Categoria: ispirati

Il caso, nel mio mondo, non esiste

“Che coincidenza”, “E’ stato il destino”, “E’ un caso che ti abbia incontrato”…no, nel mio mondo queste frasi non esistono. Il caso, le coincidenze, il destino: niente di tutto questo esiste. La vita la costruiamo noi, attimo dopo attimo. Questo significa solo una cosa: quanto accade è frutto di quanto abbiamo dentro di noi. Le persone che incontriamo le cerchiamo. Guardatevi attorno in questo istante. Osservate gli oggetti che vi circondano, pensate al vostro lavoro, agli amici che vi stanno vicino, spostate la mente sulle persone che amate, sulle persone che avete incontrato e che “non l’avreste mai detto”. Ora guardatevi allo specchio: eccolo li l’artefice di tutto. Voi, solo e unicamente voi. In passato anche io ero vittima di frasi del tipo “il destino vuole”, oggi posso dire di aver raggiunto un’altra filosofia di vita: non è il destino che vuole ma sono io stessa. Non è lui che mi dice di scegliere quel lavoro o di trovarmi quella sera in quel posto a quell’ora dove incontro una persona che enterà nella mia vita, non è nemmeno lui che mi dice di fare una certa esperienza in un dato momento e tantomeno è lui che mi fa restare in situazioni che non amo e non mi fanno stare bene. Il destino è un’invenzione di chi non vuole assumersi la propria responsabilità. Gli altri dicono “ho voluto questo”. Ho...

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Cervello: le esperienze stimolano la crescita dei neuroni

Quando si dice “è tutta esperienza” si fa un’affermazione di un valore incredibile. Sapete cosa vuol dire inserirsi in esperienze sempre nuove? Stimolare la crescita dei neuroni del cervello. Insomma, diciamo che ne valeva la pena prima figuriamoci ora che sappiamo di questa nuova scoperta scientifica coordinata da Julia Freund del Politecnico di Dresda. Ogni volta che ci buttiamo a capofitto in una nuova esperienza diamo energia vitale al nostro cervello e di conseguenza al fisico tutto. Provate a immaginare alla carica e all’adrenalina che vi sale ogni volta che siete impegnati in un nuovo progetto di lavoro, in un amore ai suoi albori, in un’avventura di qualsiasi natura o anche in un viaggio. Questi sono stimoli positivi che arrivano al cervello. Ovviamente se riuscite a vivere queste esperienze senza caricarle di ansia, stress e paure. Altrimenti non è energia positiva quella che raccogliete, anzi… Quindi, come è accaduto ai topolini della ricerca – che hanno sviluppato due personalità differenti dopo aver fatto esperienze diverse in un ambiente ricco di stimoli – anche nel nostro cervello umano possono nascere nuovi neuroni che contribuiscono a promuovere individualità diverse. Accade anche con i gemelli che, pensateci, a volte sviluppano personalità davvero opposte. Sono le esperienze in cui si imbattono. Vivete le esperienze che la vita vi offre. Sono opportunità, a volte possono risolversi in nulla ma di sicuro hanno insegnato qualcosa,...

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Intervista a Giovanna Cugnetto, finalista di Best Jobs of the World

