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ispirati

Quando mi hanno detto “credici”

Me lo ricordo ancora quel giorno. E’ ben chiaro nella mia mente. Mi trovavo in una libreria dove ancora oggi amo andare per acquistare i miei libri. Mi piace lo spazio, la cura, il personale. E’ un ambiente familiare per me che sa sempre donarmi belle suggestioni. Quel giorno vi sono entrata come mille altre volte cercando un libro che mi era stato consigliato. Ma è successo qualcosa di diverso. E’ successo che quel giorno prendesse vita una grande opportunità per me. Non lo sapevo allora ma avrei incontrato la parte di me che sceglieva di crederci. Crederci davvero.

Scegliamo di tornare al cuore: è li che troviamo le risposte

Siamo cosi convinti di dover trovare la felicità altrove che perdiamo di vista un dono preziosissimo che abbiamo dentro di noi: il nostro cuore. E’ li che dobbiamo tornare:  al centro della nostra anima. In quel luogo profondo dove possiamo trovare le risposte, il conforto, l’illuminazione e la leggerezza. Tornare al cuore è un passo importante da compiere per raggiungere uno stato di benessere immediato.

Tenere un diario personale: l’abitudine efficace

Scrivere. Dobbiamo tornare a scrivere. Abbiamo perso l’abitudine della scrittura a mano e questa è una mancanza per la nostra mente, le nostre emozioni e la nostra qualità della vita. Va bene tenere l’agenda sullo smartphone o prendere appunti sull’app Notes, ma inseriamo tra le nostre abitudini quotidiane dei momenti di scrittura a mano. Tenere un diario è quella più semplice, pratica ed efficace. Lo dicono anche grandi nomi del passato.

Se sei scarico di energia non sei utile a nessuno

Ci sono momenti in cui ci sentiamo totalmente scarichi, svuotati, con la sensazione di faticare a compiere qualunque azione. Quelli sonno i momenti per fermarsi e nutrire il proprio spirito. Il riposo è fondamentale per poter procedere con l’energia giusta e donare al tempo il valore che merita. Quando sei scarico di energia non sei utile agli altri e nemmeno a te stesso.

Scegliere di celebrare il fallimento

Provare e poi fallire non è affatto una cosa simpatica. Ci sentiamo feriti, dispiaciuti e a volte arrabbiati. Il vero problema è che quando accade un fallimento ci buttiamo giù e perdiamo la voglia di provarci ancora. Ma se solo riuscissimo a celebrare il fallimento considerandolo come un passo verso un eventuale successo potremmo continuare a metterci forza. Potremmo continuare a provare e, probabilmente, raggiungere i risultati sperati. Resilienza e perseveranza: queste sono le due parole chiavi che ruotano intorno a questa riflessione.

La pericolosa cultura del “mollo tutto e…”

Siamo immersi nella cultura del “mollo tutto”. Non mi piace il mio lavoro: mollo. Non sto bene nella mia relazione: mollo. Alcune amicizie vacillano: mollo. Non ottengo risultati: mollo. Qualche giorno fa leggevo l’ennesima storia di chi ha mollato tutto per andare altrove e ricominciare e questo ha fatto risuonare un campanello in me. Sono stata anche io una fan delle storie “Mollo tutto e…” da lettrice e anche da giornalista alla ricerca di percorsi ispiranti. Ma oggi, con una nuova consapevolezza, mi chiedo: è sempre il caso di mollare?

La nostra responsabilità di lettori

L’informazione, in qualunque forma, ci racconta le storie del mondo in cui viviamo. Ma sappiamo tutti che questa non è la fotografia completa della realtà. Quella che ci viene presentata è solo una piccola frazione del mondo. Noi lettori questo lo sappiamo. Ed è in questa consapevolezza che si cela la nostra responsabilità e la nostra scelta.

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