Categoria: Storie di vita

Regali inattesi – di Lino Vuotto

Il  venerdì da queste parti non è tale se non porta la firma di Lino Vuotto. Anche oggi – che sono in Sardegna a godermi una settimana di relax con la mia famiglia e degli amici intervallato da qualche ora di lavoro notturno – Lino c’è. E vi dirò di più: a proposito di regali inattesi lui questa sera me ne ha fatto uno. Abbiamo cenato in un agriturismo sardo consigliatomi proprio da Lino. Ne approfitto per dirgli grazie pubblicamente per la cena a Sa Burgia di Villasimius. Ma questa è un’altra storia. In questo post si parla sempre di New York… e di regali inattesi. I piccoli gesti riescono ad avere un enorme potere naturale. Un regalo inatteso, un complimento spontaneo sono capaci di provocare emozioni alle volte indimenticabili anche senza cambiare il mondo. Brian Emerick non ha fatto nulla di straordinario. Un piccolo video (facile, lui è filmaker), 2 minuti e mezzo con 150 foto, una ogni secondo. Il suo omaggio, il suo atto d’amore verso new York dove ha trascorso 12 giorni di vacanza. Lo ha messo in rete e la rete lo ha premiato, il video ha fatto il giro del mondo ed ha conquistato anche la home dell’Huffington Post; che lo ha ringraziato a nome dei newyorchesi. Le immagini, le foto, hanno un grande potere. Per chi le guarda e per chi le fa....

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Gloria Vanni e il piacere della condivisione

Io e Gloria bazzichiamo più o meno lo stesso settore da diversi anni. Forse ci siamo anche incontrate in diverse occasioni: non viaggi, me ne sarei ricordata, ma serate si. Ma il nostro vero incontro è stata la rete: si, proprio quella cosi effimera, cosi poco concreta – secondo alcuni – cosi apparentemente futile. Lei si è imbattuta nel mio blog e mi ha invitata a scrivere un guest post. Cosi io ho scoperto il suo LessIsSexy.com trovandolo originale, puro, semplice ma con molta sostanza. E cosi ci siamo scritte, ho ricambiato l’invito qui, ci siamo parlate anche al telefono. Una lunga telefonata in cui ci siamo dette molto: quanto è cambiato il nostro lavoro di giornaliste tradizionale, la passione per i nostri rispettivi blog, le opportunità della rete e la bellezza della condivisione. Ecco, quest’ultimo concetto ci accomuna molto. E quindi…potrebbe anche accadere che nasca un progetto insieme. Di sicuro cominciamo con il dirci “io ci sono per te!”. Il resto lo vedremo. «Di che segno sei?». A questa domanda la mia risposta è: «Bastarda!». Le reazioni sono tra il divertito e lo stupito. È vero, sono bastarda perché sono nata a cavallo tra un segno e l’altro. Si dice in cuspide, per l’esattezza il Solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno. È altrettanto vero che possiedo le caratteristiche di due segni, un po’ dell’uno e un po’...

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Quella magica scoperta di Strand Bookstore – di Lino Vuotto

E se poi Lino mi associa New York e libri, beh, io non resisto. Mi commuovo, leggo tutto d’un fiato e sorrido. Ammetto che questa volta ho anche scoperto un luogo della Big Apple che non ho mai visitato… quindi tocca organizzarsi. Grazie Lino per questo viaggio, come sempre meraviglioso. Quando le parole mi travolgono riescono a scatenare ricordi che spesso sembravano spariti in un’altra galassia. Ma le parole sono anche libri e i libri per me sono sacri. Vorrei raccontarvi di un posto magico che avevo trascurato per alcuni anni e che l’altro giorno è tornato nella mia mente con tutto il suo fascino e mistero. La prima preoccupazione è che fosse scomparso nelle nebbie; niente di più normale in un mondo global che divora e in una città che cambia e reinventa tutto. E invece subito scopro che è appena stato la sede di un convegno sul futuro dei libri nell’era di tutto online. Da Strand Bookstore, incrocio della 12esima e di Broadway (sì quella via storta, l’unica a New York, dal nome magico), ci credono ancora ai libri. Resistono dal 1927, sapete quelle classiche cose di padre in figlio eccetera, dove la parola passione è impressa negli occhi, ovviamente senza dimenticare il business. Siamo nella Grande Mela, siamo in America. Da Strand Bookstore ci sono 18 miglia di libri, è il loro claim. 28 chilometri di...

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Marta Casarini: “quella luce che abbiamo dentro si chiama felicità”

La ricetta della felicità? “E’ dentro di noi” mi ha risposto Marta Casarini la prima volta che l’ho incontrata alla presentazione del suo secondo libro “Anita friggeva d’amore” raccontato con l’arte teatrale dei NOMADIdiPAROLE. Una risposta semplice e meravigliosamente vera. Marta, lo sapete già, mi ha conquistata e l’invito a scrivere un post per questo blog è stata la cosa più naturale che potessi fare. La cosa bella sapete quale è? Non solo lei mi ha detto subito si, a distanza di pochi giorni eccolo qua…il post di Marta. E qui, ragazzi miei, c’è tutto: il suo stile di scrittura molto ricca ed efficace, le emozioni di una ragazza che ha trovato la sua ricetta della felicità, la semplicità di chi sta avendo un buon successo di pubblico. Marta è tutta qui…godetevi questo post… E’ diversa per ogni persona. C’è chi dice che si trovi nelle piccole cose, ma cosa sono le piccole cose? Ciò che per me è piccolo per un altro può essere enorme. La felicità è relativa. Spesso non riusciamo a capire cosa sia, eppure tutti abbiamo una nostra idea di felicità. Per me, la felicità a volte è il pelo morbido del mio gatto, e il modo che ha di salutarmi quando non sto bene, con una pressione leggera della testolina sulla mia mano abbandonata sul letto. Altre volte è attraversare la strada e raggiungere...

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Il dono di Ilaria e l’orgoglio di un papà che sogna New York – Di Lino Vuotto

Ancora New York, guarda caso. Lino e Big Apple sono una cosa sola e ormai lo avrete capito anche voi. Questa volta però c’è anche Ilaria, quinta elementare appena terminata. Quando canta incanta e quando suona il pianoforte lascia senza parole. Lei è cosi e il suo papà ne è orgoglioso. Avrebbe tanto voluto portarla a New York, sulla Quinta… ma accadrà Lino, so che accadrà. E allora sarà un momento speciale. L’altro giorno Ilaria ha finito la quinta elementare e l’anno prossimo andrà alle medie. Farà la sezione musicale, lei ha questo dono e io glielo invidio molto: ho provato anni fa a mettere mano a una chitarra ma le note per me sono geroglifici o poco più. Ilaria quando canta incanta e la prima volta che si è messa davanti a un pianoforte ha iniziato a suonare. Riconosce le note e le mette insieme. Senza scuola. Senza insegnamenti. Sono così i doni naturali e da settembre avrà modo di coltivarli. Avrei voluto farle un bel regalo per la fine delle elementari e sono sicuro che l’avrebbe lasciata senza fiato. Ha lasciato senza fiato me al solo saperlo. È una cosa bellissima e succede a New York, guarda caso. Quella città che Ilaria sente sempre nominare da suo papà e dove prima o poi arriverà anche lei che per ora la sogna soltanto. Avete presente la cow parade?...

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GRATITUDINE

“Dire, Fare…Ringraziare”

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