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ispirati

Si cambia partendo dalle piccole cose

freeeeeeIn questo periodo di solito ci si sente abbastanza stanchi e pronti alle vacanze estive. Non si ha tanta voglia di impegnarsi in un cambiamento vero e proprio. Il classico “a settembre prendo in mano la mia vita” è in agguato. Vi lancio una sfida: anche se siamo a fine luglio proviamo a cambiare ora e facciamolo partendo dalle piccole cose quotidiane. Il nostro obiettivo deve essere quello di tornare a sorridere alla vita che ci appartiene.

Alessandro Marras: ecco come ho cominciato a fare il lavoro dei sogni

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Che lavoro fai? Il prova esperienze. Da qualche mese Alessandro Marras, 29enne di Bolzano, risponde cosi alla domanda. Non male eh? Un lavoro che tutti vorrebbero fare. Come ci è riuscito? Ha perseguito un sogno, partecipato al contest “Il lavoro dei sogni” di Emozione3, brand italiano specializzato in cofanetti regalo e nella gift experience, e ha vinto. Il suo ruolo, per un anno e con retribuzione, è quello di vivere le esperienze inserite nei cofanetti e recensirne alcune con foto e video per darne testimonianza. In questa intervista ci racconta come è andata e ci parla di sogni da realizzare, di tenacia, di fiducia e passione.

Stefano Gianuario : «Perché le cose belle stanno in equilibrio»

StefanoGianuario

Oggi, sul divano virtuale delle buone notizie, si accomoda Stefano Gianuario. Un amico, un collega, una delle persone che stimo di più. Stefano è una buona – buonissima – penna, arguto nell’interpretare le notizie. Certo, è un giornalista, direte. Si ma anche qualcosa di più, aggiungo io. Chi lo conosce sa cosa intendo. Credo, semplicemente, che sia un artista e come tale abbia la capacità di rendere unico ogni suo lavoro. Sia esso un articolo, un racconto, un romanzo o un pezzo di musica. Già, perchè Stefano è anche cantautore. Lo so, ora starà leggendo sorridendo e passandosi una mano sul mento. “Assu, sono lusingato”. Che posso dirti Ste lo penso davvero. E lo sai. E poi, ti ho chiesto di passare di qua con qualcosa di tuo e mi hai detto un si cosi entusiasta che sono io quella lusingata. Quanto a voi, miei cari…godetevi queste parole e capirete di cosa parlo.

Fate un sonnellino e il cervello vi ringrazierà

sleeping-in-the-officeNon sono mai stata una fan del sonnellino pomeridiano. Ricordo ancora quando da ragazzina andavo dai miei nonni, nel Cilento, e dalle 14.00 alle 16.00 il paese si spegneva per pausa pennichella. Non mi restava che buttarmi nella lettura. Eppure il sonno fa bene al cervello. Pare, addirittura, che un sonnellino di soli 10 minuti sia sufficiente per recuperare energia e stimolare l’attenzione del cervello. Parola di talenti della storia.

A Torino in pausa pranzo si balla. E si torna al lavoro rigenerati

lunchbeatVedo già il volto sorridente dei miei amici torinesi che leggono questo post e dicono “ancora Torino” con un grande orgoglio per niente celato. Chi scrive è milanese , città che dovrebbe essere motore di idee, creatività e business. Ma non c’è storia, Torino negli ultimi anni è avanti un passo. E lo dimostrano le idee innovative di cui leggete anche in questo blog. Quindi, veniamo a noi, la città che ospita la Mole Atonelliana accoglie una nuova tendenza che arriva dalla Svezia: il Lunch Beat.

La crisi si affronta con le idee, l’entusiasmo e una buona colazione la domenica mattina

luisa(sinistra)_gabriella(destra)Va bene, siamo in un momento di difficoltà più o meno importante a seconda dei mercati, dei Paesi, delle aziende. Purtroppo in tanti si trovano a perdere il lavoro. Molti di questi si abbattono finendo per deprimersi sul divano di casa. Altri continuano a fare il “solito” lavoro pur non essendo felici e soddisfatti. E poi c’è chi ha un’idea e la fa diventare realtà con energia, fiducia, passione e volontà. Di chi sto parlando? Di amiche che portano la colazione a casa.

Le vacanze che a 15 anni non amavo e oggi hanno un valore inestimabile

foto 12Io a Sacco a non ci volevo andare. Quando arrivava la fine di luglio cominciavano i preparativi per la partenza. Mia mamma alle prese con i bagagli, mio papà con la mente alla macchina e al lungo viaggio che ci aspettava, mia sorella giocava e io mi chiedevo “perché devo andare a Sacco anche quest’anno… mi annoio!”. La partenza per andare dai nonni. A Sacco. Un paesino che per me era assolutamente noioso, triste, senza una minima energia. Cercate di capire: avevo 15 anni. E andavo a Sacco dalla nascita, quindi… fate due conti.

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