Mi sono sempre chiesta perché alcune persone di successo arrivassero a togliersi la vita in modo diretto o indiretto. Pensate a quante storie di questo tipo ci ha restituito la cronaca: Elvis Presley, Ernest Hemingway, Janis Joplin e negli ultimi anni Robin Williams e Philip Seymour Hoffman. Sembra impossibile che persone che ci appaiono cosi felici arrivino a farsi del male a tal punto da provocarsi la morte. Che cosa succede nella loro mente? Ve lo siete mai chiesto? Questi personaggi sono famosi e infelici. Perchè?

Per anni ho creduto al proverbio “i soldi non fanno la felicità” e questa è diventata anche una mia forte credenza sul denaro. Di quelle che fai fatica a mandar via, soprattutto se leggi storie di chi ha i soldi ed è infelice, si fa del male con droga e alcool o sceglie di togliersi la vita. Sulle credenze nate dai proverbi popolari ho scritto anche un proverbi e modi di direche vi consiglio di leggere se ne siete stati influenzati anche voi.

Per quanto riguarda, invece, la felicità associata al denaro ho imparato, in questi anni di crescita personale, che la felicità , quella vera, va oltre ogni cosa. Che sia essa l’amore, il denaro, una relazione di amicizia, la soddisfazione. Anzi, la felicità è in realtà ciò che ci porta ad ottenere tutte queste cose meravigliose e a goderne. Quando la felicità è “sana” allora i risultati nella nostra vita sono strepitosi. Ma la cosa importante è riuscire ad apprezzare quello che si ha. Anche quando si crede di non avere nulla. Perché non è vero: abbiamo sempre qualcosa per cui essere grati e felici. (Ricordate il diario della gratitudine? Non perdete mai questa abitudine è una vera salvezza!).

Fermo restando che per successo si intende qualunque cosa ci faccia stare bene: famiglia, lavoro, amore, amicizie. Ognuno di noi ha i propri parametri di successo.

Mentre riflettevo, nei giorni scorsi, su ciò che relaziona la vita di persone di successo all’infelicità, sono capitata su una pagina del libro “Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario” di Anthony Robbins.

Dopo aver raccontato il dolore della vita di Elvis Presley e di come si sia lui stesso accompagnato alla morte facendo un uso spropositato di medicinali e cibo, Robbins scrive che tutte le persone che hanno raggiunto la fama senza felicità arrivando alla morte hanno avuto una cosa in comune.

A tutte loro era stata venduta una partita di merce con la scritta “Un giorno, qualcuno, in qualche modo, qualcosa…e poi sarai felice”. Ma quando raggiunsero il successo, quando arrivarono all’agiatezza e poterono vedere da vicino il sogno americano, scoprirono che la felicità ancora li eludeva. Cosi continuarono a inseguirla, tenendo a bada la sofferenza di vivere, bevendo, fumando, mangiando troppo, finchè non trovarono l’oblio che cercavano. Non riuscirono mai a scoprire la vera fonte della felicità.

E quindi? Cosa ci insegnano questi personaggi famosi e infelici?

Lo so che questi sono temi delicati da affrontare qui e non voglio addentrarmi troppo. Però queste storie mi hanno condotta a una riflessione importante. La vera fonte della felicità è già dentro di noi, qui e ora. Non è nelle cose che abbiamo raggiunto ma in quello che siamo oggi e in quello che desideriamo essere domani. Se attribuiamo la felicità a ciò che ci accade finiamo per non averne mai abbastanza.

Questi personaggi famosi di cui parla Anthony Robbins nel suo libro, non hanno mai saputo cosa volessero realmente. Per questo motivo cercavano la felicità “nelle alterazioni artificiali dell’umore”. Quello che possiamo definire piacere momentaneo trasformato in abitudine distruttiva.

Questo argomento cosi delicato mi ha dato modo di comprendere ancora più profondamente che la felicità risiede per prima cosa nel sapere chi siamo, dove siamo e dove vogliamo andare. E in questo dobbiamo essere necessariamente onesti con noi stessi.

Apprezzare quello che abbiamo oggi non significa accontentarsi e vivere mediocremente ma, piuttosto, significa avere quella dose di consapevolezza necessaria per sapere che sappiamo dove vogliamo arrivare, abbiamo gli strumenti per arrivarci, riusciamo a goderci il viaggio e ricordiamo sempre da dove siamo partiti.

Cosa ho fatto dopo queste mie riflessioni?

Ho preso il mio taccuino e mi sono fatta queste cinque semplici domande:

  1. Cosa ho raggiunto nella mia vita. Quanto sono diversa da 10 anni fa, per esempio?
  2. Cosa voglio davvero raggiungere nei prossimi anni? Dove voglio essere tra 10 anni?
  3. Perché voglio queste cose?
  4. Quali strumenti ho a disposizione oggi per arrivarci?
  5. Come mi sentirò quando le avrò ottenute?

Mi sono presa tutto il tempo necessario per rispondere e ho voluto essere totalmente sincera con me stessa. Niente menzogne, niente paure. Solo sincerità e autenticità. Soprattutto sul cosa voglio: una famiglia felice? Un lavoro che mi fa viaggiare? Una casa al mare? Un’azienda florida? Un matrimonio d’amore?

Consiglio anche a voi questo semplice esercizio: aiuta a fare chiarezza e vedere scritte su un taccuino quelle parole vi farà comprendere molto di più della vostra vita presente e dei vostri sogni. Non ponete alcun limite. Sognate in grande ma non createvi illusioni false: tipo desiderare la fama perché vi sembra una cosa fantastica e poi invece guardandovi dentro non lo vorreste. Oppure pensare che le macchine costose possano rendere la vostra vita unica. Guardatevi nel profondo.

Io, per esempio, pensavo di voler essere una giornalista televisiva alla Cesara Buonamici o Lilly Gruber. Poi ho capito che era l’idea, il mito della giornalista televisiva che mi affascinava. Ma dietro questo luccichio non c’era la mia vera essenza. Quella che poi, invece, ho trovato quando sono diventata onesta con me stessa.

Ora tocca a voi.

Prendetevi il tempo. Scrivete i vostri pensieri autentici e tornateci su ogni tanto. Per aggiungere e migliorare, magari. Quando vi sentite pronti fate un piccolo piano per raggiungere il vostro traguardo partendo dallo stato di felicità e consapevolezza che avete guadagnato oggi.

Che ne dite? Siete pronti?

Non sarà semplice, dovrete scavalcare muri molto alti. Però sarà un grande passo avanti verso la felicità.