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Gratitudine

Give Back: restituire valore a beneficio della comunità

È nato tutto da una promessa fatta a se stessi: «tutto ciò che ci è stato donato lo doneremo a nostra volta». Marco e Alessandro Florio, due giovani imprenditori veronesi, hanno unito la determinazione al cuore, la certezza che la crisi fosse un’opportunità al desiderio di onorare il percorso fatto dal nonno. Idrowash, la loro azienda, è partita cosi: da una consapevole gratitudine.

Il passato da ricordare

Spesso ci sentiamo dire che è importante restare nel presente per poter costruire il nostro futuro e altrettanto spesso ci viene detto che non dobbiamo rimanere ancorati al passato. Due affermazioni che io stessa pronuncio e che nascono dalla nostra necessità di maggiore consapevolezza. Il nostro passato è accaduto, non esiste più. Questo è vero. Ma quello che resta indelebile sono le emozioni che abbiamo provato e che si attivano ogni volta che torniamo a quel ricordo. Voglio raccontarvi una storia che amo condividere con chi partecipa ai miei eventi live in giro per l’Italia e che custodisco come un tesoro prezioso. Una storia di grande insegnamento tratta da un semplice momento di quotidianità.

Gratitudine e leadership: una potente combinazione

La gratitudine ci procura uno stato di benessere profondo e ci consente di vedere il bello della realtà senza perdere di  vista il contatto con la stessa. Si può vivere in uno stato di gratitudine ogni attimo della propria vita scegliendo di inserire tra le proprie abitudini anche pratiche e strumenti concreti. In questo modo è possibile ancorare sentimenti positivi sia nel corpo che nella mente.

Cosa ho imparato dagli adolescenti

In questo 2017 ho avuto una grande opportunità: relazionarmi con gli adolescenti in tema di gratitudine e giornalismo. Vi confesso che prima di iniziare questo percorso di esplorazione dell’età teen ero fortemente a disagio. Come ci si relaziona con un adolescente? Era questa la domanda costante nella mia mente. Una domanda che nasceva certamente da alcune credenze che ho visto crollare dopo la prima ora di confronto con loro. Alla fine di questo anno posso dire che gli adolescenti che ho incontrato sono stati grandi maestri per me.

Come la gratitudine modifica il nostro cervello. Un nuovo studio

La gratitudine ci fa stare bene. Questa affermazione ha trovato conferma in diversi studi scientifici effettuati negli ultimi 20 anni. Ma perché? Questa domanda è stata oggetto di nuovi studi effettuati da un gruppo di ricercatori dell’Indiana University guidati da Joel Wong e Joshua Brown. Il loro obiettivo, in questo nuovo studio, è stato quello di comprendere come la gratitudine modifica il nostro cervello.

La gratitudine costruisce un ponte verso gli altri

Sin da quando iniziamo a parlare, una delle prime cose che la nostra famiglia ci insegna è dire “grazie”. Questa abitudine alle buone maniere è inconsapevole e spesso non è vissuta come uno strumento per allenare la propria felicità. Crescendo manteniamo il nostro grazie, lo alimentiamo e – a tratti – lo rendiamo più consapevole. Ma non basta. Recenti studi condotti tra gli altri da Sara Algoe, psicologa e docente dell’Università del North Carolina, mostrano come sia fondamentale aggiungere il Tu al nostro grazie.

Gratitudine e adolescenti: un legame possibile

«Cara Assunta, vorrei coinvolgere mio figlio adolescente in un percorso di gratitudine». Numerose sono le mail che ricevo da parte di genitori desiderosi di passare ai propri figli l’abitudine alla gratitudine. Quando incontro una mamma o un papà che mi guardano dritto negli occhi e mi dicono: «aiutami a fargli scoprire la gratitudine» sento sempre un forte tuffo al cuore. Perché gli adolescenti ci appaiono incomprensibili, complicati e poco collaborativi. In realtà sono anime in trasformazione che hanno solo necessità di essere ascoltate. Esiste un modo diverso per aprirsi ai ragazzi? E per creare un legame tra gratitudine e adolescenti? Esiste.

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