Categoria: ispirati

A Torino in pausa pranzo si balla. E si torna al lavoro rigenerati

Vedo già il volto sorridente dei miei amici torinesi che leggono questo post e dicono “ancora Torino” con un grande orgoglio per niente celato. Chi scrive è milanese , città che dovrebbe essere motore di idee, creatività e business. Ma non c’è storia, Torino negli ultimi anni è avanti un passo. E lo dimostrano le idee innovative di cui leggete anche in questo blog. Quindi, veniamo a noi, la città che ospita la Mole Atonelliana accoglie una nuova tendenza che arriva dalla Svezia: il Lunch Beat. Come passate il vostro pranzo durante la settimana? Con i colleghi parlando di problemi in ufficio o gossip dell’ultima ora. Bene, accantonate questa immagine per un attimo e pensate a come potrebbe essere migliore trascorrere quell’ora sacra del pranzo con la musica di un dj e una pista per ballare. Bandito il lavoro ma anche le chiacchiere annesse. Il Lunch Beat – che in Svezia è nato nel 2010 grazie all’idea della giovane Molly Range – ha conquistato molte città europee e ora sbarca a Torino. Sessanta minuti di puro relax, divertimento, musica e un panino. Obbligatorio divertirsi. Il debutto è segnato per oggi al King’s Bar di via Verdi 20 dalle ore 13 alle ore 14. Il pranzo composto da panino, bottiglietta d’acqua e caffè e costa 7 euro. Balli e musica sono inclusi ovviamente. Come dichiara l’organizzatore Enrico Pronzati su LaStampa.it...

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La crisi si affronta con le idee, l’entusiasmo e una buona colazione la domenica mattina

Va bene, siamo in un momento di difficoltà più o meno importante a seconda dei mercati, dei Paesi, delle aziende. Purtroppo in tanti si trovano a perdere il lavoro. Molti di questi si abbattono finendo per deprimersi sul divano di casa. Altri continuano a fare il “solito” lavoro pur non essendo felici e soddisfatti. E poi c’è chi ha un’idea e la fa diventare realtà con energia, fiducia, passione e volontà. Di chi sto parlando? Di amiche che portano la colazione a casa. Immaginate di svegliarvi al mattino e trovare pronta un’ottima colazione con muffin, frollini, quiche. Un sogno, si, ma realizzabile. Luisa e Gabriella sono le protagoniste di questo geniale progetto figlio della crisi economica. Quando la città di Torino dorme ancora le due ragazze Pilou salgono a bordo di due vecchie Panda e raggiungono i propri clienti direttamente a casa. E’ la colazione della domenica, qualcosa di sacro! Le ragazze raccontano su LaStampa.it che l’idea è nata quasi per gioco – come spesso accade – e il successo è stato immediato. E cosi Luisa Pellegrino, 30 anni, dottorato in lingua e letteratura inglese e insegnate precaria in scuole private e Gabriella Lovera, 36 anni, che dopo il licenziamento era a caccia di un’idea nuova si sono ritrovate in mano un progetto con i fiocchi. Pochi mesi e i fan sulla pagina Facebook sono cresciuti vertiginosamente. Oggi consegnano...

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Le vacanze che a 15 anni non amavo e oggi hanno un valore inestimabile

