Provare e poi fallire non è affatto una cosa simpatica. Ci sentiamo feriti, dispiaciuti e a volte arrabbiati. Il vero problema è che quando accade un fallimento ci buttiamo giù e perdiamo la voglia di provarci ancora. Ma se solo riuscissimo a celebrare il fallimento considerandolo come un passo verso un eventuale successo potremmo continuare a metterci forza. Potremmo continuare a provare e, probabilmente, raggiungere i risultati sperati. Resilienza e perseveranza: queste sono le due parole chiavi che ruotano intorno a questa riflessione.

Sono numerose le ricerche che dimostrano come proprio queste due qualità – perseverare ed essere resilienti – siano determinanti per il successo delle persone. Sono quelle che ci portano a  raggiungere i traguardi che ci prefiggiamo.

In queste settimane si parla molto di una storia che mi ha affascinata. Il protagonista è Andrea Visconti, un imprenditore che ha fallito. La cosa che ha conquistato i media è che Andrea ha saputo come celebrare il proprio fallimento e, soprattutto, come trasferire ai propri figli il valore positivo di un’esperienza come questa.

Andrea ha creato una favola che racconta la sua storia. Lo ha fatto usando il linguaggio dei bambini e donando una lezione di vita di quelle che ti cambiano la percezione del mondo. Celebrare il fallimento perché comunque abbiamo fatto un viaggio e abbiamo imparato qualcosa. Il fallimento non viene proposto con la sua accezione negativa ma piuttosto come un’esperienza utile per rafforzarsi e ripartire. Ecco qua: resilienza e perseveranza.

Il video di Andrea ha fatto nascere in me l’esigenza di questo post. Perché troppo spesso sento di persone che vengono abbattute dal proprio fallimento e questo mi dispiace molto. Perché in ognuno di noi esiste la forza necessaria per rialzarsi e fare molto meglio.

Anche io ho fallito. E’ accaduto diverse volte nel mio percorso di studi e professionale. E anche io ci sono stata male, mi sono sentita triste, ho provato dolore. Non ho saputo rialzarmi presto le prime volte. Ho pensato anche di non volerci riprovare. Con il tempo ho imparato che smettere di provarci è fare del male a noi stessi per prima cosa. E cosi eccomi qui, pronta ad accogliere ciò che accadrà. Successi e cadute. Perché ho deciso che la parola fallimento non entra più nel mio vocabolario.

Come si coltivano resilienza e perseveranza?

Riconosci il valore di queste due qualità per la tua crescita personale a ogni livello.

Sii consapevole della tua reazione al fallimento. Cosa provoca in te questo tipo di esperienza? Cosa succede quando ti rendi conto che sei caduto? Forse getti per aria tutto – e non metaforicamente – oppure cominci un dialogo negativo con te stesso dicendoti che non sarai mai capace di fare nulla? E’ importante consapevolizzare la tua reazione per poter costruire un piano resiliente.


Decidi come vuoi reagire.
Prendi atto di ciò che accade e guida la tua reazione. Arrivi sempre tardi alla consegna di un progetto? Respira e accetta il tuo ritardo invece di prendertela con te stesso. Fallisci in un sogno? Prenditi tempo per te e condividi la tua esperienza con un mentore o un amico. La cosa importante è alimentare una nuova abitudine che vada a sovrapporsi alla precedente.

Trova il tuo mantra
che puoi utilizzare per fermare il flusso negativo dei pensieri. Puoi crearlo tu o ispirarti a qualche autore o personaggio che ami e segui. Sul mio profilo Instagram trovi diverse citazioni. Nel momento in cui caschi, comincia a ripetere il tuo mantra, scrivilo e portalo sempre con te. Devi potervi accedere in ogni momento della tua giornata.

Sposta l’attenzione sui tuoi progressi. Cosa hai imparato dall’esperienza? Chi hai conosciuto? Quali nuove conoscenze ti appartengono ora? I tuoi successi possono essere più forti. Dipende da te.

Il fallimento è un’esperienza che rafforza le nostre capacità  e ogni volta le rende più numerose. Si impara lungo il percorso e si diventa una persona più forte e pronta alla prossima avventura.

E’ un po’ come quando cadi da cavallo e ti dicono di risalirci immediatamente. Se sei caduto dal tuo sogno, rialzati e ricomincia. Magari da dove hai lasciato. O forse guardando altrove. Ma in ogni caso non riparti mai da dove sei partito la prima volta. Qualcosa è cambiato a più livelli.

Cosa scegli di portare con te?