Lucia Suriano è una donna straordinaria. Ho avuto la fortuna di incontrarla durante il Congresso Italiano di Yoga della Risata e ho avuto modo di apprezzare le cose meravigliose che fa. E’ una professoressa ma lo è in modo speciale. Perché lei, in classe, non la sentirete mai dire “smettila di ridere!”. Anzi, lei porta proprio la risata tra i banchi dei suoi alunni. E’ speciale per questo ma anche perché è madre di tre bambine. L’ultima arrivata, Adriana, è la protagonista insieme a Lucia di questa bella storia che ha voluto donarci. Io sono felice di ospitarla perché, lo so, nessuno di noi donne avrebbe mai potuto immaginare di ridere durante il travaglio. Eppure, è incredibilmente benefico.

Dal 28 novembre 2014 qualcosa di veramente importante è accaduta alla mia vita con il parto naturale avvenuto in casa dopo due cesarei.
Che cosa è cambiato?
La consapevolezza che corpo cuore e mente, se in sinergica comunicazione, sono imbattibili, sono capaci di creare realtà che non ti immagini.

In questo articolo voglio iniziare a dare risposte a tutti coloro che mi hanno chiesto se la risata sia stata presente nel mio viaggio verso la nascita naturale di Adriana.
La risposta è affermativa, ma merita delle importanti delucidazioni.
Prima di tutto non voglio creare falsi miti, ridere quando si prova fisicamente dolore è molto difficile, non impossibile ma difficile.

Non si tratta di ingannare la mente come avviene nel processo in cui portando il corpo a ridere, anche fingendo, la mente inizia a seguirlo; si tratta di ingannare contemporaneamente corpo e mente. Perché dico questo?
Perché quando, durante il travaglio attivo, le contrazioni si fanno molto intense il dolore è reale e mente e corpo lo percepiscono intensamente a tal punto che ci si sente travolti da questo dolore. La donna in quei momenti può scegliere se contrastare il dolore digrignando i denti, urlando e andando in apnea o accoglierlo e assecondarlo con dolcezza attraverso vocalizzi e respirazione profonda-diaframmatica.

In tutti i corsi di preparazione al parto ci si esercita con la respirazione e i vocalizzi proprio perché è ormai scientificamente provato che respirando ci si connette con il dolore, lo si accoglie in maniera positiva, perché quel dolore porterà la vita e quindi concedetemi l`ossimoro si tratta di un dolce-dolore.

Respirare e assecondare il dolore si, sorridere con gratitudine all`arrivo della contrazione mentre respiro è possibile e facilmente realizzabile, ma addirittura ridere fragorosamente durante la fase dilatatoria no. Non c’è niente da ridere, “fa male e basta!” dice il nostro cervello razionale, eppure è successo.

Durante la fase dilatatoria del mio travaglio, quando il dolore fisico si è fatto intenso e le contrazioni più ravvicinate, Rosaria, la mia ostetrica, mi ha ricordato il mio proposito di voler provare a ridere. In un primo momento sconvolta dalla stanchezza e concentrata sul dolore ho pensato: “non si può fare, qui non c`è niente da ridere!”; poi testarda come sono, senza pensare come fare o cosa fare, ho iniziato a vocalizzare una risata, andando contro me stessa ha… ha… ha… Un suono lento e debole… Espirando… Pazzesco… Difficilissimo col dolore che arrivava al cervello….poi…. Magia: è partita la risata incondizionata e l’espirazione profonda si è prolungata, accompagnata anche da un delicato movimento addominale che coccolava e aiutava Adriana a trovare la strada verso l’uscita.

Dopo il primo tentativo ce ne sono stati altri, ridere spostava la mia attenzione dal dolore, è stato come se riuscissi a staccare la presa della corrente, mantenendo la luce e non avvertendo la scossa.
Nel frattempo intorno a me anche mio marito e le ostetriche mi accompagnavano ridendo, grandi i neuroni specchio!
Dilatazione completa…grazie al respiro e alla risata.

Il seguito è andato come natura comanda e come solo lei sa fare, riconnettendoci al nostro essere “animali” che sanno partorire da sempre, perché da sempre per questo nasciamo.
Grazie a me per la testardaggine, a Fabrizio per avermi sempre sostenuta, a Rosaria per avermi ricordato e spronata a provare e a Eleonora (assistente ostetrica) per aver riso con noi pur sapendo molto poco.

Grazie al potere analgesico della risata.

Lucia Suriano
Laughter yoga Teacher