Questo è il primo di una serie di post dedicati alla gratitudine. Una parola bellissima che racchiude significati profondi che vanno al di là di quel che possiamo immaginare. Quando ne ho scoperto le potenzialità, mi sono resa conto che non conoscevo minimamente il reale senso di gratitudine. Perché facevo l’errore di pensare che si limitasse al “grazie”. Non è cosi. Per me il grazie è molto importante. Sono cresciuta in una famiglia che lo ha sempre utilizzato e io e mio marito abbiamo trasferito questo valore a nostra figlia. Ma il grazie non è l’unica parola, per quanto sentita, che cela il senso di gratitudine.

Essere grati per qualcosa significa sentire dal più profondo di se stessi un’energia bella e carica di positività che trasferiamo a una situazione o una persona. Ho imparato a essere grata per le cose più semplici e apparentemente scontate. Mai prima di questo percorso avevo pensato di dover ringraziare perché ho sentito i raggi del sole sul mio viso. Oppure perché riesco a farmi una doccia calda ogni giorno. O perché non passa giorno che si riesca a mangiare. Scontato? No. Non lo è. E solo quando si percepisce il valore di queste semplici cose si può davvero sentire il senso di gratitudine.

E poi ho scoperto un’altra cosa. Ho imparato a essere grata per gli errori fatti, per i torti subiti, per le parole che mi hanno fatto male e per i momenti di difficoltà in genere. Una cosa folle, direte voi. Lo pensavo anche io. Come si può anche solo lontanamente dire grazie quando si riceve una bolletta da pagare? Beh, si può. Posso garantirvi che si può e che porta un beneficio fantastico alla propria vita e al proprio equilibrio personale. Secondo alcuni studi la gratitudine è un veicolo di benessere sociale. Porta benefici tra le relazioni quando stimola il riconoscimento e genera eventi positivi quando si apprezza quel che abbiamo anche se vogliamo cambiarlo.

Per farvi capire. “Odio il mio lavoro, voglio cambiarlo perchè non mi soddisfa” non porta lontano. Fa restare ancorati all’odio che si prova. Se invece ci diciamo “sono grata perchè ho un lavoro che mi fa guadagnare soldi ma mi pongo l’obiettivo di cambiarlo per migliorare me stessa”. Cambia totalmente, non credete? La prima frase porta energia negativa. La seconda da quasi serenità. L’intento è lo stesso.

Oggi, per esempio, ho detto grazie a una persona che mi ha fatto del male. Il mio grazie è riferito a quello che in ogni caso mi ha dato in passato, a quello che mi ha insegnato e a quello che abbiamo vissuto insieme. Mi sono sentita bene. Avevo bisogno di farlo al di là di quello che invece sta accadendo ora che abbiamo deciso di non collaborare più insieme. Sarebbe sbagliato buttare via il bello. Mi piace di più pensare che quello lo ricorderò più dei momenti brutti. E intanto ho imparato a lasciare andare una relazione non sana.

Ogni situazione ha sempre due possibili visioni: positiva e negativa. A noi scegliere da che parte stare. Dal momento che per me non è stato semplice arrivare a questo livello ma ne ho sentito un beneficio pazzesco, ho il desiderio di condividere con voi alcuni esercizi utili.

Siete pronti a vivere la gratitudine? Intanto sbirciate gli altri post sulla tema.


Cominciate subito il vostro viaggio nella gratitudine

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