Una delle cose che ha fortemente influito sulla qualità delle mie giornate, sia sul lavoro che nella vita privata, è stato il digital detox. E’ diventato per me irrinunciabile quanto lo era un tempo lo smartphone. Bizzarro vero? Ma è l’effetto delle nuove abitudini che ci fanno un gran bene: all’inizio una gran fatica farle nostre, poi talmente benefiche da non poterne fare più a meno. Il digital detox, come la felicità o la gratitudine, è una scelta. Si sceglie di migliorare la nostra relazione con il digital per aumentare la produttività sul lavoro, riuscire a ritagliarci il famoso “tempo per noi” e alimentare lo stato di pura gioia. Come fare? I rituali, anche in questo caso, giocano un ruolo speciale.

Sui rituali vi racconto sempre tante cose perché sono una vera svolta. Decidere di allenare una nuova abitudine non è affatto facile ma se la inseriamo in un rituale consapevole allora possiamo far diventare tutto più semplice.
“Abbiamo bisogno di sostituire alcuni comportamenti con altri e per questo i rituali ci vengono in aiuto” scrive Alessio Carciofi, autore di Digital Detox. Focus & produttività per il manager nell’era delle distrazioni digitali. Un volume che ho personalmente divorato per quanto è interessante e ricco di ispirazioni e consigli. Un libro che nel titolo parla ai manager ma nelle pagine parla a chiunque. L’autore ha saputo rivolgersi davvero a tutti coloro che vorrebbero migliorare il proprio rapporto con gli strumenti digitali senza necessariamente chiudersi in una bolla di vetro.
Il digital detox – o digital felix come lo chiama Alessio Carciofi – è possibile anche restando nella nostra meravigliosa quotidianità ricca di impegni. Al bando gli estremismi e via libera alla consapevolezza che qualche ora al giorno lontano da smartphone e simili è più che una buona e sana abitudine.

Tra rituali consigliati da Alessio figurano quelli di inizio e fine giornata che restano sempre super potenzianti: alzarsi un’ora prima per dedicarsi alla propria ora sacra (quanto amo questa abitudine!), visualizzare la propria giornata in arrivo; non controllare la posta elettronica al mattino (efficace ma anche molto difficile, lo so), non andare a letto con lo smartphone, meditare.
Esistono poi dei rituali sul lavoro molto efficaci come ricordarsi la pausa, evitare di controllare i social media durante i pasti, lavorare disconnessi da ogni strumento, preferire il monotasking al multitasking , eliminare tutte le notifiche push dallo smartphone. Sono queste ultime a distrarci più di ogni altra cosa.
Mi piace però dare spazio in questo post a quelli che Alessio definisce i “rituali otium”, quelli del piacere e del relax per intenderci.

Come praticare digital detox creandosi del tempo libero:

  • Pianificare del tempo detox. Prendersi mezza giornata o addirittura una giornata intera nel corso della quale non mettere mano al pc o allo smartphone dovrebbe davvero diventare la nostra abitudine numero uno. Personalmente lo faccio e quando torno connessa la mia mente è straordinariamente focalizzata oltre che ricca di soluzioni e idee.
  • Camminata consapevole. Passeggiare nella natura è quanto di più ispirante ci possa essere. Durante questo rituale è molto efficace connettersi con il proprio stato di gratitudine per prestare attenzione ai singoli atti del camminare, al respiro, a ciò che abbiamo intorno a noi. Praticare il qui e ora.
  • Weekend creativo. O anche detto il momento dello “sporcarsi le mani”. Date ascolto alla vostra passione creativa e dedicatele del tempo: dipingete, fate giardinaggio, costruite qualcosa. Mettete in moto le mani.
  • Diario personale. Anche Alessio valuta il momento gratitudine come uno dei più efficaci per riconnettersi con se stessi. Questo rituale è dedicato a ciò per cui siamo grati a fine giornata.
  • Pianificare un weekend Detox. Serve staccare la spina. Un weekend in digital detox, secondo una ricerca condotta da un gruppo di neuro scienziati americani, influisce sulla nostra postura, sulla qualità del sonno e della memoria.
  • Annoiarsi. Smettiamola di riempire i momenti di attesa con lo smartphone. Possiamo anche restare fermi, in silenzio, ascoltare il nostro respiro, osservare il mondo. Questi momenti di apparente noia sono un toccasana per la nostra mente oltre che la miccia che accende un’ispirazione.

Il digital detox è davvero una cosa seria. Negli ultimi anni se ne parla molto e io sono grata a Alessio Carciofi per il lavoro straordinario che sta facendo. Perché ne abbiamo davvero bisogno. Io sono a favore della tecnologia perché ha decisamente migliorato la nostra esistenza e anche il nostro lavoro, ma l’abuso è sempre qualcosa di poco costruttivo. E questa in cui viviamo è, anche, l’era dell’abuso digitale.

Scegliere di dedicarsi del tempo in mood digital detox è scegliere di allenare la propria felicità.