speranza” a chi si trova a passare di li. E naturalmente lo fa anche con le sue amiche dal tempo del liceo. Donne che la vita ha travolto tal volta con generosità e tal volta con crudeltà e dolore.

Ma è cosi. La vita è trasformazione. Accettare il cambiamento aiuta a smorzare le tempeste. Perché si sa che la tempesta può essere una maledizione che ci porta giù o una salvezza che ci toglie da tempeste peggiori. “Vince chi non ha paura di perdere” afferma Chantal, la più spirituale del gruppo. E non avere paura è il vero segreto. Perché nella vita se non si vince si impara una lezione.

E allora si aprano le danze delle lezioni di vita. Quelle dell’amore, soprattutto.

Pagina dopo pagina la tempesta assume tutte le forme possibili: quelle dell’amore stantio, quelle di una donna rimasta vedova molto giovane, quelle dell’amore per un uomo più giovane, quelle dell’amore tra donne, quelle della frustrazione per il proprio corpo e quelle della troppa spiritualità che fa volare la mente. Ci sono tutte le sfaccettature della vita di noi donne in questo romanzo. Sarà che il giro di boa dei 40 anni porta sempre a fare bilanci, ma di fatto per le protagoniste le danze sono intense.

Illusioni, delusioni, rimpianti e rivincite. Le quattro ragazzine diventate donne si trovano a parlare di sogni realizzati e mancati. Non sono più le stesse di un tempo. E non saranno più le stesse nemmeno al termine del libro. Perché non c’è nulla di più vero della realtà che trasforma. In ogni caso.