Io a Sacco a non ci volevo andare. Quando arrivava la fine di luglio cominciavano i preparativi per la partenza. Mia mamma alle prese con i bagagli, mio papà con la mente alla macchina e al lungo viaggio che ci aspettava, mia sorella giocava e io mi chiedevo “perché devo andare a Sacco anche quest’anno… mi annoio!”. La partenza per andare dai nonni. A Sacco. Un paesino che per me era assolutamente noioso, triste, senza una minima energia. Cercate di capire: avevo 15 anni. E andavo a Sacco dalla nascita, quindi… fate due conti. I miei amici erano al mare in Riviera Adriatica, in Liguria, in Sardegna…io a Sacco. Il mare nemmeno c’è. Ma era cosi perché li vivevano i nonni, per qualche anno ancora i bisnonni. Si perché a Sacco ci sono nati i miei genitori. Tutti e due. Se almeno uno dei due fosse nato, che so, in un paese vicino al mare della Sicilia o magari anche a Palinuro, sempre Campania ma con un mare da fare invidia ai Caraibi. No. Tutti e due a Sacco, piccolo paesino dell’entroterra campano di poche anime in cui il massimo divertimento era fare il giro per la variante, percorrere avanti e indietro l’unica strada che attraversa l’intero paese –che però si chiama Corso Vittorio Emanuele – , prendersi un gelato al bar, farsi coccolare dai nonni che si vedono...

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Quel che mi ha donato Marta Casarini, autrice di Anita friggeva d’amore

Ieri sera sono stata spettatrice di un evento di quelli che inserisci nel cassetto delle “esperienze importanti da rivivere al più presto”. Ho incontrato il talento letterario e teatrale. Sono stata alla presentazione del nuovo libro “Anita friggeva d’amore” della giovanissima scrittrice Marta Casarini. Non una semplice presentazione, però, badate bene. Il tutto era guidato dal talento creativo e sensibile de I NOMADIdiPAROLE. Loro sono semplicemente strepitosi. Si muovono per la città – tra locali più o meno tradizionali e teatri – portando in scena i personaggi nati dalle menti di giovani talenti. Io sono stata chiamata a rappresentare questo blog in cui si parla di passioni, felicità, sogni che si realizzano. Le cose sono andate più o meno cosi. Alice Cimini – che conoscete nella sua veste di co-fondatrice di Twoorty ma che ho appurato avere mille anime – mi scrive un messaggio chiedendomi “sei libera il 12 giugno?”. “Detta cosi direi di si” rispondo io con fiducia perché Alice al momento è stata una tale scoperta da più punti di vista che a priori ritengo sia portatrice di buone notizie. “Ok allora vorrei averti ospite insieme ai blogger di Live Your Kitchen alla presentazione del libro di Marta Casarini”. “Perfetto, aggiudicato…” Cosa mi aspettavo? Sinceramente non saprei dire. Ho segnato l’evento in agenda e nella mia mente e mi sono rituffata nelle mie mille attività. Lunedi sera...

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Hunter Halder: da consulente a dispensatore di cibo ai poveri

Torno a voi per raccontarvi una storia bellissima accaduta in quel di Lisbona. Il protagonista è Hunter Halder, consulente in risorse umane che ha perso il lavoro due anni fa. Oggi è il fondatore del progetto Re-Food, organizzazione senza scopo di lucro che ogni giorno offre da mangiare a oltre trecento persone. Tutto è partito con un vestito di Babbo Natale e una bicicletta. Oggi è il progetto che potrebbe trasformare Lisbona nella prima capitale senza persone che soffrono la fame entro il 2014. Non solo, la città portoghese potrebbe essere la prima senza dispersione alimentare. Il sessantenne Hunter, nel cui corpo pulsa sangue americano come si legge nell’articolo pubblicato su IlFattoQuotidiano.it, ha semplicemente capito come utilizzare gli sprechi alimentari per sfamare chi ha bisogno. Ha cominciato con un quartiere e da solo. Si aggirava con la sua bici e una cesta tra ristoranti, panettieri e supermercati per raccogliere gli avanzi di cibo da portare agli abitanti più poveri del quartiere. Dopo un solo mese aveva già una trentina di collaboratori e oggi, in quello stesso quartiere di Nossa Senhora e Fátima, sono circa trecento i volontari che gli danno una mano. Si aggirano tra i 115 locali della zona salvando circa centomila pasti dai secchi della spazzatura. Ma il progetto è cresciuto ulteriormente conquistando il quartiere di Telheiras, circa un centinaio di volontari e 285 tavole calde. L’associazione...

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GRATITUDINE

“Dire, Fare…Ringraziare”

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