newyorkfao-shwarz
Siete mai entrati da Fao Schwarz a New York? Io si e non ne volevo più uscire. Varcando quella magica soglia tutto cambia: non c’è età, nazionalità o professione che tenga: si torna bambini. Un sorriso indelebile si stampa sul viso e lo sguardo si apre a giochi e pupazzi di ogni genere. Dopo una visita a Fao Schwarz la giornata diventa diversa, non c’è storia. Se ci siete stati sapete di cosa parlo, se ancora non avete avuto il piacere fatevi invogliare dalla penna del nostro Lino Vuotto.

Con il passare degli anni erano diventati abitudinari. Un po’ come tutti. Serate a casa, tv, qualche trasferta al mare o in montagna, ma poi una volta lì, precisi dentro casa. A loro va bene così e chi li conosce evita di invitarli per non creare imbarazzo. A chi non è capitato?

A loro va bene così, è la loro vita e a stento ricordano il perché dei loro nomignoli, Monkey e Hyppo, a cui non rinuncerebbero per niente al mondo. Già, ma quando, dove? Eppure ci sono affezionati. Sono Monkey e Hyppo. Già. M&H. Al contrario, rispetto a… Fico!

Stasera sono davanti alla tv. “Cosa danno?” “Porta a Porta” “No!”; “Il meglio di…” “Un Film?” “Big” “Chi?” “Big, con Tom Hanks”. “Meglio del resto”.

Il destino si affaccia all’improvviso e ti chiama anche se non te ne accorgi. Big non è il meglio di Tom Hanks ma… Capita che a un certo punto Tom si mette a saltare su una tastiera. E’ per terra. E suona con i piedi. E alla fine tutti applaudono. M&H si guardano. Note, applausi, loro sotto, gli altri sopra. Memoria del passato. “Voglio andare a vedere” “Hai ragione, partiamo subito”.

M&H sono a New York. Imboccano decisi la Quinta e vanno veloci verso Fao Schwarz. La scena di Big ha acceso qualcosa. Siamo al confine con Central Park, ma ora non conta niente. Si buttano dentro. A bocca aperta si guardano intorno. Giochi e giochi. Ma lo sguardo è in alto. Note. Piano. Applausi. Corrono. Salgono. Spettacolo questo posto. Ma dobbiamo arrivare su. Eccola. Note. Applausi. “Ricordi”? “Ricordo”. Scendono. Giochi, bambole, tutto! Poi al piano terra guardano e vedono. Capiscono e si riconoscono. Pupazzi di pezza di tutte le forme e dimensioni. “Arriviamo da un posto bellissimo” “Sì” “Siamo fortunati” “Sì” “Possiamo tornare nel bellissimo posto dove siamo cresciuti”.

Monkey e Hyppo sono i nostri coinquilini. Sono entrati in casa Monkey da 11 anni, Hyppo da 8. Arrivano da zia Lina e arrivano da Fao Schwarz. Due regali bellissimi per i nostri figli. Sono due pupazzi, sono due inquilini di casa. Tutti e due hanno conquistato il cuore di Ilaria e Matteo e non si sono mai più smossi dal loro letto. Un’alchimia misteriosa. Ma Fao Schwarz è così. Se esiste da 150 anni ci sarà un motivo. Ti mostra 150 anni di giochi. Tutti messi in bella mostra. Sulla Quinta prima che inizi Central Park.

Un consiglio, se posso permettermi. Usciti da Fao tuffatevi subito in Central Park. E’ bellissimo sempre, ma così la vedrete con gli occhi del bambino e vi assicuro che cambia colore. Ho visto adulti imitare gli scoiattoli e farsi fotografare abbracciati alla statua del cane Balto. E scusate se è poco.
di Lino Vuotto