Categoria: ispirati

Start up: Come4.org, il porno benefico

Non sono impazzita, non temete. Provate per un attimo a mettere da parte i pregiudizi sul mondo del porno e leggete con attenzione. Un sito porno che fa beneficenza. Ditemi che non si tratta di un’idea geniale. Ho scoperto l’esistenza di Come4.org preparando il mio articolo sul fondatore di YouPorn per il numero di Millionaire di febbraio in edicola in questi giorni. La start up in questione è totalmente made in Italy. Riccardo Zilli e Marco Annoni, rispettivamente imprenditore del web e ricercatore di bioetica, sono le due menti che hanno pensato di unire il porno alla beneficenza. Come4.org, ha detta loro, è nato come un gioco da una riflessione sui meccanismi della rete. Come potete leggere sull’intervista rilasciata per Millionare i due raccontano che «la prima intuizione risale a circa due anni fa, quando ragionando intorno ai meccanismi della rete ci siamo resi conto che un ingente volume di traffico online poteva generare dei profitti che potevano essere reinvestiti a fin di bene. Dando un’occhiata a come si ripartiva il traffico web non ci è voluto molto per capire che l’intrattenimento per adulti non aveva rivali su questo piano. Quindi, ecco l’idea di Come4: creare il primo sito di intrattenimento per adulti che reinveste ogni profitto in cause etiche». Un’idea unica che per una volta ci fa guardare al porno con un’ottica molto diversa. In pratica gli utenti...

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Facebook: tre giorni per trovare la madre naturale

Le mille potenzialità dei social network. Vi racconto la storia di Janessa Simons di cui i media americani stanno parlando. La ragazza, che ha 21 anni e vive nello Utah, è riuscita a trovare la propria madre naturale utilizzando Facebook. La storia ha dell’incredibile, è una splendida notizia ma soprattutto fa capire la potenza dei social media. Condividere è la parola d’ordine. Janessa Simons non smetterà mai più di condividere su Facebook. La giovane americana, che vive con una famiglia adottiva, voleva trovare la sua mamma adottiva. Decide di pubblicare la sua foto su Facebook e chiede ai suoi amici di condividerla sulla propria bacheca. Qui in alto la foto che Janessa ha postato. Vi si legge che è nata il 17 novembre 1991 al Valley Regional Medical Center di Provo e che i suoi genitori erano 16enni. L’hanno chiamata Whitney. La ragazza indica anche un indirizzo mail per contattarla. Bene l’immagine ha ottenuto 14 mila mi piace ed è stata condivisa su 160,763 bacheche. Un vero fenomeno che ha portato dritto al lieto fine. Janessa ha infatti ricevuto oltre 30 e-mail in 36 ore. Una di queste era di sua madre. Ti è piaciuto questo post? Condividilo con i tuoi amici.TwitterFacebookLinkedInGooglePinterestE-mailWhatsAppSkypeStampaTumblrMi piace:Mi piace...

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Beppe Grillo gioca la carta della felicità

Una premessa è doverosa: qui non troverete mai commenti e divagazioni di natura politica. Non mi va e non ritengo sia questo il luogo adatto. Perché Beppe Grillo allora? Semplicemente perché trattando in questo blog temi come la felicità non potevo soprassedere sulla notizia che sta facendo il giro dei media nelle ultime ore. Molti, poi, sono gli amici che mi girano link ad articoli sul tema. Quindi eccomi qui a raccontarvi che la felicità scende – o sale? – in politica sostenuta dal leader del Movimento 5 stelle. La felicità dovrebbe essere l’obiettivo di tutti. Vivere sereni, avere un buon lavoro, raggiungere la tranquillità economica, godersi la vita. Tutte le persone della terra la desiderano – più o meno consciamente – e molti sono coloro che la raggiungono. Il segreto, lo dico sempre, è crederci e godere di quello che si ottiene giorno dopo giorno. Fosse anche una piccola cosa, un traguardo minimo. Ecco perchè, indipendentemente dal mio credo politico, concordo con Grillo quando afferma che “il primo articolo della nostra Costituzione dovrebbe esprimere il diritto alla felicità”. E lui, questo concetto lo sta usando per far propaganda politica. Come? Grillo ha lanciato dal suo blog un sondaggio su quelli che lui stesso definisce “i punti più importanti per sviluppare lo stato sociale”. Il comico-politico-urlatore – confesso che ho difficoltà a dargli un titolo – ha invitato il...

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Crowdfunding: band canadese sostenuta dai fan

Un’idea ambiziosa e i fan pronti a sostenerli. La storia dei Protest the Hero può essere un ottimo esempio per tante band che vogliono farsi strada senza dover dipendere da un’etichetta discografica. In questo caso il crowdfunding è stato efficace. La storia dei Protest the Hero sta facendo il giro della rete. Immaginate una band formata da cinque ragazzi canadesi – vivono nella regione di Durham in Ontario – che nel 1999 si uniscono per fare musica insieme. Da allora sono cresciuti, certo, e si sono creati uno zoccolo duro di fan appassionati. Basti guardare la loro pagina Facebook per rendersene conto. I cinque musicisti hanno messo sul piatto un progetto ambizioso: raccogliere 125mila euro per dare vita a una super-produzione da mettere in piedi nei migliori studi di registrazione del Canada: il Revolution Recording di Toronto. Come si legge su Linkiesta.it i ragazzi hanno attivato una campagna di crowdfunding su Indiegogo e raccolto 250mila dollari in una sola settimana. La campagna, però, non è ancora terminata. Il crowdfunding è l’ultima tendenza in fatto di investimenti e start up e applicato alla musica è sicuramente vincente. I Protest the Hero sono l’esempio che potrebbe essere seguito da chiunque e per qualunque progetto valido. Il segreto è: puntate sui fan, realizzate un video di lancio divertente e accattivante e il gioco è fatto. La band canadese ha saputo anche creare...

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Alla Locanda dei Girasoli una pizza vale molto di più

Non so voi ma io amo uscire a cena con gli amici. Mi piace anche cercare sempre locali nuovi che magari siano mossi da una filosofia particolare. Ieri, grazie ai potenti mezzi di Facebook, sono venuta a conoscenza di una realtà di cui voglio parlarvi. Soprattutto perché ha bisogno dell’aiuto di tutti. Si tratta della Locanda dei Girasoli. Siamo a Roma, in via dei Sulpici 117/h – periferia Sud per intenderci – qui si trova questa locanda la cui particolarità non è tanto la pizza quanto il suo impegno. Vi lavorano, infatti, quattro giovani con sindrome di Down che stanno affrontando un percorso di inserimento lavorativo. Un vero esempio di imprenditoria sociale nato dall’impegno e dalla grande energia delle famiglie di ragazzi disabili che hanno fondato la cooperativa I Girasoli. Negli anni, poi, si sono aggiunte anche le cooperative Cecilia e Al Parco. Questi sono esempi di un’Italia bella. È una storia di cui vale la pena parlare ma soprattutto che serve sostenere. La Locanda dei Girasoli è in difficoltà. Questo il motivo per cui gli amici della pagina Facebook Votiamo per il turismo me l’hanno segnalato. Conoscendo la natura di questo blog sapevano che avrei colto lo spunto con grande interesse. Io vivo a Milano e non posso andare alla Locanda dei Girasoli con facilità. Mi impegno ad andarci non appena mi trovo nella capitale per lavoro e...

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GREAT-ATTITUDE

“Dire, Fare…Ringraziare”

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