Oggi è il terzo anniversario del mio diario della gratitudine. Si, 3 anni fa iniziavo con fatica, curiosità e dedizione a portare nella mia vita l’abitudine felice al diario della gratitudine. In questi 3 anni sono successe tante cose nella mia vita. Molte di queste meravigliosamente belle, altre faticose, altre ancora di grande lavoro. Tutte hanno trovato posto tra le pagine del mio diario portando a me stessa benefici incredibili.

Quando ho cominciato a tenere il mio diario della gratitudine ero in una fase della vita in cui faticavo a vedere le cose positive della mia realtà. Avevo iniziato un percorso di crescita personale come racconto spesso, stavo cominciando a sintonizzarmi con la gratitudine ma ancora mancava qualcosa. Il diario ha certamente colmato quel vuoto.

Mentre tenevo il mio diario ho scoperto grandi cose sulla gratitudine e su come alcune persone che personalmente stimo alimentassero il potere della gratitudine. Ne parla Arianna Huffington nel suo libro “Cambiare passo” e ne parla spesso anche Oprah Winfrey in “Tutto ciò che conta”. Non mancano anche diversi video di Anthony Robbins su questo tema e il mio mentore Richard Romagnoli ne condivide spesso il senso durante i suoi corsi e i suoi speech. La gratitudine ci fa bene e il diario della gratitudine ci aiuta a restare connessi con questo straordinario stato d’animo.

Su come iniziare un diario della gratitudine ho già scritto un articolo con un video dedicato, qui vorrei condividere con voi le cose che ho imparato in questi anni.

Il diario della gratitudine può non essere quotidiano. L’effetto quotidiano del diario è legato all’idea di disciplina. Avere ogni giorno il nostro momento di gratitudine aiuta a connettersi con i pensieri positivi della nostra mente. Ma se non riuscite a prendervi del tempo ogni giorno fatelo almeno 3-4 volte a settimana. E’ sempre meglio del non fare nulla. Siate flessibili con le vostre nuove abitudini.

Sentitevi liberi di scrivere ciò che volete. A volte vi troverete a essere molto prolissi, altre volte sarete brevi e concisi. Scrivere è la cosa più importante: quanto e quanto spesso sono dati significativi ma non fondamentali all’inizio.

Nessuno leggerà il vostro diario. Realizzare che il diario è personale aiuta a sentirsi più liberi di condividere e scrivere ciò che proviamo. Non temete. Nessuno vi chiederà mai di leggere il vostro diario.

21GiorniDiarioDellaGratitudine

Quando siete scarichi o tristi il diario è il vostro migliore amico. Come dico anche durante il corso 21 Giorni di Diario della Gratitudine, questo taccuino così prezioso è un amico importante nei momenti di crisi. Rileggere le cose belle della propria vita ci fa stare bene, ci riconnette con la realtà e ci aiuta a ridimensionare i problemi o, quanto meno, a focalizzarci sul  bello.

Anche solo la sua presenza è importante. Una delle cose che invito a fare quando si comincia a tenere un diario della gratitudine è di personalizzarlo. Questo perché diventa nostro ma, soprattutto, perché cosi diventa riconoscibile. Anche solo guardarlo attiva immediatamente nella nostra mente la chimica della felicità.

E ora la domanda che mi fanno spesso: il diario della gratitudine è un miracolo?

Diciamo che in qualche modo è una vera magia. Il suo grande potere è quello di aprire la nostra mente, portarci a osservare ciò che avevamo smesso di notare e a sintonizzarci sul lato bello delle cose. Ci obbliga a vedere positivo? No, ci invita a guardare il disegno più grande.

Il diario della gratitudine mi ha cambiato la vita. Per questo ho scelto di donare questa tecnica a quante più persone possibili. Essere felici si può e il diario ci aiuta.

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