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Storie di vita

Vision: da una caverna a un alloggio di lusso

La vision è quell’esperienza che ha la capacità di accompagnarti da una caverna a un alloggio di lusso. Sono stata ispirata a questa analogia dalla storia di Alexis Lamoreux, un giovane 23enne che vive nella Loira e che dopo alcuni anni di lavoro in un bar è rimasto disoccupato insieme alla sua fidanzata. La vision è ciò che l’ha salvato.

Quale attività puoi fare in modo differente?

Uscire dagli schemi è forse la cosa che ci viene più difficile fare. Eppure è anche ciò che ci da maggiori soddisfazioni. Quando usciamo dagli schemi, dalla nostra zona di confort cosi ben arredata, riusciamo a scoprire che “si può fare anche in un altro modo”. Ma la cosa fantastica è un’altra: ciò che facciamo diventa più potente, più forte. E’ cosi che si gettano i semi del cambiamento, della possibilità, della nuova visione delle cose.

Una gentilezza pazzesca

“Scusate, non vorrei disturbare, chiedo scusa, ma vi prego di rispettare la nostra cultura, non vorrei essere scortese, vi chiedo solo di rispettare l’abbigliamento, per favore indossate maglie più lunghe.”
Sapevamo che noi donne ci saremmo dovute coprire: velo, maglia maniche lunghe e maglie larghe cosi da coprire le forme fino al ginocchio. Aveva ragione, la maglia non era abbastanza lunga.

A Pordenone l’azienda che sceglie la fiducia e abolisce gli orari di lavoro

Poter lavorare gestendo il proprio tempo. E’ un sogno di tanti ma una realtà di pochi. Forse servivano gli esempi e ora ne abbiamo. In Italia la Graphistudio di Arba, in provincia di Pordenone, ha fatto questa scelta. I suoi 200 dipendenti (età media 28 anni!) si gestiscono gli orari senza alcuna imposizione da parte dell’azienda. Che cos’è questo se non un grande esempio di fiducia?

A Milano la prima Fondazione Empatia d’Italia

Milano sorprende e conquista. Va contro gli stereotipi e accoglie una nuova realtà meravigliosa: la Fondazione Empatia. E’ la prima in Italia e la seconda in Europa dopo l’Empathy Museum di Londra. Un evento, questo, che mi ha spinto ad alcune riflessioni sul valore dell’empatia.

L’albero della felicità: una giostra per disabili

Mi sono sempre chiesta perché i bambini e gli adolescenti disabili non potessero godere dell’esperienza di salire su una giostra come ogni altro coetaneo. Me lo sono chiesta la prima volta quando a un parco divertimenti ho notato una famiglia con 3 figli di cui uno disabile che restava a guadare – con gioia s’intende – i fratelli che si divertivano su un’attrazione. L’ho trovato ingiusto. Ricordo di aver sorriso a questo ragazzo e ricordo la sua voce “visto come si divertono? Sono i miei fratellini”. Lui aveva uno sguardo sereno ma per me è stato un tuffo al cuore. Perché non esisteva nessuna giostra per disabili?

Da Fao Schwarz si dimentica la propria età – di Lino Vuotto

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Siete mai entrati da Fao Schwarz a New York? Io si e non ne volevo più uscire. Varcando quella magica soglia tutto cambia: non c’è età, nazionalità o professione che tenga: si torna bambini. Un sorriso indelebile si stampa sul viso e lo sguardo si apre a giochi e pupazzi di ogni genere. Dopo una visita a Fao Schwarz la giornata diventa diversa, non c’è storia. Se ci siete stati sapete di cosa parlo, se ancora non avete avuto il piacere fatevi invogliare dalla penna del nostro Lino Vuotto.

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