Sportiva, avventurosa, pronta a godere dell’adrenalina pura: lei è Giovanna Cugnetto, una degli italiani finalisti del contest Best Jobs in the World indetto dall’Australia. Dopo aver pubblicato ieri l’intervista di Valerio Cozzi eccoci con un’altra protagonista il cui sogno è lo stesso: diventare custode di Kangaroo Island. Giovanna è di Ivrea è compie 28 anni il prossimo 23 maggio! Tu vivi già in Australia, da quanto? L’idea di espatriare e venire a vivere in Australia è stata maturata verso dicembre 2011 quando, poco soddisfatta della mia crescita professionale e visto il blocco di crescita economica che stava calando sull’Europa ed in particolare sull’Italia, ho deciso di approfittare del momento di stallo professionale ed espatriare temporaneamente all’estero. Volevo fare un’esperienza nuova, diversa e particolare, ampliare i miei orizzonti e creare nuove opportunità lavorative per il mio futuro! In questa avventura mi ha seguito anche il mio ragazzo, che come me, non vedeva l’ora di scoprire posti nuovi, staccare dalla routine oppressante del lavoro impiegatizio e ovviamente approfittarne per migliorare ulteriormente il livello di inglese. Lo scorso Ottobre siamo arrivati a Sydney con un Working Holiday Visa della durata di un anno e ci siamo subito dati da fare per integrarci nella società australiana, avvicinandoci il più possibile agli usi, costumi e alla mentalità cosi diversa rispetto all’Italia! Devo ammettere che il primo mese è stato difficile… tutto nuovo, una città...

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Intervista a Valerio Cozzi, finalista di Best Jobs of the World

Ve lo avevo promesso che avrei ospitato qui qualcuno dei cinque candidati italiani per il contest Best Jobs of the World dell’Australia. Valerio Cozzi vive già in Australia, quindi la sua scelta l’ha fatta tempo fa, e sogna di diventare custode di Kangaroo Island. Gli ho scritto una mail e lui carinamente ha subito risposto raccontandomi un pò di sè. Godetevi l’intervista. Perché hai scelto l’Australia? Quando ho scelto di partire avevo due mete in testa: l’Australia e il Canada. Sapevo che entrambe le nazioni offrivano il Working Holiday Visa e le voci che circolavano erano che c’erano molte opportunità lavorative. Ho preferito l’Australia principalmente perché a Melbourne ho il supporto dei parenti; inoltre il clima australiano è decisamente più mite di quello canadese! Vivendo li ti sei reso conto di maggiori opportunità rispetto all’Italia? Come si vive? L’Australia offre molte opportunità se parliamo di lavoro non specializzato. Le paghe sono commisurate al costo della vita e con qualche accortezza si possono mettere da parte anche un po’ di soldi. Ma se si vuole lavorare in un settore specifico, con tanto di titoli di studio, bisogna sincerarsi che ci sia forte domanda per tale o tal altra figura professionale. Io sono arrivato con una laurea magistrale in Archeologia, ma qui non c’è alcuna richiesta di archeologi, per cui mi sono dovuto rimboccare le maniche lavorando come lavapiatti, fundraiser, scaffalista,...

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Felicità: un’App ci dice a che livello siamo

Una cosa ho capito nei giorni scorsi: esiste un’App per qualunque cosa. Difficile oggi inventarsi qualcosa di nuovo ma non impossibile. Soprattutto se si pensa che qualcuno è riuscito a immaginarsi di creare un’applicazione per misurare il livello di felicità. E ci è anche riuscito! Smartphone alla mano e il gioco è fatto. Come se non lo tenessimo già in mano abbastanza, ma tant’è…sono i tempi social in cui viviamo. L’applicazione, nemmeno a dirlo, è nata negli Stati Uniti grazie al genio di un team dell’università del Vermont e della Mitre Corporation. Si chiama Hedonometer ed è stata messa a punto con un lavoro di anni. In pratica il programma – che legge istantaneamente milioni di tweet – tiene monitorato il livello di felicità ogni 24 ore verificando cambiamenti di umore. Come accade? Le parole sono state catalogate in una scala che va da un livello positivo a uno negativo, il tutto sempre in relazione alla localizzazione geografica per tenere conto anche degli accadimenti in ogni luogo del mondo. Inizialmente l’idea era quella di vedere quali erano le città americane più felici poi lo strumento è stato trasformato in qualcosa di diverso che attinge alla “valenza psicologica” costituita da circa 10mila parole. Oggi si utilizza Twitter ma presto verranno utilizzati anche i flussi di parole ricavate da Google, dai testi del New York Times e dai servizi della Cnn....

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GRATITUDINE

“Dire, Fare…Ringraziare”

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